Con l’obiettivo di rendere l’Italia una meta più attrattiva per i turisti internazionali e alleggerire gli adempimenti burocratici a carico delle imprese, sono state riviste le regole del tax free shopping per i viaggiatori extra-UE. Grazie a recenti aggiornamenti normativi, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, insieme all’Agenzia delle Entrate, ha riorganizzato le procedure per facilitare il recupero dell’imposta sugli acquisti effettuati in Italia.
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Tax free shopping al via: come cambia la gestione del rimborso
Il nuovo sistema, anticipato dalla legge di bilancio 2026, ha trovato la sua definitiva attuazione pratica nella determinazione direttoriale delle Dogane n. 248879 del 28 aprile 2026, pubblicata il 5 maggio 2026, e interviene sul rimborso dell’IVA, rendendolo più rapido e meno burocratico.
A partire dal 1° luglio 2026, in particolare, sarà possibile convalidare tutte le fatture in un’unica operazione per ottenere lo sgravio dell’IVA sugli acquisti di beni destinati all’uso personale o familiare effettuati da passeggeri residenti o domiciliati fuori dall’Unione europea (per un valore totale della spesa superiore a 70 euro, comprensivi di imposta).
Quindi, se ad oggi chi fa shopping in Italia deve gestire ogni singola fattura separatamente – presentandola una per una ai punti di controllo o agli sportelli specializzati prima della partenza – con il nuovo sistema l’intero pacchetto di acquisti effettuati dal turista potrà essere sbloccato con un’unica operazione cumulativa, riducendo code e tempi di attesa.
Per il momento, questa semplificazione riguarda esclusivamente gli acquisti effettuati presso negozi situati in Italia. Le fatture emesse in altri Paesi dell’Unione europea restano invece escluse dal sistema di validazione unica.
Modalità di rimborso
Il negoziante emette una fattura elettronica collegata al sistema OTELLO (gestito dall’Agenzia delle Dogane) inserendo i dati del passaporto del cliente, ma esistono due percorsi per ottenere il beneficio fiscale, ovvero:
- rimborso successivo, quando il turista paga il prezzo pieno (IVA inclusa) e, dopo aver ottenuto il visto doganale, presenta la fattura al venditore o a un intermediario (tax-free broker) per ricevere la restituzione della quota IVA. Molti turisti si rivolgono a società di intermediazione (i broker tax-free) presenti negli aeroporti. Questi soggetti anticipano il rimborso al viaggiatore in cambio di una commissione sul servizio. In questo caso, l’importo ricevuto sarà pari all’IVA meno la percentuale trattenuta dall’intermediario.
- sgravio diretto, quando è il venditore che scorpora l’IVA direttamente dal prezzo di vendita. Il turista paga solo il prezzo netto, ma deve comunque impegnarsi a far validare la fattura alla dogana d’uscita.
In ogni caso, prima di lasciare l’Unione europea, il viaggiatore deve presentarsi presso un ufficio doganale o utilizzare i chioschi digitali negli aeroporti. È necessario esibire il passaporto, il titolo di viaggio e i beni acquistati, che devono essere ancora inutilizzati e sigillati. Questo passaggio serve a ottenere il visto digitale dal sistema OTELLO, che genera un codice di validazione. Se l’esito è positivo, lo sgravio diventa definitivo e l’informazione viene trasmessa automaticamente al venditore, confermando che l’IVA può essere stornata o rimborsata.
| Requisito | Dettaglio |
| Soggetti ammessi | Residenti o domiciliati fuori dall’UE |
| Importo minimo | Superiore a 70 euro (L. 213/2023) |
| Destinazione beni | Uso personale o familiare |
| Tempistica | Uscita dall’UE entro il 3° mese successivo all’acquisto |
Più tempo per il visto
Dal 2026, è stato esteso il termine utile per il completamento della pratica di sgravio. Modificando direttamente i requisiti dell’art. 38-quater DPR 633/1972, la nuova norma stabilisce infatti che il turista extra-UE ha ora sei mesi di tempo (rispetto ai precedenti quattro) per far pervenire al negoziante italiano il visto doganale elettronico, confermando l’avvenuta esportazione dei beni nei propri bagagli personali.
Cosa cambia per le PMI del commercio
Negozianti (PMI) e operatori del turismo in Italia – nonché i loro consulenti fiscali – con l’avvio della validazione unica devono verificare che i gestionali di fatturazione elettronica integrati con il sistema OTELLO siano aggiornati e conformi alle specifiche tecniche che governano i flussi di dati verso l’ADM.













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it