Si apre oggi, giovedì 5 febbraio 2026, a Francoforte, la seconda riunione dell’anno della Banca centrale europea (BCE). Per le famiglie e le imprese che monitorano il costo di mutui e prestiti, questo incontro riveste una grande importanza, perché è proprio in questa sede che si deciderà l’andamento dei tassi di interesse nei prossimi mesi. In particolare, l’attenzione è rivolta a come la BCE intenda muoversi per conciliare un’inflazione generale scesa con un costo della vita che invece si mantiene alto.
Cosa succede ai tassi di interesse: lo scenario attuale
I tassi sui depositi, che influenzano direttamente i tassi di mercato come l’Euribor (il riferimento per i mutui a tasso variabile), hanno proseguito la loro discesa nel corso del 2025, stabilizzandosi intorno al 2,5%. Si tratta di un valore dimezzato rispetto al picco del 4% toccato tra il 2023 e il 2024 e che, stando a quanto emerso, dovrebbe rimanere stabile. Secondo le previsioni attuali – elaborate dai principali centri studi bancari (come ING, Goldman Sachs o Pimco) – non sono attese infatti variazioni immediate sul costo del denaro.
Questa pausa nelle decisioni è conseguente a una serie di fattori, tutti di natura economica. Prima di tutto, a influenzare questa scelta è stato l’andamento dell’inflazione (in calo) e quello dei prezzi energetici, la cui oscillazione è rimasta sotto controllo. Nei mercati il petrolio brent oscilla tra i 67 e i 70 dollari al barile, molto meno rispetto agli 80 dollari dello scorso anno, riducendo la pressione sul costo della vita. Inoltre, superata una fase di crisi, l’economia europea sta tenendo meglio del previsto, il che toglie urgenza alla necessità di tagliare ulteriormente i tassi per stimolare i consumi.
Perché i tassi di interesse sono fermi
Il prezzo che le banche devono pagare per ottenere liquidità è stabilito dalla Banca centrale europea proprio attraverso i tassi d’interesse. Esiste infatti una correlazione diretta tra le decisioni di Francoforte e ciò che paghiamo in banca. Quindi, se la BCE mantiene i tassi bassi, il denaro continua a costare meno alle banche, che a loro volta possono offrirlo a condizioni più vantaggiose a cittadini e imprese.
Mutui e risparmi: cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Per chi ha un mutuo o progetta di sottoscriverne uno, lo scenario attuale suggerisce un approccio improntato alla cautela. Sebbene il calo dell’inflazione generale alimenti le aspettative per possibili nuovi tagli ai tassi da parte della BCE, l’inflazione “core” – ovvero quella depurata dalle componenti più volatili come energia e alimentari – si attesta al 2,2%, rimanendo ancora lievemente superiore all’obiettivo del 2% fissato dalla Banca centrale. A questo quadro si aggiunge un contesto geopolitico caratterizzato dall’incertezza. Le tensioni commerciali con gli Stati Uniti e le variabili legate ai mercati mediorientali inducono la BCE a evitare manovre rischiose.
Considerando quale sia il quadro generale, è probabile che venga confermata la strategia “dipendente dai dati” sostenuta dalla governatrice Christine Lagarde in cui ogni decisione futura verrà valutata mese dopo mese in base all’effettiva evoluzione dei prezzi e degli indicatori economici. In ogni caso, qualora la BCE decidesse di cambiare rotta in primavera, lo comunicherebbe con anticipo per preparare il mercato.










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it