Con l’avvicinarsi di aprile 2026, l’attenzione si concentra sulle tempistiche di accredito della NASpI, l’indennità di disoccupazione mensile rivolta ai lavoratori subordinati che hanno perso l’occupazione, e sui nuovi massimali previsti per l’anno in corso. Ecco quando sarà pagata la NASpI di aprile 2026, le procedure per verificare lo stato della pratica online e i requisiti necessari per accedere al sostegno economico, incluse le opzioni di anticipazione del sussidio.
Indice
Quando sarà pagata la NASpI di aprile 2026
L’erogazione delle indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL per il mese di aprile 2026 segue le consuete tempistiche gestite dall’INPS. I pagamenti vengono normalmente corrisposti entro la metà del mese, sebbene la data effettiva di accredito non sia uniforme per tutti i beneficiari. La variazione dipende dal momento in cui è stata presentata la domanda e dai tempi tecnici di lavorazione della pratica da parte delle diverse sedi territoriali dell’istituto.
Come verificare i pagamenti INPS online
Per monitorare l’accredito della prestazione, è disponibile il servizio “Stato di un pagamento” all’interno dell’area riservata MyINPS. Attraverso questo strumento, i beneficiari possono consultare i dettagli relativi alle somme erogate, inclusi l’importo, la causale e la data di valuta dei pagamenti disposti nei due mesi precedenti.
L’accesso alla piattaforma richiede l’utilizzo delle credenziali digitali SPID, CIE o CNS. Le medesime informazioni sono reperibili anche consultando il Fascicolo previdenziale del cittadino. In presenza di ritardi o anomalie, resta ferma la possibilità di rivolgersi al contact center (803 164 da rete fissa o 06 164 164 da mobile) oppure direttamente agli sportelli della sede INPS competente.
NASpI 2026: requisiti di accesso e beneficiari
L’indennità spetta ai lavoratori subordinati che hanno perso l’occupazione in modo involontario. Tra le casistiche ammesse rientrano:
- licenziamenti per giusta causa, disciplinari o con accettazione di offerta di conciliazione;
- dimissioni per giusta causa o presentate durante il periodo tutelato di maternità (dai 300 giorni precedenti la data presunta del parto fino al primo anno di vita del bambino);
- risoluzione consensuale nell’ambito di una procedura di conciliazione presso la direzione territoriale del lavoro;
- dimissioni a seguito del rifiuto del lavoratore al trasferimento d’azienda.
La condizione essenziale per l’accesso alla misura è il versamento di almeno tredici settimane di contributi nei quattro anni precedenti l’evento. È inoltre ammessa la richiesta per chi si fosse dimesso volontariamente per una nuova assunzione avvenuta nei 12 mesi successivi, qualora sia poi sopraggiunto un licenziamento.
Calcolo dell’importo e massimali per il 2026
L’importo della NASpI viene determinato sulla base della retribuzione media mensile imponibile. Per l’anno 2026, i parametri di riferimento sono i seguenti:
- sotto la soglia di 1.456,72 euro l’indennità è pari al 75% della retribuzione media mensile;
- sopra la soglia di 1.456,72 euro l’importo si calcola aggiungendo al 75% del tetto minimo il 25% della differenza tra la retribuzione media e la cifra di 1.436,61 euro;
- in ogni caso, la prestazione non può superare il valore massimo di 1.584,70 euro mensili.
Il sussidio può essere erogato per un massimo di 24 mesi, a seconda della contribuzione versata. È prevista una riduzione progressiva dell’importo pari al 3% ogni mese, a partire dal sesto mese di fruizione, o dall’ottavo mese per i beneficiari che hanno compiuto 55 anni.
Modalità di domanda e opzioni di anticipo
La domanda può essere inoltrata telematicamente tramite il portale dell’Istituto, telefonicamente tramite i numeri del call center, oppure avvalendosi del supporto di un patronato o di un CAF.
Le normative per il 2026 prevedono criteri specifici per le richieste anticipate. In tale scenario, l’importo viene corrisposto in due rate: una prima quota pari al 70% e il saldo del restante 30% entro 60 giorni, previo completamento delle verifiche.
È inoltre prevista la possibilità di richiedere l’anticipo in un’unica soluzione della NASpI residua qualora il beneficiario intenda avviare un’attività di lavoro autonomo, un’impresa individuale o partecipare attivamente a una cooperativa di lavoro.














Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it