Il 2026 si conferma l’anno spartiacque per il futuro del sistema monetario europeo. Oggi, martedì 10 febbraio, il Parlamento europeo è chiamato al voto su due emendamenti contenuti nella risoluzione sull’attività della Banca centrale europea. Questo passaggio non è solo formale, ma rappresenta il termometro politico definitivo per capire se il regolamento sull’euro digitale potrà essere approvato entro maggio, rispettando la roadmap che prevede l’emissione ufficiale entro il 2029.
Mentre a Francoforte la BCE di Christine Lagarde accelera sulla preparazione tecnica, a Strasburgo l’aula si spacca tra chi vede nell’euro digitale l’unica via per la sovranità tecnologica e chi teme per la tenuta dei depositi bancari tradizionali.
Cos’è l’euro digitale? Il contante in veste smart
L’euro digitale non è una criptovaluta speculativa (come il Bitcoin), ma una moneta digitale della Banca centrale (CBDC). Si tratta, in sostanza, dell’equivalente elettronico delle banconote: denaro pubblico garantito direttamente dalla BCE, non soggetto ai rischi di fallimento di una banca privata.
L’Euro digitale, dunque, non eliminerà il contante, ma offrirà un’alternativa digitale utilizzabile gratuitamente per pagare nei negozi, online o tra privati in tutta l’area euro. Una volta a regime, i commercianti saranno obbligati ad accettarlo, garantendo ai cittadini uno standard di pagamento pubblico e indipendente dai circuiti extra europei (come Visa o Mastercard).
Come funziona: il wallet e la ricarica
Ogni cittadino potrà aprire un wallet (portafoglio elettronico) presso la propria banca o alle Poste. L’utilizzo delle funzioni di base sarà totalmente gratuito. Il portafoglio potrà essere alimentato in due modi:
- trasferendo fondi dal proprio conto corrente bancario;
- depositando contanti fisici presso sportelli abilitati.
Si potrà pagare tramite smartphone, smartwatch o una carta fisica dedicata, garantendo l’inclusione anche per chi non ha dimestichezza con le tecnologie digitali.
I limiti di detenzione e il meccanismo “waterfall”
Per proteggere la stabilità delle banche commerciali e prevenire una fuga dai depositi, la BCE imporrà un limite massimo di giacenza nel wallet. Sebbene il negoziato sia ancora in corso, l’ipotesi più accreditata è un tetto ordinario tra i 1.500 e i 3.000 euro.
Se si riceverà un pagamento che supererà il limite del wallet, l’eccedenza verrà trasferita istantaneamente sul conto bancario collegato. Allo stesso modo, se si deve fare un acquisto superiore ai fondi nel wallet, il sistema attingerà la differenza direttamente dal conto corrente, senza che la transazione venga interrotta.
Pagamenti offline e privacy
Una delle “chicche” dell’euro digitale risiede nella possibilità di scambiare denaro senza connessione internet. Grazie alle tecnologie NFC e bluetooth, due utenti potranno scambiarsi euro digitali semplicemente avvicinando i dispositivi. In questa modalità, la privacy viene maggiormente tutelata: né la BCE né gli intermediari avranno visibilità sui dati della transazione, garantendo un livello di anonimato pari a quello delle banconote fisiche. Nelle situazioni di emergenza (come attacchi informatici ai circuiti nazionali), i Paesi baltici hanno persino proposto la possibilità di innalzare temporaneamente i limiti del wallet per garantire la continuità dei pagamenti.












Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it