Incentivi transizione green: come funzionano per le aziende e come richiederli

Sono stanziati i fondi per gli incentivi green riservati alle aziende che vogliono investire per ridurre il proprio impatto ambientale. Ecco come accedervi.

revisione a cura di Rosario EmmiDottore CommercialistaSu PartitaIva.it ci impegniamo al massimo per garantire informazioni accurate. Gli articoli vengono costantemente revisionati da professionisti del settore.

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  • I fondi per gli incentivi green stanziati dal MIMIT sono pari a 300 milioni di euro.
  • I contributi a fondo perduto possono essere utilizzati dalle imprese per la transizione ecologica.
  • L’obiettivo è sostenere le aziende nell’adeguamento alle regole Ue.

Ammontano a 300 milioni di euro i fondi stanziati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per gli incentivi green riservati alle imprese. I contributi passeranno attraverso il “Fondo per il sostegno alla transizione industriale”.

Qualsiasi impresa, che abbia la propria sede in Italia ed indipendentemente dalla propria dimensione, ha la possibilità di chiedere delle agevolazioni sotto forma di contributi a fondo perduto.

Gli investimenti coperti dagli incentivi green possono avere un costo compreso tra i 3 ed i 20 milioni di euro. Le domande per poter accedere ai contributi devono essere presentate nel periodo compreso tra il 10 ottobre ed il 12 dicembre 2023, compilando un’apposita istanza allo sportello online di Invitalia.

In cosa consistono gli incentivi green 2023

A cosa servono e quali sono gli intenti degli incentivi green? Attraverso il “Fondo per il sostegno alla transizione industriale” il Ministero vuole favorire l’adeguamento del sistema produttivo italiano alle politiche dell’Unione europea relative alla lotta ai cambiamenti climatici.

A disciplinare il Fondo ci ha pensato il MIMIT, in collaborazione con il Ministero della Transizione Ecologica, attraverso il Decreto Ministeriale del 21 ottobre 2022.

Il decreto del 30 agosto 2023 del Direttore per gli Incentivi ha definito termini e modalità attraverso le quali presentare le domande: viene aperto uno sportello proprio per gli incentivi green, il cui intento è quello di sostenere i programmi di investimento per la tutela ambientale.

La dotazione iniziale è pari a 300 milioni di euro, che vengono erogati rispettando una procedura valutativa a graduatoria, con la quale verrà determinato l’ordine di ammissione delle richieste.

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I contributi devono essere utilizzati per programmi di finanziamento il cui intento sia:

  • migliorare l’efficientamento energetico;
  • cambiare radicalmente il processo produttivo;
  • installare degli impianti che permettano l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, idrogeno ed impianti di cogenerazione ad alto rendimento;
  • effettuare degli investimenti che possano ridurre l’uso delle risorse attraverso il riuso, il riciclo o il recupero di materie prime.
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A chi si rivolgono gli incentivi green

Possono richiedere gli incentivi green le imprese che operano in Italia, indipendentemente dalla loro dimensione. Nel momento in cui presentano la domanda devono obbligatoriamente:

  • essere costituite regolarmente ed essere iscritte ed attive nel Registro delle Imprese;
  • devono operare principalmente nei settori estrattivo e manifatturiero;
  • devono essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti. Non devono, quindi, essere in liquidazione volontaria e non devono essere sottoposte a delle procedure concorsuali;
  • al 31 dicembre 2019 non devono risultare in difficoltà;
  • essere in regola con le disposizioni relative agli obblighi contributivi.

Ogni anno il 50% delle risorse destinate al Fondo è riservato alle imprese energivore.

Cosa viene finanziato dagli incentivi per la transizione green

Attraverso gli incentivi green vengono finanziati gli investimenti il cui scopo è quello di perseguire:

  • una migliore efficienza energetica da parte dell’impresa nel prosieguo delle proprie attività;
  • un uso efficiente delle risorse attraverso una riduzione dell’utilizzo delle stesse, anche grazie al loro riuso, tramite economia circolare.

Gli investimenti, in estrema sintesi, devono essere volti al perseguimento di un vero e proprio miglioramento dei processi aziendali sotto il profilo della tutela ambientale.

