Scienze, tecnologia, ingegneria e matematica: sono le quattro aree principali che definiscono le discipline STEM. Parliamo di professionisti altamente qualificati con competenze tecniche avanzate in settori strategici che stanno creando una domanda crescente di laureati in questi ambiti. L’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, proprio qualche giorno fa ha definito i laureati STEM “il futuro dello sviluppo industriale e sociale dei Paesi”.
Eppure, l’Italia e l’Europa, purtroppo, a questo futuro non sembrano proprio guardare con la giusta attenzione e a dirlo sono i numeri: la Cina produce 4,5 milioni di laureati STEM, gli Stati Uniti 800 mila, l’Europa soltanto 300 mila. Numeri ancora troppo piccoli per un potenziale che invece è enorme e che il nostro Paese farebbe bene a sfruttare a proprio vantaggio. Ecco chi sono i laureati STEM più pagati e dove trovano occupazione.
Indice
- Quali sono le lauree STEM?
- Laureati STEM, stipendi fino a 120.000 euro: i dati
- Laurea in discipline STEM, opportunità di lavoro in difesa e sicurezza
- Donne nelle discipline STEM: il peso degli stereotipi di genere
- Cannarella (CNR): “Ecco come avvicinare i giovani alle discipline STEM”
- Settimana discipline STEM, alla ricerca di un dialogo tra sapere scientifico e società
Quali sono le lauree STEM?
Le hanno giustamente ribattezzate le facoltà universitarie del futuro: sono quei corsi di laurea che riguardano principalmente ingegneria e tecnologia e che garantiscono tassi di occupazione più elevati per i neo laureati che si confrontano con un mercato del lavoro che guarda sempre più alla digitalizzazione. I principali indirizzi sono:
- ingegneria informatica. Sviluppo di software, analisi dei dati e cybersecurity sono attività in continua espansione all’interno delle aziende impegnate nella difficile sfida della digitalizzazione;
- data science. I data scientist sono tra i professionisti più ricercati e possono arrivare a guadagnare anche 120.000 euro l’anno. Gli esperti in big data si stanno trasformando in figure chiave all’interno delle aziende e il loro lavoro condiziona in modo sempre più determinante decisioni e scelte strategiche;
- biotecnologie, che mettono insieme biologia e tecnologia per portare i vantaggi dell’innovazione in campo medico, ambientale e agricolo. È un settore in forte crescita, spinto anche dalle recenti emergenze sanitarie globali;
- ingegneria meccanica, con progettazione, sviluppo, produzione, installazione e manutenzione di macchine, sistemi meccanici, impianti industriali e componenti. Si tratta di un settore tradizionale che non conosce crisi e che, nonostante i progressi tecnologici, continua a svolgere una funzione fondamentale all’interno delle aziende;
- cybersecurity. Gli attacchi informatici costituiscono un rischio concreto per tutte le aziende ed è per questo che la sicurezza informatica è diventata una priorità. Le aziende cercano esperti in grado di proteggere i loro sistemi e i dati sensibili.
Laureati STEM, stipendi fino a 120.000 euro: i dati
Intelligenza artificiale, quantum computing, droni, big data, cloud e dominio cyber: la lista degli ambiti di competenza delle professioni STEM è molto lunga. Parliamo di settori non solo molto dinamici ed innovativi ma anche ad alto valore aggiunto. Tra i cosiddetti lavori STEM troviamo, ad esempio, lo specialista in robotica i cui ambiti di applicazione possono essere i più disparati. Il bioinformatico, invece, analizza dati genetici e molecolari per sviluppare terapie personalizzate. Tra le professioni STEM c’è pure l’esperto in blockchain, un’altra opportunità che dalle criptovalute all’agroalimentare, può ambire a sbocchi professionali quasi infiniti.
Proprio perché ce ne sono pochi e proprio in virtù di competenze tecniche avanzate e di profili altamente qualificati, gli stipendi dei laureati STEM tendono ad essere particolarmente elevati. Lo stipendio riconosciuto ad un ingegnere petrolifero, ad esempio, può superare anche i 100.000 euro l’anno. Quello del data scientist può addirittura superare i 120.000 euro, a seconda dell’esperienza professionale maturata. Anche quello dell’ingegnere aerospaziale cresce in base all’esperienza maturata ma parte da livelli che si aggirano intorno ai 50.000 euro l’anno.
