Il consiglio di amministrazione di Cassa depositi e prestiti (CDP) ha dato il via libera a un pacchetto di investimenti da 2,3 miliardi di euro, destinati alle imprese attraverso la combinazione di finanziamenti agevolati e servizi di consulenza. L’obiettivo è trasformare il denaro disponibile in risultati tangibili. Per questo motivo le risorse potranno essere utilizzate per l’acquisto di nuovi macchinari, l’aggiornamento delle tecnologie e la crescita delle attività.
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Finanziamenti agevolati Cassa depositi e prestiti, più risorse a PMI e Sud
Una parte importante di questi fondi servirà a facilitare l’accesso al finanziamento agevolato a piccole e medie imprese (PMI) e alle realtà operanti al Sud, per aiutarle a competere alla pari con quelle del resto d’Europa, creando nuovi posti di lavoro e innovazione.
Infrastrutture: reti energetiche più moderne
Non si investe solo nelle singole aziende, ma anche in ciò che permette loro di funzionare: le infrastrutture. CDP ha stanziato fondi per ammodernare le reti energetiche italiane. L’idea è quella di avere reti più “intelligenti” e resistenti, capaci di gestire meglio le energie rinnovabili e di ridurre gli sprechi. Inoltre, verranno sostenuti i progetti di ricerca delle grandi aziende, a patto che i risultati e le fabbriche restino sul territorio italiano.
Molte aziende, pur essendo sane e innovative, faticano a ottenere prestiti dalle banche perché considerate troppo piccole o perché operano in aree geografiche (come nel Mezzogiorno) considerate ad alto rischio. Cassa depositi e prestiti interviene quindi fornendo garanzie o liquidità alle banche affinché queste possano prestare soldi a tassi più bassi o a realtà che altrimenti verrebbero escluse.
Come funziona l’accesso al finanziamento
Nella maggior parte dei casi, CDP non eroga il credito direttamente al singolo imprenditore, ma agisce attraverso la creazione di specifici plafond di liquidità, che vengono messi a disposizione degli istituti di credito convenzionati. Le banche attingono a queste risorse a tassi agevolati e hanno poi il compito di trasferire il beneficio economico all’impresa finale sotto forma di tassi d’interesse più bassi o scadenze più lunghe rispetto ai prestiti ordinari. In questo schema, la valutazione del merito creditizio resta in capo alla banca territoriale, che gestisce l’istruttoria pratica.
Quindi, per la maggior parte delle piccole e medie imprese, il referente principale rimane la propria banca di fiducia. Poiché CDP agisce come fornitore di liquidità per il sistema creditizio, l’impresa non interagisce direttamente con la Cassa, ma richiede alla banca l’accesso ai prodotti che utilizzano la “provvista CDP”.
Quando è ammesso l’intervento diretto
Solo per le le aziende di grandi dimensioni o per progetti di rilevanza strategica nazionale, come quelli legati all’energia o alle infrastrutture, CDP può intervenire con un finanziamento diretto. Uno degli strumenti principali in questo ambito è il Fondo rotativo per le imprese (FRI). Questo meccanismo prevede che il finanziamento sia composto da due quote. Una parte viene concessa da una banca a tassi di mercato e una parte da CDP a un tasso agevolato molto vicino allo zero. Questo mix permette di abbattere sensibilmente il costo complessivo dell’operazione finanziaria.
In questi casi, le aziende con un fatturato più strutturato (solitamente sopra i 50 milioni di euro) o che intendono realizzare infrastrutture strategiche possono interfacciarsi direttamente con gli uffici di CDP.
Il supporto all’internazionalizzazione
Quando l’obiettivo del finanziamento riguarda l’espansione all’estero, come nel caso delle iniziative legate al Piano Mattei, l’accesso avviene spesso tramite SIMEST (società del gruppo CDP). Qui il modello si basa su bandi periodici che offrono finanziamenti a tasso agevolato, ai quali può aggiungersi una quota di contributo a fondo perduto. Questi strumenti sono strutturati per coprire costi specifici legati alla crescita sui mercati esteri, come la partecipazione a fiere internazionali, lo sviluppo di canali e-commerce o l’ingresso in mercati extra-UE. Per continuare questa linea di intervento, una parte dei 2,3 miliardi di euro deliberati dal CdA di Cassa depositi e prestiti è destinata a supportare iniziative in Nord Africa e Africa Orientale, in piena coerenza con le linee guida del Piano Mattei.
Se l’impresa punta ai mercati internazionali, l’accesso avviene quasi esclusivamente tramite il portale telematico di SIMEST, dove vengono pubblicati i bandi per i finanziamenti agevolati. In questo caso, l’impresa gestisce la domanda in autonomia o con il supporto di consulenti specializzati in internazionalizzazione.
Fondi per la consulenza
Accanto alla componente puramente monetaria, il sistema prevede anche il supporto tecnico (advisory). Questo servizio serve a orientare le imprese nella strutturazione di progetti complessi. L’aiuto è finalizzato a far sì che l’investimento risulti coerente con le normative e con i requisiti necessari per ottenere le agevolazioni. In questo modo, si riduce il rischio di rigetto delle domande.
Per orientarsi tra le diverse opportunità, le imprese possono rivolgersi alle associazioni di categoria (come Confindustria o Confapi). Queste spesso hanno accordi diretti con CDP per informare i propri associati. In alternativa, sono diversi i punti informativi fisici aperti in diverse città italiane, dove è possibile incontrare referenti per una prima analisi delle necessità finanziarie.













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it