Come farsi pagare una fattura insoluta

Come può fare un professionista a sollecitare il pagamento di una fattura a un cliente? Ecco tutti i consigli su come agire per riscuotere un credito.

Come farsi pagare una fattura insoluta
  • Una fattura insoluta è una fattura che non è stata pagata.
  • Ci sono diversi modi per ottenere il pagamento da parte dei propri clienti, che possono iniziare con un sollecito di pagamento o una lettera di diffida.
  • L’ultima soluzione, quella definitiva, consiste nel decreto ingiuntivo esecutivo.

Una delle difficoltà alle quali si potrebbe andare incontro lavorando in autonomia aprendo una Partita IVA è quella di un cliente che non paga una fattura. I lavoratori autonomi infatti emettono per legge una fattura, anche in formato elettronico, che riporta le informazioni sul lavoro svolto, e la cifra relativa al pagamento che il cliente deve effettuare per il servizio.

Potrebbero verificarsi diverse situazioni, intorno ad una fattura emessa e non pagata. Per esempio, la fattura insoluta potrebbe non essere arrivata correttamente a destinazione, oppure potrebbe trattarsi di una fattura proforma, oppure di una fattura elettronica che è stata accettata, ma non pagata

Quali sono le conseguenze di una fattura non pagata? E quanto tempo ha un privato per pagare una fattura? Vediamo di seguito quali sono anche le tutele a propria disposizione e i metodi per riuscire a farsi pagare una fattura. 

Recupero crediti: cosa dice la legge

La fattura rappresenta un documento indispensabile, con cui un lavoratore autonomo richiede il pagamento per un determinato bene o servizio. Si tratta di un obbligo di legge, e conservare la documentazione è utile anche nell’ipotesi in cui si voglia tentare di recuperare un credito non soluto.

La fattura servirà infatti, al soggetto che intende agire per vie legali, come documento che dimostri l’aver portato a termine una determinata prestazione. Alcune prove della sussistenza di una determinata fattura potrebbero essere rappresentate anche da:

  • una nota d’ordine;
  • una lettera in cui il cliente chiede uno sconto o una dilazione del pagamento;
  • un contratto. 

I tre documenti per avere validità legale dovrebbero contenere la firma del cliente. La legge prevede infatti che per ottenere un provvedimento di condanna nei confronti del debitore, ovvero un decreto ingiuntivo, si dovrà presentare una prova scritta del proprio credito.

Ma andiamo con ordine: cosa potrebbe accadere al lavoratore con Partita Iva, se una fattura non viene saldata? Oltre all’evidente perdita economica, ci si imbatte anche in un effetto collaterale non indifferente: il lavoratore autonomo dovrà pagare le tasse, sulla fattura emessa, anche se non è stata incassata. Questa eventualità comporta inevitabilmente un danno economico per il professionista.

Fattura insoluta

Come farsi pagare una fattura: la lettera di diffida

Se una fattura effettivamente non è stata pagata, il primo consiglio è quello di tentare le vie della comunicazione, ovvero chiedere tramite consueti canali di comunicazione (una email, oppure una telefonata) di saldare il debito.

Se il primo tentativo amichevole, tramite semplice sollecito, non va a buon fine, un’alternativa per persuadere il debitore insolvente a pagare quanto dovuto è una lettera di diffida. La stessa non deve essere obbligatoriamente redatta e firmata da un legale, ma è possibile scriverla personalmente. 

Va tenuto presente che in ogni caso una lettera inviata tramite raccomanda A/R o PEC con l’intestazione dello studio di un avvocato potrebbe avere un potere di convincimento molto più elevato. Ma quale deve essere il contenuto della lettera di diffida? 

In questa comunicazione si presenterà al debitore un termine ultimo entro il quale pagare la fattura. Nell’ipotesi in cui non lo dovesse rispettare, allora non solo saranno avviate le procedure giudiziali, ma i costi da sostenere aumenteranno, in quanto saranno comprensivi delle spese legali

Secondo il Codice Civile, il termine da rispettare corrisponde a 15 giorni. Tuttavia, la Cassazione ha stabilito che è possibile anche indicare un periodo più breve sulla base dell’entità, la natura e la complessità della singola prestazione. 

La lettera di diffida contenente il sollecito di pagamento non dovrà essere inviata né tramite e-mail né via chat, in quanto tali forme di comunicazione non hanno alcun valore legale. La raccomandata, invece, avendo valore legale, stabilisce con precisione la data della comunicazione.

Come richiedere un decreto ingiuntivo

Se la lettera di sollecito non funziona, è possibile richiedere un decreto ingiuntivo da parte di un giudice. Per questo scopo è necessario presentare delle prove, quindi disporre di un documento scritto, in cui il debitore riconosca di avere un debito nei confronti di una data persona.

