Bonus formazione per PMI del Sud 2026, fino a 42 mila euro a fondo perduto: come richiederlo

Il contributo copre fino al 70% delle spese ammissibili. Una quota è riservata ai settori automotive e moda. Tutti i temi di formazione e i requisiti dei destinatari.

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Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha appena varato un bonus formazione per PMI del Sud per il 2026. Si tratta di una misura di contributo a fondo perduto fino al 70% per la formazione del personale dipendente su tematiche di transizione digitale, verde e innovazione tecnologica. Il decreto mette a disposizione 50 milioni di euro nell’ambito del Programma nazionale ricerca, innovazione e competitività 2021-2027, cofinanziato dall’Unione europea.

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Bonus formazione per PMI del Sud: le imprese ammesse

La misura è destinata esclusivamente alle micro, piccole e medie imprese che operano attraverso unità locali situate nelle regioni meno sviluppate, ovvero Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Non si tratta di un requisito sulla sede legale, ma sulla localizzazione delle unità operative dove si svolgerà la formazione.

I requisiti di ammissibilità sono la regolare iscrizione al Registro delle Imprese, pieno e libero esercizio dei diritti societari, almeno un bilancio approvato e depositato (o una dichiarazione dei redditi per le imprese individuali e le società di persone), regolarità rispetto agli aiuti e DURC in regola.

Una novità importante riguarda l’obbligo di assicurazione contro i rischi catastrofali che devono avere tutti i partecipanti.

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Quanto vale

Il contributo base copre il 50% delle spese ammissibili, concesso in regime de minimis. Ma c’è un meccanismo di premialità se l’impresa partecipa a un progetto integrato sovraregionale, ovvero un’iniziativa di formazione coordinata con almeno un’altra impresa ubicata in una regione diversa tra quelle ammissibili. In questo caso l’intensità sale al 70% per le micro e piccole imprese e al 60% per le medie imprese.

Il budget di spesa per ciascun progetto deve essere compreso tra 10.000 e 60.000 euro. Nel caso di progetti sovraregionali, questi limiti si applicano a ciascuna impresa partecipante, con un massimo di 10 imprese per progetto integrato.

Come vengono calcolate le spese

Per semplificare la rendicontazione, il decreto prevede l’utilizzo delle opzioni semplificate di costo nella forma di costi unitari, basate sulle tabelle off-the-shelf definite dal Regolamento delegato UE 2023/1676. Questo significa che non sarà necessario rendicontare analiticamente ogni singola fattura, ma si applicheranno dei parametri standard per ora di formazione.

Le voci di costo ammissibili comprendono le spese di personale relative ai formatori, i costi di esercizio direttamente connessi alla formazione (viaggi, alloggio, materiali, ammortamento delle attrezzature utilizzate), i costi di consulenza connessi all’iniziativa e le spese di personale relative ai dipendenti per le ore in cui hanno partecipato alla formazione.

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La quota riservata a PMI di automotive e moda

Il decreto prevede una riserva del 40% delle risorse (20 milioni di euro) a favore delle PMI operanti nella filiera automotive e nella filiera della moda, del tessile e dell’arredamento. Questa scelta riflette le difficoltà che questi settori stanno attraversando e la necessità di accompagnare la riconversione delle competenze dei lavoratori. Se al termine della procedura questa riserva non dovesse essere esaurita, le risorse residue confluiranno nella dotazione generale.

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I temi di formazione ammessi

Il decreto individua tre macro-aree tematiche ammissibili. La prima riguarda le traiettorie tecnologiche della strategia nazionale di specializzazione intelligente, che spaziano dall’industria intelligente e sostenibile alla salute e scienze della vita, dall’agroalimentare alla cultura e turismo. La seconda area concerne le tecnologie individuate dal regolamento STEP, ovvero la piattaforma europea per le tecnologie strategiche, che include tecnologie digitali e deep tech, tecnologie pulite e risorse critiche, biotecnologie. La terza area comprende più in generale i processi di transizione verde e digitale.

È fondamentale sottolineare che non sono ammissibili i percorsi formativi finalizzati a conformarsi alla normativa obbligatoria in materia di formazione coma ad esempio la formazione sulla sicurezza sul lavoro o altri adempimenti di legge che restano esclusi.

I requisiti per i formatori

Il percorso di formazione deve essere erogato da soggetti qualificati e indipendenti rispetto all’impresa beneficiaria. Per qualificati si intende che devono possedere una significativa e comprovata esperienza negli ambiti della Strategia di Specializzazione Intelligente, della digitalizzazione o della transizione ecologica. Questa esperienza va dimostrata attraverso un elenco dei progetti realizzati almeno negli ultimi tre anni, con indicazione degli importi, dell’oggetto e degli ambiti di applicazione.

Il contratto con il fornitore deve essere sottoscritto dopo la presentazione della domanda di agevolazione, non prima. Il percorso formativo deve poi essere avviato entro sei mesi dalla concessione dell’agevolazione e concludersi entro dodici mesi dalla stessa data, con possibilità di proroga per ulteriori sei mesi.

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Come richiedere il bonus formazione PMI Sud 2026

Questa misura adotta una procedura valutativa a graduatoria, significa che tutte le domande presentate entro la finestra temporale verranno valutate e ordinate secondo criteri di merito, indipendentemente dall’ordine cronologico di invio. I termini di apertura e chiusura dello sportello saranno definiti con un successivo provvedimento del ministero.

I criteri di valutazione per la formazione della graduatoria sono:

  • la base organica dell’impresa nelle unità locali interessate dalla formazione;
  • il rapporto tra i dipendenti coinvolti nel percorso formativo e il totale del personale;
  • gli ambiti tematici coperti dal progetto;
  • l’eventuale appartenenza a un contratto di rete finalizzato allo sviluppo della filiera;
  • l’operatività nel settore manifatturiero secondo la classificazione ATECO 2025.

Un punteggio premiale aggiuntivo viene riconosciuto alle imprese in possesso del rating di legalità e della certificazione della parità di genere.

L’erogazione del contributo

Le agevolazioni vengono erogate in non più di due quote, la prima può essere richiesta dopo aver completato almeno il 50% delle ore di formazione previste, la seconda a conclusione del percorso. In alternativa, l’impresa può attendere il completamento e richiedere l’erogazione in un’unica soluzione.

È prevista anche la possibilità di richiedere un’anticipazione sulla prima quota, ma solo previa presentazione di una fideiussione bancaria o polizza fideiussoria a favore del soggetto gestore.

Autore
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Giovanni Emmi

Dottore Commercialista

Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

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