Fringe benefit: i datori di lavoro devono inviare i dati per i neo pensionati entro il 28 febbraio 2026

Entro il 28 febbraio 2026 i datori di lavoro devono inviare all'INPS tutti i dati relativi a fringe benefit e stock option per i lavoratori entrati in pensione nel 2024. Ecco la procedura da seguire.

Adv

fringe benefit comunicazione inps

Si avvicina per i datori di lavoro un’importante scadenza che riguarda da vicino i fringe benefit e gli stock option, ovvero quelle erogazioni non in denaro aggiuntive rispetto al normale stipendio in busta paga. In particolare questi soggetti sono tenuti ad inviare i dati relativi a questi importi all’INPS entro il 28 febbraio 2026.

Questa operazione è necessaria per tutti i lavoratori dipendenti che lo scorso anno sono usciti dal lavoro accedendo alla propria pensione. L’INPS infatti, in quanto sostituto di imposta per i pensionati, deve effettuare tutti i conteggi necessari alla presentazione della Certificazione Unica agli assistiti, per consentire la dichiarazione dei redditi.

Entro fine febbraio quindi i datori di lavoro devono utilizzare la piattaforma telematica messa a disposizione dall’INPS per comunicare tutti i dati. Vediamo nello specifico come fare.

nordvpn

Comunicazione dei dati sui fringe benefit per neo pensionati

Per i neo pensionati, i datori di lavoro hanno ancora poco tempo per comunicare i dati relativi alle erogazioni non in denaro garantite nel 2026 quando questi ultimi erano ancora in attività. Si tratta in particolare di due diverse opzioni di welfare aziendale, che si aggiungono allo stipendio in busta paga:

  • fringe benefit: sono tutte quelle erogazioni in beni ai dipendenti (che possono essere strumenti tecnologici, buoni pasto, servizi peri figli dei lavoratori, servizi di assistenza sanitaria, previdenza complementare e così via) che prevedono specifiche soglie di detassazione per l’anno in corso;
  • stock option: qui vi rientra la possibilità per i datori di lavoro di assegnare azioni o quote della società ai propri dipendenti, manager e dirigenti, che si aggiungono alle normali buste paga.

Tutte le informazioni su queste aggiunte allo stipendio devono essere inviate all’INPS, in modo che possa predisporre le CU ai neo pensionati, in riferimento all’anno di imposta 2025.

L’INPS ha comunicato la scadenza del 28 febbraio 2026 per procedere a questo adempimento nel messaggio n. 536 – pubblicato il 13 febbraio 2026 – evidenziando che tale invio può avvenire solamente per vie telematiche.

Fringe benefit: i limiti di detassazione

L’INPS ha anche chiarito quali sono i limiti di detassazione previsti per i fringe benefit per il 2025, l’anno di imposta a cui si devono riferire i datori di lavoro per la comunicazione. Le soglie, che sono poi state confermate dalla manovra 2026 anche per quest’anno, sono le seguenti:

  • 1.000 euro per tutti i lavoratori dipendenti;
  • 2.000 euro per i lavoratori dipendenti con figli.
hype business

Come inviare i dati sui fringe benefit all’INPS

I dati dovranno essere trasmessi esclusivamente online. Per l’invio deve essere utilizzata l’applicazione “comunicazione benefit aziendali”, disponibile sul sito INPS, accedendo alla pagina “servizi per aziende e consulenti”. Il percorso da seguire poi è il seguente: “imprese e liberi professionisti” > “esplora imprese e liberi professionisti” > “strumenti” > “vedi tutti” > “accesso ai servizi per aziende e consulenti” > “utilizza il servizio”.

Nel menu di sinistra della pagina web del servizio è presente un collegamento ipertestuale (“Comunicazione benefit aziendali”), che, se selezionato, presenta un pannello che consente di scegliere fra le seguenti opzioni:

  • acquisizione di una singola comunicazione;
  • gestione di una singola comunicazione acquisita in precedenza;
  • invio di un file predisposto in base a criteri predefiniti;
  • ricezione tramite download di software per predisporre e controllare il formato dei dati contenuti nei file che i datori di lavoro intendono inviare;
  • visualizzazione del manuale di istruzioni.

I flussi che perverranno tardivamente rispetto alle tempistiche sopra descritte non potranno essere oggetto di conguaglio fiscale di fine anno. Tali flussi saranno, tuttavia, oggetto di rettifiche delle certificazioni uniche 2026, nelle quali sarà espressamente indicato al contribuente, nelle annotazioni, l’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi. 

Autore
Foto dell'autore

Valeria Oggero

Giornalista

Giornalista pubblicista, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle Partite Iva. La curiosità mi ha portato a collaborare con agenzie web e testate e a conoscere realtà anche diversissime tra loro, lavorando come copywriter e editor freelancer.

Lascia un commento

Continua a leggere

Iscriviti alla Newsletter

Il meglio delle notizie di Partitaiva.it, per ricevere sempre le novità e i consigli su fisco, tasse, lavoro, economia, fintech e molto altro.

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.