Non verranno ammessi degli interventi che portino ad un aumento della capacità produttiva, con l’esclusione di quegli aumenti che derivino unicamente da delle esigenze tecniche, purché non superino il 2% della situazione precedente all’intervento.

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Incentivi green: le spese ammissibili

Possono accedere alle agevolazioni esclusivamente le spese ritenute strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento e che siano relative all’acquisto e alla costruzione di immobilizzazioni, che riguardino:

  • entro il 10% dell’investimento totale ammissibile: suolo aziendale e relative sistemazioni;
  • nel limite del 40% dell’investimento totale e solo se funzionali agli obiettivi ambientali: opere murarie ed assimilate;
  • impianti e attrezzature varie di nuova fabbricazione;
  • programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate.

Incentivi green: quali sono i contributi

Le agevolazioni, che arrivano nella formula del contributo a fondo perduto, vengono erogate alle condizioni ed entro i limiti massimi previsti dal Regolamento GBER e dalla sezione 2.6: “Aiuti a favore della decarbonizzazione” del “Quadro temporaneo”.

Per gli investimenti relativi all’introduzione di misure che puntano al miglioramento dell’efficienza energetica, i contributi sono pari al 30% delle spese ammissibili. Per le piccole imprese sono previste delle maggiorazioni del 20%, del 10% per le medie imprese, del 15% per investimenti effettuati nelle zone A e del 5% per investimenti effettuati nelle zone C.

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Nel caso in cui le spese ammissibili siano state determinate prendendo in considerazione il 100% dei costi totali di investimento, le maggiorazioni vengono ridotte del 50%. In base alla tipologia di investimento, i contributi possono variare di percentuale.

Nel caso in cui vengano effettuati degli investimenti per impianti da auto produzione, le agevolazioni concesse sono pari a:

  • al 45% per gli investimenti nell’autoproduzione di energia da fonti energetiche rinnovabili;
  • al 30% per qualsiasi altro investimento;

In entrambi i casi sono previste delle maggiorazioni del 10% per le medie imprese e del 20% per le piccole.

Per gli investimenti che puntano ad introdurre delle misure per utilizzare in maniera efficiente le risorse, le agevolazioni risultano essere pari al 40% delle spese ammissibili. In questo caso le maggiorazioni previste sono le seguenti:

  • 20% per le piccole imprese;
  • 10% per le medie imprese;
  • 15% per investimenti effettuati nelle zone A;
  • 5% per investimenti effettuati nelle zone C.
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Come presentare la domanda agli incentivi green

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online, utilizzando la procedura che viene indicata nella sezione “Fondo per il sostegno alla transizione industriale” del sito web dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. ovvero Invitalia.

Al momento è già possibile presentare le domande, perché le istanze possono essere presentate fino alle ore 12.00 del 12 dicembre 2023. Le imprese devono presentare una domanda per ogni singola unità produttiva. Verrà poi pubblicata una graduatoria.

Incentivi transizione green – Domande frequenti

A cosa servono gli incentivi green?

Sono dei contributi a fondo perduto che servono a sostenere gli investimenti necessari per la transizione ecologica delle aziende.

Gli incentivi green possono essere richiesti da tutte le aziende?

Possono essere richiesti dalle aziende che operano principalmente nel settore manifatturiero ed estrattivo. Scopri qui tutti i dettagli.

Fino a quando c’è tempo per presentare la richiesta agli incentivi green?

È possibile presentare l’istanza fino al 12 dicembre 2023.

Come funzionano gli incentivi green 2023?

Gli incentivi sono rivolti alle aziende che innovano dal punto di vista della sostenibilità ambientale, e consistono in contributi a fondo perduto variabili in base agli investimenti specifici.

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Ho una laurea in materie letterarie. Ho iniziato ad occuparmi di Economia fin dal 2002, concentrandomi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i miei interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrivo di attualità, tasse, diritto, economia e finanza.
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Rosario Emmi
Dottore Commercialista
Revisione al 19 Ottobre 2023
Dottore commercialista specializzato in startup e pmi innovative, operazioni di equity crowdfunding, e-commerce, food and casual dining. Con uno sguardo sempre rivolto al futuro, trova sistemi innovativi nello sviluppo dell’attività professionale.

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