Riforma fiscale 2026: cosa cambia con il nuovo testo unico per le imposte sui redditi

Il nuovo intervento legislativo risponde a una duplice esigenza: sistemare e semplificare

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Su proposta del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto legislativo destinato a riordinare l’intera disciplina delle imposte sui redditi, tassello centrale nel quadro della riforma fiscale 2026. Il documento si presenta come un’opera di codificazione, progettata per essere il punto di riferimento per la determinazione della base imponibile e il calcolo dei tributi.

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Riforma fiscale 2026: cosa prevede

Il provvedimento, che ha appena superato l’esame preliminare, prevede il riordino normativo attraverso l’approvazione di un nuovo testo unico sulle imposte (TUIR), che tenga conto anche delle novitĂ  introdotte dalla manovra 2026 in materia fiscale.

Il decreto legislativo approvato in Cdm sostituisce il vecchio D.P.R. 917/1986 ed è composto da 376 articoli suddivisi in tre parti. Raccoglie la vigente disciplina relativa alle imposte sui redditi e abroga le disposizioni incompatibili o non piĂ¹ attuali, per assicurare il coordinamento formale e sostanziale alla normativa vigente. Il legislatore ha operato una sintesi tra il nucleo storico del 1986 e le integrazioni legislative introdotte negli ultimi quarant’anni (comprese le piĂ¹ recenti), assicurando che la prassi e la giurisprudenza consolidate trovino un riflesso normativo ordinato.

Impatti per professionisti e imprese

L’unificazione delle disposizioni legislative dovrebbe permettere una lettura piĂ¹ lineare delle agevolazioni, delle deduzioni e dei regimi speciali. Per le imprese, questo significa poter pianificare gli investimenti con una visione piĂ¹ chiara del carico fiscale atteso, basata su un testo che elimina le aporie generate da rinvii a leggi speciali esterne al codice principale.

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Quando entra in vigore la riforma

Il nuovo TUIR ha ricevuto il primo parere positivo dal governo il 18 febbraio 2026, ma ora deve passare al vaglio delle commissioni parlamentari per i pareri obbligatori. Una volta raccolti i pareri, tornerĂ  in Consiglio dei ministri per il via libera finale. Il termine ultimo fissato per il riordino e l’adozione definitiva è il 29 agosto 2026. Mentre il testo unico dovrĂ  essere approvato e reso operativo entro il 31 dicembre 2026.

Articolo in aggiornamento: il contenuto è in fase di revisione per riflettere l’evoluzione dell’iter legislativo.

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