Il momento decisivo per centrare i finanziamenti a fondo perduto del bando ISI INAIL è arrivato. L’Istituto ha confermato le date e gli orari dello sportello informatico (il cosiddetto click day) per sostenere le imprese che investono in sicurezza sul lavoro, sostenibilità e rimozione di rischi infortunistici. La data da segnare in rosso sul calendario è mercoledì 24 giugno 2026.
Indice
Bando ISI INAIL, chi può partecipare al click day
Al click day devono partecipare esclusivamente le imprese che:
- hanno completato e salvato la domanda sul portale INAIL entro la scadenza dello scorso 28 maggio 2026;
- hanno effettuato il download del proprio codice identificativo (token) a partire dal 29 maggio 2026;
- non sono state incluse negli elenchi “no click day” (NCD) pubblicati dall’istituto il 3 giugno 2026.
La richiesta è subordinata all’assegnazione delle risorse residue e riguarda nello specifico:
- micro e piccole imprese agricole (asse 5.1), attive nella produzione primaria dei prodotti agricoli, su tutto il territorio nazionale (con la sola eccezione della Sardegna, dove le domande non hanno superato i fondi disponibili);
- giovani agricoltori (asse 5.2), imprese agricole condotte da giovani, su tutto il territorio nazionale (con la sola eccezione della Liguria);
- imprese di altri settori (assi 1, 2, 3 e 4) non rientrate nei fondi diretti, ovvero aziende i cui progetti, pur avendo superato la soglia minima di 120 punti, appartengono a graduatorie regionali in cui il budget stanziato non è bastato a coprire automaticamente tutte le richieste in modalità NCD, rendendo necessario lo spareggio tramite sportello telematico.
Soggetti esclusi
Sono escluse dall’obbligo dello sportello informatico del 24 giugno tutte le aziende inserite nei citati elenchi provvisori “no click day” (NCD) del 3 giugno 2026. Si tratta di 7.137 domande distribuite sugli Assi da 1 a 4 che passano direttamente alla fase successiva di upload documentale.
Le imprese esentate dal click day non devono inviare il codice token il 24 giugno, ma sono tenute a caricare la documentazione definitiva (perizie, preventivi e moduli firmati) sul portale INAIL entro il 9 settembre 2026, pena la decadenza immediata dal beneficio (Fonte: INAIL / MySolution).
Come funziona il bando ISI INAIL
Si parla del bando ISI INAIL 2025 nel corso del 2026 a causa della struttura temporale e delle procedure burocratiche che regolano questa misura. Storicamente, il nome del bando si riferisce all’anno dello stanziamento dei fondi, ma l’effettiva operatività per le imprese (compilazione delle domande e invio) si sposta spesso all’anno solare successivo.
Le procedure per il bando ISI 2025 sono infatti entrate nel vivo proprio nel 2026, e seguono questo specifico calendario:
- 13 aprile 2026, apertura della procedura informatica per la compilazione della domanda;
- 15 maggio 2026, pubblicazione delle regole tecniche per l’inoltro (click day);
- 28 maggio 2026, chiusura dello sportello per la compilazione e registrazione delle domande;
- 24 giugno 2026, click day.
L’INAIL pubblica solitamente l’avviso pubblico generale verso la fine dell’anno (in questo caso, fine 2025). Tuttavia, tra la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e l’apertura effettiva del portale passano diversi mesi, necessari per permettere alle aziende di preparare i preventivi, le perizie tecniche e i progetti di investimento richiesti.
Le fasi della procedura
L’accesso al contributo è strutturato in un percorso a tappe obbligatorie, cronologicamente distribuite nell’arco dell’anno. Prima di tutto, è richiesta la compilazione del progetto: le imprese devono inserire online il proprio progetto di investimento. Il sistema assegna un punteggio basato su parametri quali la dimensione dell’azienda, la pericolosità dell’attività (codice ATECO) e l’efficacia dell’intervento proposto. È necessario raggiungere una soglia minima di 120 punti.
Una volta salvata la domanda, l’azienda riceve un codice univoco che dovrà essere inviato durante il click day: questo è il giorno in cui vengono assegnati i fondi seguendo l’ordine cronologico di arrivo delle domande e fino a esaurimento delle risorse regionali.
Solo le imprese collocate in posizione utile negli elenchi cronologici devono inviare la documentazione tecnica completa per la verifica della validità del progetto.
