Ad oggi, ogni giorno circa 100 ragazzi qualificati lasciano l’Italia e quotidianamento chiudono o vengono delocalizzazione 42 aziende guidate da under 35. Inoltre, ogni anno oltre 100 mila giovani lasciano il Mezzogiorno per trasferirsi al Nord. Per invertire il trend calante delle nuove imprese e stimolare lo spirito imprenditoriale, Confindustria ha presentato un nuovo pacchetto di aiuti. Dalla cosiddetta borsa per l’imprenditorialità di 2.000 euro al mese al taglio dell’IRPEF per gli under 35, lo scopo è fornire un supporto nella fase di avvio delle startup e attirare nuovi talenti.
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Tra i nuovi bonus c’è la borsa di 2.000 euro per giovani imprenditori
La borsa per l’imprenditorialità è uno strumento operativo ispirato a modelli già esistenti in Germania e in Finlandia e consiste in un sostegno economico – che può raggiungere i 2.000 euro mensili per 9 o 12 mesi – destinato ad agevolare la nascita di nuove realtà imprenditoriali.
L’accesso è riservato ai giovani impegnati nello sviluppo di una nuova impresa, a patto che l’attività venga avviata all’interno di incubatori universitari o certificati. Per questo motivo, l’intera copertura economica della misura non graverebbe sulle casse dello Stato, in quanto risulterebbe interamente finanziabile tramite le risorse europee già stanziate e disponibili.
Incentivi fiscali under 35 e meno burocrazia
Il piano di Confindustria non si esaurisce con il sostegno alle nuove startup. Infatti, tra le riforme proposte sul piano fiscale e burocratico ci sono anche:
- il taglio dell’IRPEF per i lavoratori dipendenti under 35, al fine di trattenere i talenti formati nel Paese e incrementare il potere d’acquisto, attraverso un’esenzione sui redditi decrescente per la durata di 5 anni, applicabile su soglie di reddito fino a 50 mila euro;
- il 28° regime europeo per le startup, che permetterebbe la nascita di una startup in sole 24 ore, interamente online, con un costo di 100 euro e senza la necessità di un capitale minimo. L’adozione di regole uniformi nei 27 Paesi UE agevolerebbe la crescita delle imprese all’interno dell’Unione, evitando la fuga verso mercati esteri a causa della troppa burocrazia.
Fuga dei giovani dall’Italia: 5 milioni di lavoratori in meno entro il 2040
A lanciare l’allarme sul calo demografico in Italia è Maria Anghileri, presidente dei giovani imprenditori di Confindustria, intervistata da Il Sole 24 Ore in vista del prossimo convegno di Rapallo intitolato “People. La nostra promessa di futuro”.
I dati evidenziano una situazione critica che rischia di pregiudicare la competitività futura delle piccole e medie imprese italiane (PMI). Tra il 2011 e il 2024, circa 630 mila under 35 hanno abbandonato l’Italia dopo essersi formati nel Paese, determinando un grave danno economico e una pesante emorragia di competenze. Questo esodo si inserisce in un quadro demografico preoccupante, che prevede una mancanza di oltre 5 milioni di lavoratori entro il 2040. Da qui, come spiegato, la necessità di intervenire.
Le richieste alla politica: spending review e rapidità d’azione
Le proposte saranno al centro del dibattito in occasione del convegno dei giovani imprenditori che si terrà a Rapallo il 5 e 6 giugno 2026. L’evento vedrà la partecipazione del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, dei ministri Antonio Tajani e Adolfo Urso, e dei leader politici Matteo Renzi, Carlo Calenda ed Elly Schlein.
Confindustria, avendo già avviato un confronto con gli esponenti under 40 di tutte le forze politiche, chiede una profonda presa di coscienza e l’attuazione di una spending review per recuperare le risorse da destinare alle nuove generazioni, affrontando nodi strutturali come l’energia e la burocrazia. Sebbene venga giudicata positivamente l’introduzione della legge sull’impatto generazionale dei provvedimenti, Anghileri rimarca la necessità di agire oggi con assoluta rapidità: disperdere il capitale giovanile significa rallentare l’innovazione e l’adozione dell’intelligenza artificiale, compromettendo la produttività nazionale.












Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it