Assumere un apprendista: quanto costa? Spese e agevolazioni per le aziende

I contratti di apprendistato prevedono importanti agevolazioni per le aziende da un punto di vista fiscale. Leggi la guida per sapere quanto costa per un’azienda assumere un apprendista.

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Quanto costa assumere apprendista
  • Il contratto di apprendistato è un contratto a tempo indeterminato con l’obiettivo di formare i giovani lavoratori di età compresa tra i 18 e i 29 anni.
  • I contratti di apprendistato prevedono agevolazioni fiscali per le aziende che versano una percentuale di contributi e imposte nei primi tre anni di lavoro di un giovane dipendente.
  • Per i contributi da versare, l’11,31% della retribuzione imponibile ai fini INPS è a carico del datore di lavoro, mentre a carico del lavoratore apprendista è il 5,84%.

Il contratto di apprendistato è un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato che porta dei vantaggi alle aziende. Ma quanto costa assumere un apprendista?

Disciplinato dal Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81 e dalle successive modifiche, il contratto di apprendistato permette alle aziende di beneficiare di un trattamento agevolato per quanto riguarda l’aspetto contributivo.

Infatti, pur trattandosi di un contratto a tempo indeterminato, è un contratto che assicura maggiori vantaggi fiscali alle aziende che assumono personale. Ma vediamo quanto costa esattamente assumere un apprendista all’interno di un’azienda.

Come funziona il contratto di apprendistato

L’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani tra i 18 e i 29 anni. Questo contratto stabilisce che il datore di lavoro:

  • riconosca uno stipendio per la prestazione del lavoro proporzionato all’esperienza;
  • fornisca la formazione necessaria per acquisire le competenze professionali adeguate al ruolo e alle mansioni per cui l’apprendista è stato assunto.

È anche previsto un percorso formativo individuale, da svolgersi all’interno o all’esterno dell’azienda. Ed è proprio la formazione l’elemento che contraddistingue il contratto di apprendistato da altre forme contrattuali lavorative.

In particolare, il contratto di apprendistato professionalizzante è una delle 3 tipologie di contratto di apprendistato esistenti.

Le tre tipologie di contratto di apprendistato sono le seguenti:

  • apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, riservato a giovani dai 15 ai 25 anni compiuti, finalizzato a conseguire qualificazioni;
  • apprendistato professionalizzante, riservato ai giovani tra i 18 e i 29 anni compiuti, finalizzato ad apprendere un mestiere o a conseguire una qualifica professionale;
  • apprendistato di alta formazione e ricerca, per giovani dai 18 e i 29 anni compiuti, finalizzato al conseguimento di titoli di studio universitari e dell’alta formazione.
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Contatto di apprendistato professionalizzante

Il contratto di apprendistato professionalizzante è un contratto che prevede una formazione specifica dell’apprendista. Questa formazione deve essere svolta sotto la responsabilità del datore di lavoro o, più di frequente, di un tutor. L’obiettivo di questo contratto è quello di formare e far acquisire competenze in uno specifico ambito professionale al giovane assunto.

Possono accedere a un contratto di apprendistato professionalizzante anche i giovani di 17 anni che possiedono già una qualifica professionale, rilasciata dal sistema di Istruzione e Formazione.

Questo tipo di contratto può prevedere un periodo di prova che non deve superare i 3 mesi, mentre la durata totale del contratto va da un minimo di 6 mesi a una durata massima di 3 anni, che può arrivare fino a 5 anni se la formazione è di tipo artigianale. Al termine dell’apprendistato, il giovane viene inserito in azienda con assunzione a tempo indeterminato.

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La retribuzione nel contratto di apprendistato

Con questo contratto l’apprendista può essere inquadrato con il CCNL Commercio o Artigiani, inferiore di massimo due livelli rispetto alla categoria spettante.

Lo stipendio iniziale è pari:

  • al 60% della retribuzione prevista per il livello nel quale si viene assunti, con un aumento progressivo fino al 100%;
  • al 35% per le ore dedicate alla formazione.

