Debiti INPS e INAIL, come funziona il nuovo piano fino a 60 rate: requisiti e modalità di domanda

Debiti INAIL e INPS più flessibili: rate e regole meno rigide per le imprese

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Imprese e professionisti hanno ora a disposizione strumenti più flessibili per sanare le proprie posizioni con INPS e INAIL, arrivando a spalmare i pagamenti fino a 60 mesi ed evitando le maglie strette della precedente normativa.Mentre le regole base sono condivise tra i due Istituti previdenziali, l’INAIL ha recentemente fornito le proprie istruzioni operative di dettaglio con la circolare n. 19 del 2026.

Ecco come funzionano i nuovi piani, quali sono i requisiti e le avvertenze per non perdere i benefici.

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Come funziona il piano da 36 a 60 rate per pagare i debiti INPS e INAIL

Il nuovo piano di rateizzazione, introdotto dalla Legge 203/2024 e pienamente operativo dal 2026, consente la dilazione dei debiti contributivi e assicurativi verso INPS e INAIL in un numero di rate compreso tra 36 e 60.

Il numero massimo di rate concedibili dipende dall’importo complessivo del debito accumulato (comprensivo di sanzioni e interessi) non ancora affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Nel dettaglio, i pagamenti possono essere dilazionati:

  • fino a 36 rate mensili, se i debiti complessivi sono inferiori a 500.000 euro;
  • fino a 60 rate mensili, se debiti complessivi sono superiori a 500.000 euro.

In ogni caso, l’importo della singola rata mensile non può mai essere inferiore a 150 euro. Questo limite tecnico impedisce l’estensione massima dei piani se il debito è troppo basso (es. un debito di 3.000 euro non potrà essere diviso in 36 rate, perché la rata scenderebbe sotto i 150 euro).

Un ulteriore vantaggio condiviso riguarda i piani preesistenti: i debitori che hanno una rateizzazione approvata dal 12 gennaio 2025 in poi, possono richiedere un ricalcolo per allungare il piano secondo i nuovi massimali a 36 o 60 mesi

Cosa cambia

Prima la normativa prevedeva un servizio di rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa fino a un massimo di 24 rate mensili. Solo in casi particolari (calamità naturali, temporanea carenza di liquidità, crisi aziendale, passaggio dei debiti agli eredi, difficoltà economico-sociali) è possibile estendere, previa autorizzazione del ministero del lavoro. Con l’entrata in vigore della nuova disciplina, non è più necessaria l’autorizzazione ministeriale individuale. Le dilazioni non sono più considerate straordinarie ma, nel rispetto dei limiti e dei requisiti stabili, automatiche. Il nuovo regime rende infatti la procedura più agevole.

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Come fare domanda

Per accedere alla dilazione con le nuove regole, occorrerà presentare apposita domanda all’istituto coinvolto (INPS o INAIL). Una volta emanati i provvedimenti attuativi, verranno definite le le modalità specifiche. Anche chi ha già in corso un piano di rateazione a 24 rate, per estendere le rate, dovrà fare apposita richiesta.

Una volta inoltrata la richiesta, basterà attendere che l’ente accetti e formalizzi il piano di ammortamento. Dopo l’accettazione, inizierà il conteggio delle rate mensili e dovrà essere rispettata la condizione di “correntezza” dei versamenti futuri (purché prevista dal regolamento) per evitare la decadenza.

Inoltre, mentre in passato bastava l’omissione di una sola rata successiva alla prima per veder revocata la rateizzazione, oggi la decadenza scatta solo dopo il mancato o parziale pagamento di tre rate, anche non consecutive. La revoca scatta inoltre se, decorsi 30 giorni dall’ultima rata accordata, risultano ancora rate omesse o parzialmente pagate (purché in numero inferiore a tre). Inoltre, in precedenza un debitore decaduto non poteva presentare una nuova richiesta prima di due anni, ora bastano soli 6 mesi.

Le istruzioni operative INAIL (circolare 19/2026)

Con l’ultima circolare di maggio 2026, l’INAIL ha chiarito le tempistiche e i passaggi pratici per accedere ai nuovi scivoli o rimodulare quelli in corso.

Le richieste si presentano online, accedendo all’apposito servizio telematico “Istanza di rateazione” dal portale INAIL. Per l’adeguamento delle vecchie rateazioni, l’Istituto ha aperto una finestra temporale dedicata a partire dall’8 maggio. L’esito sarà comunicato tramite un provvedimento che indicherà il nuovo numero di rate, il debito residuo, le sanzioni e gli interessi.

Nel caso in cui la domanda di rateizzazione non venga accolta, l’INAIL differenzierà l’esito. Se le cause sono “sanabili”, l’azienda avrà 10 giorni di tempo per regolarizzare l’anomalia o presentare una nuova istanza corretta.

Quali regole valgono per l’INPS?

Anche l’INPS viaggia sul medesimo binario tracciato dal decreto interministeriale. Per i debiti contributivi non ancora affidati all’Agente della Riscossione, sono in vigore i medesimi limiti delle 36 o 60 rate in base allo spartiacque dei 500.000 euro. L’accesso avviene tramite il Cassetto Previdenziale o i consueti canali telematici INPS, con la possibilità, anche in questo caso, di ottenere seconde dilazioni e di beneficiare della nuova elasticità gestionale che permette alle imprese di non soccombere al primo imprevisto di liquidità.

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