Dal 1° luglio 2026 entrano in vigore i nuovi tassi sulla cessione del quinto dello stipendio e della pensione. Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha infatti pubblicato il decreto n. 31747 del 23 giugno 2026, prontamente recepito dall’INPS con il messaggio n. 2145 del 30 giugno 2026 (e in vigore dal giorno successivo).
Le nuove tabelle, che rimarranno valide fino al 30 settembre 2026, introducono un aumento asimmetrico delle soglie massime rispetto al trimestre precedente.
Indice
Cessione del quinto, come cambiano i tassi di interesse dal 1° luglio 2026
L’aggiornamento dei tassi per il terzo trimestre del 2026 mostra un trend di crescita differenziato a seconda dell’importo del finanziamento. Rispetto al secondo trimestre, l’incremento è più marcato per i prestiti di importo superiore ai 15.000 euro. In questi casi, infatti, le soglie TAEG per i pensionati salgono di 0,09 punti percentuali su tutte le fasce d’età. Il tasso medio rilevato passa dal precedente 9,44% al nuovo 9,57%.
Per i prestiti fino a 15.000 euro, invece, l’impatto è più contenuto e l’incremento si ferma ad appena 0,01 punti percentuali, con un tasso medio che si attesta al 13,87%.
I nuovi tassi medi e le soglie antiusura
Il decreto del MEF ha fissato i tassi effettivi globali medi e le relative soglie antiusura invalicabili dagli istituti di credito, validi fino al 30 settembre 2026, stabilendo per i finanziamenti fino a 15.000 euro un tasso medio del 13,8700% e una soglia usura del 21,3375%. Per i finanziamenti oltre i 15.000 euro, invece, il tasso medio è del 9,5700% e la soglia di usura del 15,9625%.
Tabelle TAEG INPS in convenzione per i pensionati
Per i trattamenti pensionistici in regime di convenzione, l’INPS ha aggiornato le soglie TAEG massime applicabili dai partner finanziari, calcolate in base all’età del richiedente alla fine del piano di ammortamento.
Di seguito i dati aggiornati.
Prestiti fino a 15.000 euro
| Fascia d’età (alla fine dell’ammortamento) | Soglia massima TAEG |
| Fino a 59 anni | 10,04% |
| 60 – 64 anni | 10,84% |
| 65 – 69 anni | 11,64% |
| 70 – 74 anni | 12,34% |
| 75 – 79 anni | 13,14% |
| Oltre 79 anni | 21,3375% |
Prestiti superiori a 15.000 euro
| Fascia d’età (alla fine dell’ammortamento) | Soglia massima TAEG | Variazione |
| Fino a 59 anni | 7,81% | |
| 60 – 64 anni | 8,61% | |
| 65 – 69 anni | 9,41% | |
| 70 – 74 anni | 10,11% | In aumento rispetto al 10,02% del trimestre precedente |
| 75 – 79 anni | 10,91% | |
| Oltre 79 anni | 15,9625% |
Come funziona la cessione del quindi
La cessione del quinto è uno strumento di credito, ovvero un finanziamento erogato senza vincoli di destinazione in cui il rimborso avviene tramite trattenuta automatica mensile direttamente in busta paga o sul cedolino della pensione, con una rata massima che non può superare un quinto (il 20%) dell’assegno netto. La durata massima del piano non può eccedere i 10 anni ed è obbligatorio sottoscrivere un’assicurazione sul rischio di premorienza.
Chi può richiederla e chi è escluso
L’accesso a questa forma di credito è riservato esclusivamente a:
- dipendenti a tempo indeterminato (sia del settore privato che pubblico);
- pensionati INPS ed ex INPDAP.
Grazie alle garanzie intrinseche (lo stipendio o la pensione), l’accesso è garantito anche a soggetti segnalati come cattivi pagatori o protestati.
Al contrario, sono esclusi: i lavoratori autonomi, i disoccupati e i lavoratori precari. Lato INPS, rimangono inoltre escluse dal meccanismo di cessione alcune specifiche prestazioni assistenziali e di sostegno, tra cui: assegno e pensione sociale, invalidità civili, assegni di accompagnamento (inabilità), assegni di sostegno al reddito, assegni al nucleo familiare, APE Sociale, prestazioni di esodo e le quote non di pertinenza in caso di pensioni in contitolarità.
Garanzie e procedure: il controllo “quote quinto” dell’INPS
A tutela dei contribuenti e per evitare sforamenti dei tassi convenzionali o fenomeni di usura, l’INPS applica rigidi controlli informatici. La procedura telematica denominata INPS quote quinto blocca automaticamente la notifica dei piani di ammortamento qualora gli intermediari finanziari propongano tassi superiori a quelli stabiliti dalle tabelle convenzionali.
Inoltre, i trattamenti integrati al minimo sono protetti per legge e non possono essere oggetto di cessione. Qualora il richiedente sia titolare di più pensioni, il calcolo della quota cedibile verrà effettuato sul cumulo complessivo delle stesse, previa richiesta della “certificazione di cedibilità della pensione” rilasciata dall’istituto.
I partner finanziari che operano in regime di convenzione con l’INPS sono tenuti al rispetto rigoroso di tali tetti massimi. L’applicazione di tassi superiori a quelli indicati comporta la perdita delle agevolazioni previste dall’accordo convenzionale.
Esempio pratico di calcolo della rata
Per comprendere l’impatto reale delle nuove soglie, consideriamo l’esempio di un pensionato di 72 anni che richiede un finanziamento importante, pari a 18.000 euro.
Rientrando nella fascia d’età 70-74 anni per un importo superiore ai 15.000 euro, l’intermediario finanziario convenzionato dovrà applicare un tetto massimo di TAEG pari al 10,11%, laddove fino al 30 giugno la soglia limite era del 10,02%. È fondamentale ricordare che queste percentuali rappresentano un tetto limite antiusura e non il costo effettivo del finanziamento, che solitamente si attesta al di sotto di tali valori grazie alle convenzioni.
Il calcolo della rata massima avviene sempre sulla base dell’assegno netto: a fronte di una pensione o stipendio netto di 1.500 euro al mese, la rata massima cedibile sarà di 300 euro. Su questa base, banche e finanziarie calcoleranno l’importo totale erogabile in base alla durata del piano, applicando il TAN e il TAEG proposti.










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it