L’assegno unico e universale per i figli nel 2026 sarà più alto dell’anno precedente. Gli importi si adeguano all’inflazione, ma cambiano pure le soglie ISEE per accedere alle fasce più alte. La manovra 2026 conferma pure le maggiorazioni per le famiglie numerose e per quelle che hanno componenti disabili. Le novità partiranno già dal 1° gennaio, ma verranno riconosciute ai beneficiari da marzo. Inoltre, per usufruirne, occorre aggiornare la dichiarazione ISEE.
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Assegno unico 2026, quando spetta
I requisiti per ottenere l’AU nel 2026 restano gli stessi: il sussidio spetta alle famiglie con figli a carico fino a 21 anni o con figli disabili senza alcun limite d’età. Allo scadere dell’anno corrente, i percettori devono aggiornare l’ISEE – del quale scadenza di presentazione è fissata al 28 febbraio 2026 – al fine di riceverlo anche nell’anno successivo. Eventuali somme spettanti non percepite durante le due prime mensilità saranno ricevute da marzo in poi.
Chi aggiorna l’ISEE nel periodo successivo alla scadenza, se entro il 30 giugno, potrà comunque ottenere gli arretrati. Dopo tale data, sugli arretrati si perderà ogni diritto.
Importi 2026 aggiornati
La rivalutazione 2026 dell’assegno unico riflette il tasso d’inflazione dell’1,4% registrato quest’anno. L’importo, corrispondente alla perequazione prevista per i trattamenti INPS, sarà riconosciuto automaticamente, senza necessità di presentare alcuna domanda.
Come specificato dall’INPS, con la circolare n. 7 del 30 gennaio, l’importo massimo base per un figlio minorenne, adeguato alla variazione ISTAT, sale a 202 euro mensili per i nuclei con ISEE inferiore alla soglia minima (fissata a 17.330,22 euro per il 2026).
Le maggiorazioni per i figli disabili nel 2026
Il calcolo dell’importo dell’assegno unico e universale nel 2026, oltre alla rivalutazione ISTAT automatica e a quanto previsto dalla scala di equivalenza ISEE, tiene conto anche dell’eventuale presenza di figli disabili. Le maggiorazioni riconosciute sono di:
- 122,29 euro mensili per ogni figlio minorenne non autosufficiente;
- 110,63 euro mensili per ogni figlio minorenne con disabilità grave;
- 99,08 euro mensili per ogni figlio minorenne con disabilità media.
Per i figli disabili tra 18 e 21 anni, le maggiorazioni sopra indicate spettano nella stessa misura prevista per i minorenni, eliminando la distinzione precedentemente in vigore. Superati invece i 21 anni, l’assegno continua a essere erogato senza limiti di età, ma senzamaggiorazioni. Per questi soggetti, l’importo base (per ISEE fino a 17.520,19 euro) è di 99,08 euro mensili, che decresce progressivamente fino a circa 29,10 euro per i nuclei con ISEE superiore alla soglia massima (46.582,71 euro per l’anno 2026).
| Condizione di disabilità | Maggiorazione mensile 2026 |
| Non autosufficiente (minorenne o fino a 21 anni) | 122,29 euro |
| Disabilità grave (minorenne o fino a 21 anni) | 110,63 euro |
| Disabilità media (minorenne o fino a 21 anni) | 99,08 euro |
Maggiorazioni redditi bassi e famiglie numerose
In linea con quanto previsto dalla manovra 2026, inoltre, la circolare INPS di gennaio ha confermato maggiorazioni per i nuclei familiari numerosi e/o con redditi bassi. Nel dettaglio, per le famiglie con ISEE fino a 17.468,52 euro, spetta una maggiorazione di 34,88 euro mensili per ciascun figlio minore nel 2026. Tale importo si riduce progressivamente fino ad azzerarsi al raggiungimento di un ISEE pari o superiore a 46.582,71 euro.
Per ogni figlio successivo al secondo, è prevista una maggiorazione fino a 99,07 euro per ISEE fino a 17.468,52 euro e pari a 17,44 euro per ISEE oltre 46.582,71 euro. Per le madri di età inferiore a 21 anni, indipendentemente dal reddito, per ogni figlio spetta invece una maggiorazione fissa di 23,32 euro mensili.
Quando scatta l’aumento
Febbraio è il primo mese in cui l’importo che si riceve è già calcolato con la rivalutazione del +1,4%. Tuttavia, in questo mese si riceve solo la quota di febbraio. A marzo avviene il conguaglio definitivo, ovvero l’INPS effettua le opportune verifiche, procede con i ricalcoli e riconosce gli arretrati relativi al mese di gennaio (che intanto è stato erogato tenendo conto degli importi e dell’ISEE 2025.















Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it