La prova permetterebbe di ottenere un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo: rispetto a quello ordinario, che garantisce al debitore 40 giorni di tempo, in questo caso quest’ultimo sarebbe obbligato a pagare il prima possibile. Ecco quali sono le possibili prove:

  1. testimoni che abbiano assistito all’esecuzione della prestazione non pagata;
  2. una registrazione di una conversazione con il debitore, in cui quest’ultimo ammetta il proprio debito;
  3. avere un video mentre si sta svolgendo la prestazione;
  4. avere con sé la richiesta scritta, nell’ipotesi in cui il cliente avesse richiesto uno sconto, oppure più tempo per pagare quanto dovuto. 
Fattura non pagata

Quando il cliente vuole pagare ma non può 

Una fattura non pagata può avere diverse cause. Nell’ipotesi in cui il soggetto debitore non avesse la capacità momentanea di pagare una fattura, ci sarebbero delle soluzioni per avere una garanzia che provveda alla prima occasione utile. Il debitore potrà proporre la sottoscrizione di:

  • una cambiale;
  • un assegno postdatato. 

Si tratta di due titoli di credito che permettono al creditore di poter agire contro il cliente che non ha pagato la fattura senza dovergli fare causa, né richiedere un decreto ingiuntivo. La conseguenza in caso di inadempimento potrà essere infatti direttamente il pignoramento dei suoi beni.

Tieni presente che i motivi per cui il cliente non può provvedere al pagamento di una fattura possono essere i più disparati: la via del dialogo è sempre la soluzione preferibile, quando è possibile applicarla.

Farsi pagare una fattura tramite mediazione

Nel caso di recupero crediti fino a 50.000 euro, si avrà la possibilità di tentare la strada della mediazione, ovvero un tentativo di conciliazione tra le parti che si svolge davanti a un soggetto mediatore. 

Nella pratica, le parti si incontrano e si cerca di trovare un accordo: qualora venisse raggiunto, avrà praticamente il valore di una sentenza. In questa ipotesi, si dovrà pagare il mediatore per il lavoro svolto. Se il creditore ha comunque deciso di procedere con decreto ingiuntivo, la mediazione può essere proposta dopo la prima udienza.

In ogni caso prima di richiedere l’appoggio di un giudice, è opportuno tentare tutte le strade possibili e procedere con diplomazia, partendo dal sollecito, arrivando alla lettera ufficiale di diffida. Chiedere l’intervento di un mediatore potrebbe essere la soluzione adatta per non dover pensare in prima persona a risolvere il problema.

Decreto ingiuntivo esecutivo

Quando si arriva al pignoramento

Nell’ipotesi in cui i tentativi pacifici di convincere un cliente a farsi pagare non dovessero essere andati a buon fine, allora non resterà che procedere con le vie giudiziali, al fine di ottenere un decreto ingiuntivo

La fattura è la prima prova che si potrà utilizzare al giudice per avanzare la propria richiesta di decreto ingiuntivo. Cosa succede a questo punto? Sarà notificato al debitore un ordine di pagamento, tramite l’ufficiale giudiziario del tribunale.

Si avranno a propria disposizione 40 giorni di tempo per pagare, tranne nei casi in cui il decreto non sia esecutivo, poiché quest’ultimo prevede il pagamento immediato. Il debitore potrà comunque fare opposizione, sostenendo di non avere alcun debito.

Superati i 40 giorni di tempo, si procederà con il pignoramento dei beni del debitore. Vi rientrano lo stipendio, la pensione, il conto in banca, l’abitazione. 

Come farsi pagare una fattura insoluta – Domande frequenti

Cosa fare se il cliente non paga la fattura?

Se un cliente non paga una fattura, la prima soluzione è quella del sollecito bonario, tramite email o telefonata. Se ancora non viene saldata, è possibile ricorrere ad alcune azioni di recupero crediti. L’ultima spiaggia è rappresentata dal ricorso alle vie legali attraverso il quale chiedere al giudice un decreto ingiuntivo esecutivo. Ecco come fare, nell’articolo.

Come sollecitare un pagamento ad un cliente?

Un sollecito di pagamento può essere fatto tramite un mezzo di comunicazione tradizionale (come una telefonata oppure una email), ma per procedere in modo ufficiale si consiglia di utilizzare una PEC o raccomandata.

Come funziona il decreto ingiuntivo per fatture non pagate?

Se un cliente non paga una fattura ad un professionista, quest’ultimo può chiederne il saldo tramite un sollecito bonario, oppure scegliere di adottare le vie legali. Il decreto ingiuntivo è uno strumento utile per recuperare il credito: ecco come funziona.

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Maria Saia

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Una laurea in Traduzione e un sogno nel cassetto: non vedere più le È con l'apostrofo al posto dell'accento online. La sua più grande passione - scrivere - è anche il suo lavoro: provate a cercarla su Google.

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