Secondo gli ultimi dati forniti dall’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), il taglio delle accise disposto dal governo si è tradotto in un effettivo calo dei prezzi dei carburanti. Nel dettaglio, dopo l’approvazione del decreto, l’87,7% dei distributori ha rivisto i listini di benzina e diesel (al ribasso). Tuttavia, nonostante il calo generale, è emersa la solita differenza tra quanto si paga negli impianti in città rispetto a quanto costa invece in autostrada.
Prezzi dei carburanti: quanto costano diesel e benzina oggi
Il calo dei prezzi in questi giorni è una conseguenza diretta del decreto carburanti approvato il 18 marzo 2026, con il quale sono state rimodulate le accise e l’IVA, garantendo una riduzione immediata di circa 25 centesimi al litro per benzina e diesel.
Nel dettaglio, secondo il monitoraggio ministeriale, per chi sceglie il self-service, oggi la benzina si attesta mediamente a 1,712 euro/l sulla rete stradale nazionale e a 1,788 euro/l in autostrada. Per il diesel, invece, i prezzi medi sono di 1,958 euro/l nei centri abitati e 2,030 euro/l sulla rete autostradale.
| Area di distribuzione | Benzina (€/l) | Diesel (€/l) |
| Rete stradale nazionale | 1,712 | 1,958 |
| Rete autostradale | 1,788 | 2,030 |
Al momento il monitoraggio del ministero si è focalizzato su benzina e gasolio. Per il GPL e il metano, che seguono dinamiche di prezzo differenti, non sono state diffuse nuove medie in questa specifica rilevazione, anche se l’andamento generale del comparto energetico – come previsto dal decreto carburanti – sarà oggetto dell’incontro di lunedì al ministero.
Controlli anti-speculazione e stretta contro le anomalie
Per garantire che lo sconto governativo arrivi davvero nelle tasche dei cittadini, sono in corso verifiche a tappeto lungo tutta la filiera. Gli agenti della Guardia di Finanza stanno verificando che ci sia una effettiva corrispondenza tra i prezzi comunicati al ministero e quelli effettivamente esposti, al fine di individuare eventuali manovre speculative che tengono i prezzi artificialmente alti.
I controlli si concentreranno in particolare su quel 12,3% di impianti che non hanno ancora recepito il taglio, per distinguere chi è in ritardo tecnico da chi, invece, sta cercando di ignorare le regole a spese degli automobilisti.
Già in questi giorni, come riporta il MIMIT, la quota di impianti “non compliant” – ovvero quelli che non solo ignoravano il taglio delle accise, ma avevano addirittura incrementato i listini – si è più che dimezzata, passando dall’11,4% al 4,5%. Per questa fascia residua di operatori, gli esiti delle ispezioni saranno trasmessi all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato (AGCM) per le sanzioni amministrative e, laddove si ravvisino estremi di speculazione illecita, all’autorità giudiziaria.
Convocata la Commissione allerta rapida
L’attenzione del ministero sui prezzi energetici, dopo i rincari registrati nei giorni scorsi, resta comunque alta. Per la mattinata di lunedì il MIMIT ha già convocato infatti a Palazzo Piacentini la Commissione allerta rapida, presieduta dal ministro Adolfo Urso. Al centro del tavolo ci sarà innanzitutto l’analisi dell’inflazione, con l’obiettivo di capire quanto il calo dei carburanti possa effettivamente alleggerire i costi industriali e, di riflesso, calmierare i prezzi del carrello della spesa per le famiglie.
Allo stesso tempo, la Commissione monitorerà la tenuta degli approvvigionamenti delle materie prime, un tema che resta delicato a causa del complesso scenario geopolitico attuale. Infine, il confronto servirà a garantire che i ribassi registrati in questi giorni non rimangano un fenomeno passeggero, ma diventino un elemento stabile e duraturo, capace di dare certezze a lungo termine a tutto il sistema produttivo e ai consumatori.









Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it