Fine luglio con due importanti scadenze fiscali. Mercoledรฌ 30 e giovedรฌ 31 luglio 2025 sono in calendario due termini per i versamenti relativi al saldo 2024 e al primo acconto 2025 dellโIRPEF, dellโIRES, dellโIRAP e, in certi casi, dellโIVA e dei contributi INPS.
Le regole, perรฒ, variano a seconda del tipo di contribuente, il regime fiscale adottato, la presenza o meno di una proroga e la data di approvazione del bilancio (per le imprese).
La scadenza del 30 luglio
Il 30 luglio รจ lโultima chiamata per chi non ha diritto a nessuna proroga di cui all’art. 13 del DL 84/2025. In questo caso il pagamento delle imposte dovute va effettuato con una maggiorazione dello 0,4%, che viene calcolata a titolo di interesse.
Questo vale ad esempio per le persone fisiche che non svolgono alcuna attivitร dโimpresa o professionale, nemmeno in forma associata, oppure per i titolari di partita IVA che operano in settori per i quali non sono stati approvati gli ISA, gli indici sintetici di affidabilitร fiscale. Sono chiamati al pagamento anche i contribuenti con attivitร soggette agli ISA, ma con ricavi o compensi superiori a 5.164.569 euro, e chi possiede solo redditi agrari (come gli imprenditori agricoli in regime ordinario).
Sempre il 30 luglio devono pagare con la maggiorazione anche i soggetti IRES, cioรจ le societร di capitali e gli enti commerciali, se hanno approvato il bilancio entro il 31 maggio 2025. La stessa scadenza, tassativa, si applica anche a quelle societร che, per struttura giuridica, non sono tenute ad approvare alcun bilancio.
La scadenza del 31 luglio
Diversa invece la situazione per le imprese che hanno approvato il bilancio 2024 nel mese di giugno. In questo caso entra in gioco una regola diversa, prevista dallโarticolo 17 del DPR 435/2001, secondo cui le societร che approvano il bilancio oltre il 31 maggio hanno diritto a un allungamento naturale dei termini. Devono effettuare i versamenti entro lโultimo giorno del mese successivo allโapprovazione, quindi entro il 31 luglio, senza alcuna maggiorazione.
Ma anche queste imprese possono decidere di differire il pagamento di ulteriori 30 giorni, accettando lโaggiunta dello 0,4% a titolo di interesse, e quindi far slittare la nuova scadenza a sabato 30 agosto (che trattandosi di un giorno non lavorativo si sposta poi automaticamente a lunedรฌ 1ยฐ settembre 2025).
Il decreto-legge 84/2025 ha previsto una proroga dei termini per unโampia fascia di contribuenti: titolari di partita IVA che applicano gli ISA, a condizione che i ricavi o i compensi dichiarati non superino i 5.164.569 euro, le partite IVA in regime forfettario o regime di vantaggio per lโimprenditoria giovanile, cosรฌ come i contribuenti che sono esclusi dagli ISA per cause particolari, ad esempio per inizio o cessazione dellโattivitร , per esercizio non normale dellโattivitร o per la determinazione forfetaria del reddito. Possono accedere alla proroga anche i soci di societร trasparenti, purchรฉ queste ultime rispettino i requisiti indicati.
Le altre scadenze di fine luglio
Oltre a IRPEF, IRES e IRAP, scadono a fine luglio anche il saldo 2024 e il primo acconto 2025 dei contributi INPS dovuti da artigiani, commercianti e professionisti iscritti alla Gestione separata. Va versato inoltre anche il diritto annuale alla Camera di Commercio, secondo lo stesso calendario fiscale.
Cโรจ infine il capitolo saldo IVA 2024. In linea generale, la scadenza ordinaria per questo versamento era fissata al 17 marzo 2025, ma chi non ha rispettato quella data puรฒ ancora mettersi in regola versando lโimporto entro il 30 luglio oppure entro il 20 agosto, se beneficia della proroga prevista dal decreto 84.
In questo caso si applicano due livelli di maggiorazione: un primo interesse dellโ1,6%, calcolato come 0,4% per ogni mese o frazione di mese dal 17 marzo al 30 giugno, e un ulteriore 0,4% per il differimento oltre il 30 giugno.
Attenzione perรฒ: questa possibilitร non vale per tutte le societร . LโAgenzia delle Entrate, nella risoluzione n. 73 del 2017, ha chiarito infatti che soggetti IRES che hanno approvato il bilancio 2024 nel mese di giugno non possono usare il cosiddetto โtermine lungoโ per il versamento del saldo IVA.












Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it