Tuttavia, ricordiamo che la retribuzione degli apprendisti dipende dal CCNL applicato e dall’inquadramento assegnato. L’apprendista ha, inoltre, diritto ai seguenti benefici:

  • copertura assistenziale per malattia e maternità;
  • assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, le malattie, l’invalidità;
  • copertura previdenziale;
  • assegno per il nucleo familiare;
  • Naspi e altri ammortizzatori sociali, in caso di crisi dell’impresa;
  • accumulo del trattamento di fine rapporto presso l’azienda o fondo esterno.
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Vantaggi fiscali del contratto di apprendistato

Abbiamo già detto che alle aziende conviene assumere personale giovane con questo tipo di contratto lavorativo, poiché permette di accedere a diversi vantaggi fiscali.

Tra questi ricordiamo:

  • per le ore di formazione svolte nell’istituzione formativa, il datore di lavoro è esonerato da ogni obbligo retributivo;
  • per le ore di formazione a carico del datore di lavoro è riconosciuta una retribuzione pari al 10 per cento di quella che sarebbe dovuta al lavoratore;
  • l’azienda può inquadrare il lavoratore e fino a 2 livelli inferiori rispetto a quello spettante in applicazione del contratto collettivo nazionale di riferimento o, in alternativa, di stabilire la retribuzione dell’apprendista in misura percentuale e proporzionata all’anzianità di servizio;
  • beneficiare di un trattamento agevolato fino all’anno successivo alla prosecuzione dell’apprendistato come rapporto di lavoro subordinato ordinario.

In più, i contratti di apprendistato di primo livello per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, stipulati nell’anno 2022, prevedono per i datori di lavoro in aziende con meno di 9 dipendenti uno sgravio contributivo del 100% sui contributi riferiti ai primi 3 anni di contratto.

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Sgravi contributivi con il contratto di apprendistato

Gli sgravi contributivi di cui godono le aziende variano a seconda del numero di dipendenti assunti nell’azienda:

  • aziende con meno di 9 dipendenti: sgravio contributivo al 100% valido per i primi 3 anni di contratto fino a un massimo di 3.000 euro. Una volta terminati i tre anni l’aliquota contributiva è pari al 10%, mentre l’aliquota a carico del lavoratore è del 5.84% calcolata sulla base imponibile;
  • aziende con più di 9 dipendenti: l’aliquota contributiva è pari all’11,61%. L’importo è quasi totalmente destinato ai contributi previdenziali, mentre una residua parte è destinata all’ASPI.

Quanto costa assumere un apprendista

Per capire quanto costa un apprendista ad un’azienda bisogna calcolare la RAL, la retribuzione annua lorda, che rappresenta la somma degli stipendi riconosciuti al dipendente nel corso di un anno solare.

Il calcolo della RAL è il seguente: importo lordo x 12 mensilità + importo di tredicesima e quattordicesima. Nella RAL non è compresa la parte di contributi previdenziali e assicurativi a carico dell’azienda.

In questo caso i contributi a carico del datore di lavoro sono pari all’11,31% della retribuzione imponibile ai fini INPS mentre a carico del lavoratore apprendista è il 5,84%.

Assumere un apprendista quanto costa – Domande frequenti

Quanto costa assumere un apprendista?

Per le aziende è conveniente assumere un apprendista, poiché gode di benefici fiscali e può inquadrare il lavoratore e fino a 2 livelli inferiori rispetto a quello spettante in applicazione del contratto collettivo nazionale di riferimento. Leggi quali sono i vantaggi fiscali.

Quanto risparmia un’azienda con l’apprendistato?

Le aziende con l’apprendistato risparmiano sia per quanto riguarda la retribuzione riconosciuta, sia sui contributi. Ma questo varia anche in base al numero di dipendenti presenti in azienda. Leggi quali sono le agevolazioni per le aziende.

Chi paga i contributi agli apprendisti?

L’11,31% della retribuzione imponibile ai fini INPS è a carico del datore di lavoro, mentre a carico del lavoratore apprendista è il 5,84%.

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Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.

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