Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DDL PMI 2026, il legislatore ha previsto l’entrata in vigore di nuovi incentivi fiscali per le piccole e medie imprese (PMI) italiane. Nel dettaglio, si tratta di un nuovo regime di sospensione d’imposta sugli utili reinvestiti in rete, che tuttavia non viene riconosciuto in automatico, ma è subordinato al rispetto di precise condizioni.
Indice
Come funzionano i nuovi incentivi fiscali per PMI e reti di impresa
L’incentivo consiste in un differimento della tassazione, non è un credito d’imposta o un contributo a fondo perduto. Quello che fa, infatti, è riconoscere la possibilitĂ di escludere dalla formazione del reddito imponibile (IRES o IRPEF) le quote di utili d’esercizio destinate a riserva specifica per l’attuazione del programma comune di rete.
La tassazione viene sospesa fino a quando l’utile rimane vincolato alla realizzazione degli investimenti previsti dal contratto, consente di accantonare fino a un massimo del 30% degli utili prodotti, con un limite di spesa per singola impresa che verrĂ poi definito da specifici decreti attuativi.
Cos’è un programma comune di rete
Senza un programma comune, l’aggregazione tra imprese rimane una semplice collaborazione commerciale e non può accedere ai benefici previsti dal DDL PMI 2026. Con questo documento le imprese partecipanti definiscono cosa intendono fare insieme, come intendono farlo e quali obiettivi di crescita si prefiggono di raggiungere. Secondo la normativa vigente e le prassi consolidate, il programma deve descrivere la misurazione dei risultati, gli obiettivi, le attivitĂ comuni e le modalitĂ di esecuzione, ovvero come le imprese interagiscono tra loro, la ripartizione dei compiti e le scadenze temporali (cronoprogramma).
Come ottenere l’ok dall’Agenzia delle Entrate
Solo se il contratto di rete supera il vaglio dell’Agenzia delle Entrate l’impresa ha diritto ai nuovi incentivi fiscali per PMI e reti di impresa. In particolare, per ottenere il visto di asseverazione, il programma comune deve essere asseverato da organismi accreditati (Camere di commercio o associazioni di categoria maggiormente rappresentative) che certifichino la congruitĂ degli investimenti rispetto agli obiettivi di competitivitĂ . Inoltre, gli utili devono essere confluiti in un fondo patrimoniale comune (nel caso di rete-soggetto) o vincolati in una riserva specifica di bilancio (nel caso di rete-contratto).
Attenzione però, l’Agenzia delle Entrate non rilascia un “visto” preventivo, ma controlla ex-post.
Quando parte l’agevolazione
Trattandosi di un incentivo legato all’accantonamento degli utili, la tempistica di applicazione è connessa ai cicli di bilancio delle imprese. La norma diventa operativa dal 7 aprile 2026, ovvero 15 giorni dopo la pubblicazione del DDL PMI in Gazzetta Ufficiale (avvenuta il 23 marzo 2026). Pertanto si applica a partire dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore della stessa legge.
Per la maggior parte delle PMI, la misura è applicabile agli utili prodotti nell’esercizio 2026 (dal 1° gennaio al 31 dicembre). PoichĂ© l’accantonamento avviene in sede di approvazione del bilancio (che per l’anno 2026 avverrĂ nei primi mesi del 2027), le imprese hanno l’intero anno per adeguare o stipulare i contratti di rete e definire i programmi di investimento necessari a giustificare la sospensione d’imposta.
Non è possibile invece applicare la sospensione agli utili prodotti nel 2025, anche se il bilancio viene approvato dopo l’entrata in vigore della legge, poichĂ© la maturazione del presupposto d’imposta è antecedente alla norma.
Incentivi PMI 2026: come ottenere la sospensione
L’ottenimento del beneficio non richiede una domanda preventiva a uno sportello valutativo (come per i bandi), ma segue un iter di autoliquidazione vigilata supportato da documentazione tecnica. In sede di chiusura dell’esercizio, l’assemblea dei soci deve deliberare la destinazione di una quota dell’utile (fino al 30%) alla specifica “riserva utili in sospensione d’imposta – legge PMI 2026”. Questa delibera costituisce il titolo giuridico per la non tassazione immediata della somma.
Il risparmio fiscale si concretizza nel modello Redditi 2027 (relativo all’anno 2026). All’atto pratico, il consulente fiscale o il commercialista indicheranno l’importo messo da parte per la rete come una voce che abbatte il reddito imponibile. In questo modo, la quota di utile destinata ai progetti comuni viene esclusa dal calcolo delle imposte, a patto di allegare i riferimenti della certificazione tecnica che approva l’investimento.
| Fase | Adempimento | ResponsabilitĂ |
| Istruttoria | Redazione/modifica contratto di rete e programma | Organo comune / legali |
| Validazione | Rilascio asseverazione tecnica | Ente accreditato |
| Contabile | Creazione riserva vincolata in bilancio | Consiglio di amministrazione |
| Fiscale | Variazione in diminuzione in dichiarazione dei redditi | Commercialista |
Cause di esclusione
Gli investimenti previsti nel programma devono essere avviati entro l’esercizio successivo a quello dell’accantonamento. La mancata realizzazione nei termini comporta la decadenza dal beneficio e l’obbligo di versare le imposte sospese con i relativi interessi. Lo stesso vale in caso di uscita anticipata dell’impresa dalla rete (per recesso, esclusione per inadempimento o cessione d’azienda) prima che siano trascorsi 3 anni dall’effettuazione dell’investimento o prima della conclusione del programma.
Anche l’utilizzo della riserva accantonata per finalitĂ diverse dalla copertura di perdite (senza previa riduzione del capitale) o dagli investimenti previsti dal contratto fa perdere l’agevolazione. In questi casi, la sospensione d’imposta cessa e il reddito concorre alla formazione della base imponibile nell’esercizio.
Mentre potrebbe precludere il mantenimento dell’agevolazione per gli esercizi futuri il superamento delle soglie dimensionali che definiscono la piccola e media impresa. Il beneficio invece decade retroattivamente se entro l’esercizio successivo a quello dell’accantonamento l’investimento non viene avviato o non rispetta i criteri di asseverazione tecnica previsti dalla legge.













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it