L’Iran pensa di imporre tariffe milionarie sui cavi sottomarini dello Stretto di Hormuz, il corridoio attraverso cui transita una parte rilevante del traffico internet tra Europa e Asia. I rischi concreti per le imprese italiane sono limitati: la rete globale non dipende certo dallโIran e un eventuale blocco parziale verrebbe aggirato in tempi relativamente brevi. Ma la notizia fa riflettere: se internet si interrompesse, anche solo per un giorno, quante delle relazioni professionali che diamo per acquisite sopravviverebbero?
Blocco di internet? I casi recenti
Non occorre immaginare scenari apocalittici, basta guardare al recente passato. Nel febbraio 2024, quattro dei principali cavi sottomarini del Mar Rosso – Seacom, TGN, AAE-1 ed EIG – furono danneggiati durante gli attacchi Houthi, secondo quanto comunicato ufficialmente dalla societร di telecomunicazioni di Hong Kong HGC Global Communications e ripreso da CNN e ANSA. Il risultato fu che il 25% del traffico internet tra Asia, Europa e Medio Oriente subรฌ interruzioni significative, con i fornitori costretti a reindirizzare i dati su percorsi alternativi.
Le riparazioni non furono rapide: l’ottenimento dei permessi per operare in una zona di conflitto attivo richiedeva fino a otto settimane e le compagnie di assicurazione marittima si rifiutavano di operare nell’area.
Prima ancora, il 4 ottobre 2021, Meta ยญโ Facebook, Instagram e WhatsApp โ andรฒ offline per circa sei ore a causa di un errore di configurazione interno dei router. Nessun attacco, nessuna guerra: soltanto un aggiornamento sbagliato. Il risultato fu che milioni di imprese, artigiani, freelance e PMI che comunicavano con i propri clienti esclusivamente attraverso quelle piattaforme si trovarono improvvisamente mute. Bloomberg stimรฒ le perdite economiche mondiali in 160 milioni di dollari per ogni ora di interruzione, circa un miliardo nelle sei ore complessive. Il patrimonio personale di Zuckerberg si ridusse di circa sei miliardi in un solo giorno.
Un’agenda digitale non รจ una rete di contatti
Negli ultimi quindici anni, la parola โnetworkingโ รจ diventata quasi un sinonimo di LinkedIn, come se costruire relazioni professionali significasse accumulare connessioni su una piattaforma americana, inviare messaggi che finiscono per essere ignorati, partecipare a webinar da trecento persone dove non si parla con nessuno (e talvolta di niente).
Il risultato รจ che molti professionisti e imprenditori hanno un’agenda digitale piena e una rubrica telefonica vuota, hanno follower ma non veri interlocutori, hanno contatti ma non relazioni. Eppure quando un contatto reale fidelizzato viene chiamato, si riceve sempre (o quasi) una risposta, a differenza di quanto accada online.
Il valore invisibile della presenza fisica
Study of Adult Development โ lo studio piรน lungo mai condotto sulla felicitร umana, avviato nel 1938 e tuttora in corso sotto la direzione del professor Robert Waldinger โ ha dimostrato che le relazioni significative costruite nel tempo sono il principale predittore di benessere fisico e mentale nella vita adulta. Non la carriera, non il reddito, non la visibilitร : le relazioni. E la qualitร di queste dipende soprattutto dalla loro dimensione fisica, dalla presenza reale, da ciรฒ che avviene quando due persone si trovano nello stesso spazio.
La pandemia ha reso evidente per contrasto quanto questo capitale relazionale sia fragile. La ricerca documenta un calo significativo nelle interazioni fisiche quotidiane fuori dal nucleo familiare stretto dopo il 2020, un calo che nei contesti professionali non si รจ recuperato al 100% neppure oggi. Fiere di settore, convegni, associazioni di categoria, ordini professionali, pranzi di lavoro: nel post-pandemia tutto questo รจ diventato quasi anacronistico, una perdita di tempo per chi โha tutto onlineโ, un costo evitabile per chi ha โottimizzato i processiโ.
La fragilitร del business solo digitale
La minaccia iraniana e il caso del Mar Rosso sono episodi di natura geopolitica, ma casi di ordinaria interruzione accadono ogni settimana, senza bisogno di guerre: un cambio di algoritmo su Meta che azzera la portata organica da un giorno all’altro, un account bloccato per un errore della piattaforma, un aggiornamento di Google che fa sparire un sito dalla prima pagina, una newsletter finita nello spam, un CRM migrato male che cancella tre anni di storico clienti.
Ogni volta che succede, chi ha costruito tutto sul digitale si ritrova senza rete e riparte quasi da zero. I contatti reali sono l’unica rete che nessun aggiornamento puรฒ portare via.
Networking fisico non significa tornare al passato
Non si tratta di demonizzare il digitale. Il digitale รจ talvolta un moltiplicatore eccellente di buoni risultati, ma ha bisogno di qualcosa da moltiplicare: quel qualcosa รจ la relazione reale. Eppure, quante associazioni di categoria vengono frequentate con regolaritร ? Quante volte nell’ultimo anno un cliente, un fornitore, un partner รจ stato incontrato di persona non perchรฉ strettamente necessario, ma perchรฉ investire nella relazione fosse giร di per sรฉ il motivo? Le risposte appaiono quasi scontate.
C’รจ una misura della rete professionale reale di un’impresa o di un professionista che non appare in nessun report di analytics: quante persone, in questo momento, risponderebbero a una telefonata per dare un consiglio, presentarsi, dare unโopportunitร al brand per la fiducia che ha conquistato nel tempo. Quel numero รจ la vera portata del business, tutto il resto รจ reach: certamente utile, necessaria, ma non sufficiente.










Ivana Zimbone
Direttrice responsabile