La quotazione dell’oro supera per la prima volta quota 5.000 dollari l’oncia, segnando un nuovo record storico. L’incertezza geopolitica e commerciale, soprattutto in vista della Federal Reserve, fa schizzare il valore del metallo giallo a 5.070 dollari, con un rialzo dell’1,63% rispetto a ieri e quasi del 17% se si considera la fine del 2025.
Trump, Groenlandia e Medio Oriente: le tensioni internazionali che influiscono sulla quotazione dell’oro
La quotazione dell’oro continua a salire principalmente per l’incertezza economica e geopolitica globale: gli attriti tra USA ed Europa, le tensioni tra USA e Cina, la guerra a Gaza, il conflitto tra Russia e Ucraina, la questione iraniana, i dazi americani. Ma anche per l’inflazione che ciclicamente erode in modo significativo il valore del denaro, per la domanda crescente di oro a parte delle banche centrali.
L’oro, dunque, si posiziona ora più che mai come bene rifugio, come asset sicuro. Il rialzo stesso, poi, attrae nuovi compratori, amplificando un ciclo positivo che fa ulteriormente aumentare il prezzo.
L’aumento di platino e argento
L’oro è anche una risorsa limitata. Questo, assieme agli stessi fattori che fanno crescere la quotazione del metallo giallo, fa avanzare pure altri metalli preziosi: l’argento avanza di oltre il 2% e arriva a 106,56 dollari l’oncia, registrando un nuovo record. A novembre il suo valore si attestava a circa 50 dollari l’oncia; l’aumento è dunque di circa il 120% in un paio di mesi. Anche il platino, seppur con un progresso più lieve, raggiunge un altro massimo storico: oggi vale 2.798,46 dollari l’oncia.










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it