L’ingresso nel mercato del lavoro
Anche nella fase di ingresso nel mercato del lavoro, i salari destinati ai laureati STEM risultano nettamente più elevati rispetto a quelli di altri settori. L’University Report 2025 dell’Osservatorio JobPricing ha analizzato oltre 550 mila posizioni retributive, certificando il dominio delle discipline Stem: 36.275 euro per un ingegnere chimico neolaureato contro 30.798 euro per chi studia storia e filosofia. Nonostante gli alti stipendi, il divario di genere nelle STEM, si attesterebbe intorno al 12%.
Laurea in discipline STEM, opportunità di lavoro in difesa e sicurezza
Anche il settore della difesa e della sicurezza nazionale potrebbe presto trasformarsi in opportunità per chi possiede una laurea con indirizzo STEM. Proprio qualche giorno fa, il colosso industriale Leonardo ha organizzato, in collaborazione con Fondazione Leonardo ETS un evento istituzionale dedicato alla ricerca e alla valorizzazione della scienza nel mondo della difesa e della sicurezza, con particolare attenzione alle sfide contemporanee e alle opportunità per le nuove generazioni.
Le assunzioni di Leonardo
Nel corso dell’evento è emerso che Leonardo negli ultimi tre anni ha assunto quasi 20 mila persone, quasi tutti laureati STEM. Oggi l’Azienda conta 63 mila unità e nei prossimi tre anni l’intenzione è di assumerne probabilmente altre 17 mila. Nel suo intervento, il sottosegretario di Stato alla Difesa, Isabella Rauti, ha spiegato come le discipline STEM rappresentino “una leva strategica per la sicurezza nazionale; una chiave di accesso al mondo, uno strumento per comprenderlo e migliorarlo. Investire sui giovani e sulla formazione in queste discipline significa rafforzare sicurezza, libertà e sviluppo, mantenendo la persona al centro della rivoluzione tecnologica”.
L’instabilità geopolitica mondiale ha svegliato l’Europa da un lungo sonno, portando a galla la necessità di rivedere il nostro modo di concepire sicurezza e la difesa dei nostri confini ed è in questi ambiti che i Paesi potrebbero ritrovarsi in futuro a giocare la partita più importante.
Donne nelle discipline STEM: il peso degli stereotipi di genere
Secondo l’Onu, oggi solo una ogni tre ricercatori d’ingegneria al mondo è una donna. Stereotipi, luoghi comuni ma anche ostacoli di natura sociale impediscono alle donne e alle ragazze di far parte del mondo della scienza.
Se guardiamo all’Italia, ad esempio, il rapporto Istat 2024 riferisce che la quota STEM fra le laureate è pari al 16,8%, ovvero la metà degli uomini (34,5%): un vero e proprio gap nel gap che condanna il nostro Paese ad una marginalità che presto o tardi pagheremo a caro prezzo. L’inclusione delle donne nelle discipline STEM andrebbe piuttosto incoraggiata e valorizzata. È risaputo che favorire il loro accesso al mercato del lavoro non è solo una questione di equità sociale ma anche di Pil e di crescita economica.
La Giornata internazionale delle donne nella scienza
La Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza si celebra ogni anno l’11 febbraio per tenere alta l’attenzione sul pesante divario di genere che caratterizza questo ambito che viene privato così di un enorme talento, quello femminile per l’appunto. Un potenziale enorme che rimane inespresso e frena il processo di crescita e innovazione del nostro Paese.
L’ultimo rapporto di Save the Children sulla presenza di donne nelle discipline STEM ha sottolineato proprio l’urgenza di una rapida inversione di tendenza che potrebbe partire da un rafforzamento degli istituti tecnici superiori (ITS) e dei programmi di mentoring e orientamento. “La discriminazione e gli stereotipi di genere – si legge nel rapporto – incidono ancor più su bambine e ragazze che vivono in povertà educativa, scoraggiando il loro interesse per le materie STEM, con il rischio di limitare ulteriormente le loro opportunità di lavoro e di vita”. Secondo l’associazione, il divario di genere nasce nei primi anni di scuola. Ecco perché l’avvicinamento delle bambine e delle donne alle discipline STEM cammina di pari passo con la fiducia che fin da giovanissime devono acquisire nelle loro capacità.
