Il mercato accoglie con entusiasmo i conti di UniCredit, che archivia il 2025 con risultati ben oltre le stime degli analisti. L’istituto guidato da Andrea Orcel ha chiuso l’anno con un utile netto di 10,6 miliardi di euro, segnando un incremento del 14% e confermando un trend di crescita che dura ormai da venti trimestri consecutivi.
L’annuncio dei risultati ha avuto un impatto immediato sulle azioni UniCredit in Borsa, che hanno registrato un balzo del 6%, superando la soglia dei 78 euro per azione. Nel frattempo, si aprono pure nuove opportunità di lavoro all’interno dell’istituto.
Il nuovo piano UniCredit Unlimited
Con la conclusione del piano Unlocked, l’AD Andrea Orcel ha presentato la nuova visione strategica, denominata UniCredit Unlimited. I punti cardine per chi punta sulle azioni UniCredit nei prossimi anni sono ambiziosi:
- distribuzione ai soci. Sono previsti circa 30 miliardi di euro di remunerazione nel prossimo triennio e fino a 50 miliardi in cinque anni;
- dividendi e buyback. Per il solo 2025, la distribuzione totale sarà di 9,5 miliardi, suddivisi equamente tra dividendi e riacquisto di azioni proprie;
- redditività (RoTE). L’obiettivo è superare il 23% entro il 2028, partendo dal già solido 19% attuale.
Crescita, commissioni e portafoglio strategico
Nonostante la riduzione dei tassi d’interesse abbia portato a un calo del margine d’interesse (-4,3%), UniCredit ha mostrato una grande resilienza. I ricavi netti si sono attestati a 23,9 miliardi di euro, sostenuti in particolare dalle commissioni, salite a 8,7 miliardi (+5,6%), grazie alla performance degli investimenti e all’internalizzazione delle joint venture assicurative in Italia.
Un contributo significativo è arrivato anche dal portafoglio strategico: i dividendi sono raddoppiati superando i 900 milioni di euro, beneficiando del consolidamento delle partecipazioni in Commerzbank e Alpha Bank.
La disciplina sulle acquisizioni
Sul fronte del risiko bancario, Orcel ha ribadito una linea di massima prudenza. Le eventuali acquisizioni saranno valutate solo se coerenti con la strategia nei 13 mercati di presenza e se in grado di creare valore per gli azionisti superiore rispetto alla crescita organica. Il banchiere ha inoltre smentito categoricamente le voci su un possibile interesse per MPS e i rumors su possibili manovre su Generali, pur confermando l’ottimo rapporto di partnership industriale esistente.
Con un patrimonio solido (Cet1 ratio al 14,7%) e una gestione disciplinata del rischio, Unicredit si proietta verso il 2030 con l’obiettivo di offrire una proposta di investimento di livello superiore nel panorama bancario europeo.











Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it