Cala l’inflazione in Europa. A renderlo noto è l’Eurostat, che ha appena pubblicato i dati corretti relativi all’ultimo anno. La stima preliminare è stata infatti rivista, confermando un calo ancora più marcato per l’Italia. Questo scenario apre la strada a nuove valutazioni sui tassi di interesse e sul potere di acquisto degli stipendi.
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Inflazione in Europa e in Italia: cosa dicono i nuovi dati Eurostat
I numeri definitivi pubblicati dall’ufficio statistico dell’Unione europea mostrano una discesa omogenea dell’inflazione nell’Eurozona, che si attesta all’1,9% (in miglioramento rispetto al 2% della stima preliminare). In Italia, in particolare, i valori sono ancora più bassi. Mentre in tutti i 27 Paesi UE l’inflazione media è pari al 2,3%, nel nostro Paese la percentuale è pari all’1,2%, tra i valori più bassi dell’area euro. Secondo gli esperti, a contribuire a questo risultato è stata la discesa dei prezzi energetici, che hanno segnato un -1,9% su base annua.
Cosa cambia per mutui e prestiti
Il ritorno dell’inflazione sotto la soglia del 2% alimenta l’ipotesi di un calo dei tassi di interesse in Europa, ma la strada non è priva di ostacoli. Nonostante i dati Eurostat spingano verso un allentamento del costo del denaro, in una recente intervista il capo economista Philip Lane ha dichiarato che l’atteggiamento della BCE è molto prudente al riguardo. Infatti, l’intenzione della Banca centrale europea sarebbe quella di mantenere i tassi fermi per monitorare la tenuta dei prezzi.
Tuttavia, alle dichiarazioni rilasciate non hanno ancora fatto seguito comunicazioni ufficiali. Per chi deve chiedere un mutuo oggi, significa che i tassi potrebbero non scendere alla velocità sperata. Vale in generale per i prestiti a tasso variabile, ma anche per i nuovi mutui a tasso fisso l’equazione potrebbe non essere così automatica.
Quali effetti sui salari
Nel mercato del lavoro, la discesa dell’indice all’1,9% agisce come un moltiplicatore del valore del denaro. Se i prezzi iniziano a correre meno dei salari, i guadagni non vengono erosi dall’inflazione. Tuttavia, anche se il carrello della spesa mostra segni di stabilizzazione, i prezzi alimentari non scendono alla stessa velocità dell’energia. Le famiglie avvertono una riduzione delle bollette di luce e gas, che compensa parzialmente il costo ancora sostenuto degli altri prodotti.










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it