L’industria italiana chiude il mese di febbraio 2026 con un lieve incremento congiunturale dello 0,1% rispetto a gennaio. Dopo la flessione registrata all’inizio dell’anno, l’indice generale corretto per gli effetti di calendario torna a crescere su base annua, segnando un +0,5% rispetto a febbraio 2025.
Nonostante questo timido recupero mensile, il quadro trimestrale invita alla prudenza per le PMI e i professionisti del settore: nella media del periodo dicembre 2025 – febbraio 2026, il livello della produzione risulta in calo dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti.
L’analisi dei comparti industriali: beni strumentali come motore di crescita
Il dettaglio per i raggruppamenti principali di industrie (RPI) diffuso dall’ISTAT rivela quali segmenti della filiera stanno sostenendo il sistema Paese. L’energia, con una variazione del –4,8% mensile e del -2,1% annuo registra la contrazione mensile più marcata, nonostante pesi per circa l’11,3% sulla struttura di ponderazione nazionale.
A fare da traino invece, i beni strumentali (+1,1% mensile; +4,4% annuo). Questo settore, che include la meccanica strumentale e i mezzi di trasporto, ha un peso del 29,8% sull’indice generale ed è fondamentale per chi opera nel B2B e nell’automazione. I beni intermedi (+0,2% mensile; +0,1% annuo) mostrano una sostanziale stabilità. Rappresentano il cuore della produzione (con un peso del 33,5% ) e indicano una tenuta della domanda di semilavorati.
In sofferenza i beni di consumo (-0,4% mensile; -2,1% annuo), trascinati soprattutto dalla componente dei beni durevoli, che crolla del 6,4% su base annua.
I settori che crescono di più
L’analisi dei singoli rami di attività economica evidenzia divari profondi che i professionisti devono monitorare per valutare i rischi di filiera. La fabbricazione di mezzi di trasporto guida la classifica con un eccezionale +10,0% su base annua. Seguono a ruota il comparto dell’elettronica e ottica (+7,8%) e quello della fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+5,2%). Anche la farmaceutica mantiene un trend positivo con un +3,9%.
Le flessioni più consistenti si concentrano nell’industria pesante e chimica. I prodotti chimici scendono del 6,8&, il coke e i prodotti petroliferi raffinati del 6,4%, le altre industrie (riparazione e installazione) del 5,8% e il sistema moda (tessile, abbigliamento, pelli) del 2,9%.










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it