Tipologie di intervento finanziabili
Il bando è suddiviso in assi di finanziamento per categorizzare i diversi obiettivi. Il bando ISI non è un contributo a sportello immediato. Prevede una fase di pre-qualificazione. Se solitamente le imprese stabiliscono prima il tipo di investimento da realizzare e poi cercano il bando che possa finanziarlo, nel caso degli interventi sulla sicurezza è necessario partire dal rischio realmente presente, per individuare la misura più efficace alla sua mitigazione. Il bando INAIL prevede ben cinque assi, ognuno dei quali è destinato a finanziare specifici interventi:
- asse 1 per la riduzione dei rischi tecnopatici (1.1) e per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (1.2);
- asse 2 per la riduzione dei rischi da movimentazione manuale dei carichi (MMC);
- asse 3 per i progetti di bonifica da materiali contenenti amianto;
- asse 4 per le micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività (codici ATECO);
- asse 5 per le micro e piccole imprese agricole (5.1) e per i giovani agricoltori (5.2).
| Asse / Sotto-asse | Tipologia di Intervento / obiettivo | Destinatari e specifiche |
| Asse 1.1 | Riduzione dei rischi tecnopatici | Progetti di investimento aziendali per la sicurezza |
| Asse 1.2 | Modelli organizzativi e di responsabilità sociale (MOG) | Imprese che adottano sistemi di gestione della sicurezza |
| Asse 2 | Riduzione dei rischi da movimentazione manuale dei carichi (MMC) | Progetti mirati a ridurre lo sforzo fisico e i disturbi muscolo-scheletrici |
| Asse 3 | Bonifica da materiali contenenti amianto | Rimozione e smaltimento dell’amianto dalle strutture aziendali |
| Asse 4 | Progetti per specifici settori di attività | Micro e piccole imprese individuate da particolari codici ATECO (es. commercio, ristorazione) |
| Asse 5.1 | Sviluppo del settore agricolo (dotazione ordinaria) | Micro e piccole imprese operanti nella produzione agricola primaria |
| Asse 5.2 | Sviluppo del settore agricolo (giovani agricoltori) | Imprese agricole condotte e gestite da giovani agricoltori |
La scelta dell’asse e gli allegati regionali
La scelta dell’asse è una delle decisioni più importanti dell’intero percorso. Non va intrapresa in base alla percentuale di contributo – che resta sostanzialmente stabile – ma in base a fattori come la probabilità di ammissione, la dotazione regionale disponibile, la coerenza tecnica dell’intervento con i requisiti dell’allegato applicabile e la capacità del richiedente di produrre evidenze e documentazione all’altezza di quanto richiesto.
Le risorse, infatti, sono ripartite per regione e per asse. Inoltre, per gli assi 1.1, 2, 3 e 4 è prevista la possibilità di affiancare al progetto principale un intervento aggiuntivo, da selezionare tra quelli espressamente previsti nei relativi allegati. Questo consente un disegno progettuale più completo, ma introduce anche il vincolo dell’intervento che va scelto entro un perimetro tecnico definito.
Quanto spetta
Il contributo è a fondo perduto, calcolato sulle spese sostenute al netto dell’IVA. Le aliquote variano a seconda degli assi e sono le seguenti: 65% per gli assi 1.1, 2, 3 e 4; 80% per l’asse 1.2 dedicato ai modelli organizzativi; per l’asse 5 agricolo, l’aliquota arriva fino al 65% nella componente generale e fino all’80% per i giovani agricoltori.
I massimali e l’esenzione per le imprese più piccole
L’ammontare complessivo del finanziamento deve essere compreso tra 5.000 e 130.000 euro. Ma c’è un’eccezione interessante per le imprese più piccole: non è previsto limite minimo per le aziende con meno di cinquanta dipendenti che richiedono il finanziamento sull’asse 1.2.
L’intervento aggiuntivo
L’intervento aggiuntivo, quando ammissibile, può essere finanziato fino all’80% del suo valore, con un limite massimo pari alla minore cifra tra 20.000 euro e il residuo del massimale di 130.000 euro, una volta sottratto l’importo richiesto per il progetto principale.
Sono calcoli che vanno fatti con precisione, perché forzature che portino a superare i tetti si traducono inevitabilmente in tagli o inammissibilità. Dal punto di vista della pianificazione finanziaria, la regola del calcolo al netto IVA impone un controllo di coerenza immediato. L’impresa deve essere in grado di sostenere la spesa e la relativa IVA nei tempi richiesti dal bando. Sovrastimare l’effetto copertura del contributo è un errore che può compromettere l’intero investimento.
I beneficiari del bando ISI INAIL: requisiti
I destinatari principali del bando ISI INAIL sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di commercio. Ma il perimetro soggettivo varia a seconda dell’asse di finanziamento prescelto. Gli enti del terzo settore, per esempio, possono accedere al bando, ma solo per la tipologia di intervento, quella relativa alla riduzione del rischio da movimentazione manuale di persone.
I fattori che determinano l’esito
I punti che più spesso determinano l’esito positivo o negativo di una domanda ISI sono:
- la corretta impostazione tecnica. Il progetto deve appartenere all’asse giusto e deve considerare rischio identificato, scenario ex ante, intervento proposto, scenario ex post atteso, evidenze e tracciabilità;
- la capacità di dimostrare un miglioramento con documenti precisi. Servono numeri, misure, confronti prima e dopo, evidenze che un valutatore possa verificare;
- il profilo economico. Il contributo è calcolato su spese ammissibili al netto dell’IVA e con massimale definito. L’impresa deve valutare correttamente l’impatto su liquidità e ciclo finanziario, pianificando l’esborso iniziale e i tempi di erogazione del contributo.












Giovanni Emmi
Dottore Commercialista