Rottamazione quater, si riaprono i termini per i decaduti: chi può rientrare e come prepararsi

Spiraglio dal MEF per chi ha saltato le rate di novembre e febbraio: l'ipotesi di riammissione nel Decreto Fiscale resta legata alle coperture finanziarie.

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Durante il question time in commissione Finanze alla Camera del 15 aprile 2026, il ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha manifestato apertura verso la riammissione dei contribuenti decaduti dalla rottamazione quater. Sebbene l’ipotesi sia concreta, il governo ha posto una condizione imprescindibile: la presenza di adeguate coperture finanziarie. Ecco le novità emerse e quali sono le prospettive per imprese e professionisti.

Riapertura rottamazione quater per decaduti: chi può rientrare?

La sottosegretaria all’Economia, Lucia Albano, ha confermato che l’esecutivo sta valutando la possibilità di riaprire i termini per chi, pur avendo aderito alla definizione agevolata prevista dalla legge di Bilancio 2023, ha perso il beneficio per il mancato pagamento delle rate. A patto che, ovviamente, l’opzione sia sostenibile per i conti pubblici.

L’attenzione è rivolta in particolare a chi ha mostrato una reale volontà di adempiere (ad esempio pagando la rata di luglio 2025) ma è poi decaduto a causa di temporanee difficoltà economiche relative alle scadenze di:

  • 30 novembre 2025
  • 28 febbraio 2026

Analisi dei dati: perché il governo valuta la riapertura

La necessità di un nuovo intervento nasce dall’osservazione dei flussi di cassa dell’Agenzia delle Entrate. I dati mostrano una progressiva flessione degli incassi legati alla rottamazione quater, segno che una vasta platea di contribuenti fatica a onorare il piano di rateizzazione originario.

Il calo costante evidenzia come la regola della decadenza immediata – basta un solo mancato pagamento per perdere ogni beneficio – rischi di essere controproducente per l’Erario, trasformando i crediti agevolati in crediti difficilmente esigibili dalla riscossione ordinaria.

Riapertura rottamazione quater: come prepararsi

Per i professionisti e le imprese che intendono regolarizzare la propria posizione, il tempismo è fondamentale. Il MEF sta effettuando verifiche tecniche sui flussi di cassa. La conferma della riapertura dipenderà dai margini di bilancio individuati. La novità potrebbe trovare spazio nei lavori di conversione in legge del decreto fiscale.

Resta attualmente fissata al 31 maggio 2026 la prossima rata per chi è ancora in corsa. Un eventuale provvedimento di riammissione potrebbe essere emanato a ridosso o subito dopo questa data.

    Cosa fare subito

    In attesa di comunicazioni ufficiali, è consigliabile per le imprese:

    • verificare con precisione la propria posizione debitoria, quali rate sono state omesse e l’ammontare residuo;
    • pianificare la liquidità. Qualora la riapertura venga confermata, è probabile che venga richiesto il versamento degli arretrati entro un termine molto breve per essere riammessi al piano;
    • distinguere tra i debiti rientranti nella “vecchia” rottamazione quater e quelli potenzialmente inseribili nella nuova rottamazione quinquies (prevista dalla manovra 2026).

    Un nuovo rapporto Fisco-cittadino

    L’iniziativa è stata accolta con “viva soddisfazione” dai componenti del gruppo FdI in commissione (Congedo, Filini, Giordano, Matera, Matteoni e Testa), che vedono in questa apertura una conferma della riforma fiscale ispirata dal viceministro Maurizio Leo. L’obiettivo è quello di non punire i cittadini onesti che vogliono pagare ma che si trovano in un momento di crisi, stabilizzando al contempo le entrate per lo Stato. Resta l’ostacolo della sostenibilità economica, ma lo spiraglio aperto il 15 aprile lascia ben sperare per un intervento correttivo che eviti l’esclusione definitiva di migliaia di contribuenti dal percorso di pace fiscale.

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