Cannarella (CNR): “Ecco come avvicinare i giovani alle discipline STEM”
“Per avvicinare maggiormente i giovani alle discipline STEM è fondamentale promuovere iniziative che superino la divisione rigida tra materie scientifiche e umanistiche”. A parlare è Carmelo Cannarella, tecnologo presso l’Istituto per i sistemi biologici del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-ISB) che a Partitaiva.it racconta come superare il dualismo tra mondi solo apparentemente contrapposti: “Laboratori esperienziali – spiega – progetti che integrano arte e scienza, attività basate sull’ascolto, sull’osservazione diretta e sulla sperimentazione favoriscono un apprendimento più coinvolgente e inclusivo. In particolare, percorsi che mettano in relazione scienza, ambiente e creatività possono stimolare curiosità, senso critico e consapevolezza ecologica”.

Cannarella è referente dell’iniziativa She-nziate” che si è svolta ieri, 11 febbraio, nelll’Area territoriale di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche – Roma1 (CNR-ARRM1) nell’ambito della Settimana nazionale delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM), promossa dal ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). “È un Open Day – racconta Cannarella – che nasce con l’obiettivo di avvicinare studenti e studentesse al mondo della ricerca scientifica, mostrando come le discipline STEM non siano ambiti astratti o lontani, ma strumenti concreti per comprendere e interpretare la realtà che ci circonda. Attraverso questo open day, tramite attività e incontri con ricercatori e ricercatrici, il CNR ha promosso un’idea di scienza aperta, accessibile e fortemente connessa alle grandi sfide contemporanee: ambiente, sostenibilità, innovazione tecnologica e nuove forme di conoscenza”.
Settimana discipline STEM, alla ricerca di un dialogo tra sapere scientifico e società
In questo contesto si inserisce anche la sua attività: “Fitoacustica, piante in musica: come trasformare la natura in suono”. “Un’attività di ricerca e di divulgazione che esplora le relazioni tra piante e suoni. L’indagine dei processi biofisici e bioelettrici del mondo vegetale, e la loro traduzione in fenomeni sonori, permette di raccontare la scienza attraverso un linguaggio sensoriale e interdisciplinare, capace di unire biologia, fisica, tecnologia, arte e pratiche di ascolto”, fa sapere Cannarella. Un modo innovativo di trasformare il suono in uno strumento di indagine scientifica, ma anche di mediazione e restituzione dei dati, rendendo udibili fenomeni spesso nascosti.
Secondo l’esperto è importante offrire ai giovani e alle giovani occasioni di incontro con approcci scientifici non convenzionali, che mostrino come la ricerca sia anche esplorazione, immaginazione e relazione. “Iniziative come quelle della Settimana STEM del CNR-ARRM1 contribuiscono a costruire un dialogo tra sapere scientifico e società, incoraggiando nuove forme di ascolto del mondo naturale e nuove modalità di relazione tra esseri umani e ambiente”, conclude.
La Settimana STEM è giunta alla sua terza edizione ed è stata istituita con la legge 187 del 2023. L’edizione 2026 è stata dedicata alle ricercatrici e ai ricercatori italiani impegnati nelle attività di ricerca nell’Artico, una delle aree più strategiche e sensibili del pianeta per lo studio del cambiamento climatico e delle trasformazioni ambientali globali.
La dedica alla ricerca artica valorizza il contributo scientifico dell’Italia nelle regioni polari, riconosciuto a livello internazionale. Un impegno che vedrà il nostro Paese protagonista anche il 3 e 4 marzo prossimi, quando l’Italia ospiterà l’Arctic Circle Polar Summit, un appuntamento internazionale dedicato all’Artico e alle sue principali sfide scientifiche, ambientali e geopolitiche.














Patrizia Penna
Giornalista professionista