Pensione anticipata per lavori usuranti, domande entro il 1° maggio 2026: chi può richiederla e come

Con il recente messaggio n. 1188 del 2 aprile 2026, l’INPS ha delineato le istruzioni operative, recependo le importanti novità introdotte dalla legge di bilancio 2026.

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I lavoratori impiegati a svolgere mansioni particolarmente faticose e pesanti – i cosiddetti lavori usuranti – hanno tempo fino al 1° maggio 2026 per richiedere il riconoscimento dei requisiti per accedere alla pensione anticipata. L’accesso alla misura, però, è ammesso solo se si maturano i requisiti previsti dal legislatore entro il 31 dicembre 2027. Infatti, anche se con la manovra 2026 è stato bloccato l’aumento dell’età anagrafica, ci sono altre condizioni da rispettare.

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Pensione anticipata per lavori usuranti, i requisiti per richiederla

L’accesso alla pensione anticipata è riservato a specifiche categorie professionali che abbiano svolto attività usuranti per almeno 7 anni negli ultimi 10 di lavoro, o per almeno metà dell’intera vita lavorativa. Il beneficio si estende anche ai lavoratori dipendenti del settore privato che raggiungono il diritto tramite il cumulo della contribuzione versata in gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

Inoltre, per i lavoratori dipendenti impegnati in mansioni usuranti, addetti alla linea catena o conducenti di mezzi di trasporto pubblico, l’accesso al pensionamento è fissato a un’età minima di 61 anni e 7 mesi. Nel caso dei lavoratori autonomi che svolgono le medesime attività, invece, il requisito anagrafico sale a 62 anni e 7 mesi.

Una disciplina specifica regola infine i lavoratori notturni a turni, con parametri che variano in base alla frequenza delle prestazioni notturne effettuate nell’arco dell’anno. Per i dipendenti che totalizzano tra le 72 e le 77 notti annue, il diritto matura al raggiungimento di 62 anni e 7 mesi di età (quota 98,6). Qualora l’attività notturna sia meno frequente, attestandosi tra le 64 e le 71 notti l’anno, l’età minima richiesta per l’uscita sale a 63 anni e 7 mesi, portando la quota complessiva a 99,6.

Categoria di lavoratoreAnzianità contributivaEtà minimaQuota (età + contributi)
Dipendenti (usuranti, linea catena, trasporti)35 anni61 anni e 7 mesi97,6
Autonomi (usuranti, linea catena, trasporti)35 anni62 anni e 7 mesi98,6
Notturni a turni (64-71 notti/anno) – dipendenti35 anni63 anni e 7 mesi99,6
Notturni a turni (72-77 notti/anno) – dipendenti35 anni62 anni e 7 mesi98,6

Casi specifici: giornalisti ex INPGI-1

Dal 1° luglio 2022, la normativa si applica anche ai giornalisti dipendenti già iscritti all’ex INPGI-1. La contribuzione in evidenza contabile ex INPGI-1 è interamente rilevante per il calcolo dei 10 anni di attività e della vita lavorativa complessiva. Tuttavia, ai fini della verifica del requisito dello svolgimento di attività faticosa (7 anni su 10 o metà vita lavorativa), l’INPS considera esclusivamente la contribuzione successiva al 30 giugno 2022.

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Quanti anni prima si va in pensione con lavoro usurante

Il sistema previdenziale, per la generalità dei lavoratori, prevede l’uscita dal lavoro al raggiungimento dei 67 anni di età. Tuttavia, a condizione che siano stati maturati almeno 35 anni di contributi, la normativa sui lavori usuranti permette un accesso al trattamento pensionistico anticipato che varia da caso a caso.

Nel dettaglio, rispetto alla pensione di vecchiaia, per le categorie impegnate in mansioni usuranti, linea catena o conducenti di mezzi pubblici, l’età minima richiesta è di 61 anni e 7 mesi. Questo si traduce in un anticipo di 5 anni e 5 mesi rispetto alla soglia dei 67 anni. Nel caso dei lavoratori autonomi, invece, poiché l’uscita è fissata a 62 anni e 7 mesi, l’anticipo è di 4 anni e 5 mesi.

Il vantaggio temporale può ridursi per i lavoratori notturni a turni che non raggiungono le 78 notti l’anno. Per chi effettua tra le 64 e le 71 notti annue, ad esempio, l’età minima sale a 63 anni e 7 mesi, riducendo l’anticipo a 3 anni e 5 mesi rispetto alla normativa standard.

Cosa cambia per i lavori usuranti e le pensioni anticipate nel 2026

La manovra 2026 ha bloccato i requisiti anagrafici per l’anticipo pensionistico, sospendendo gli adeguamenti alla speranza di vita fino al 31 dicembre 2028. Senza questo intervento normativo, il divario rispetto alla pensione ordinaria avrebbe potuto assottigliarsi a causa dei previsti incrementi automatici dell’età pensionabile.

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Quali sono i lavori usuranti riconosciuti per la pensione

L’individuazione delle attività lavorative che danno diritto all’accesso anticipato al pensionamento è definita dal decreto legislativo n. 67 del 21 aprile 2011. La normativa ripartisce i lavori usuranti in quattro macro-categorie, caratterizzate da un elevato indice di logoramento psicofisico o da condizioni ambientali particolarmente gravose.

La prima categoria comprende le mansioni in contesti ambientali estremi, quali i lavori svolti con carattere di prevalenza in galleria, cava o miniera, le attività dei palombari e dei sommozzatori, nonché i compiti eseguiti in cassoni ad aria compressa o ad alte temperature, tipici delle fonderie e della lavorazione del vetro cavo eseguita a mano o a soffio. Sono inclusi in questo raggruppamento anche gli interventi in spazi ristretti (come pozzi, cisterne o intercapedini) e le attività di asportazione dell’amianto.

La seconda area riguarda i lavoratori notturni, suddivisi tra coloro che prestano attività a turni per almeno 6 ore nell’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino (con un minimo di 64 notti annue) e i lavoratori che operano in modo costante nell’intervallo notturno per l’intero anno lavorativo.

La terza categoria è costituita dagli addetti alla linea catena, ovvero i lavoratori inseriti in processi produttivi in serie all’interno di settori specifici (come la produzione di autoveicoli, elettrodomestici o la macellazione), caratterizzati da ritmi di lavoro vincolati da macchinari o sequenze predeterminate.

Infine, la quarta categoria comprende i conducenti di veicoli di capienza non inferiore a 9 posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo. Un’integrazione recente riguarda i giornalisti dipendenti ex INPGI-1, per i quali la normativa ha uniformato il regime previdenziale a quello del Fondo pensioni lavoratori dipendenti a partire dal luglio 2022.

Per tutte queste figure, la normativa non vincola il riconoscimento dello stato di “lavoratore gravoso” alla sola qualifica contrattuale, ma all’esercizio effettivo della mansione per un periodo di tempo minimo. Per questo motivo è richiesta la verifica dei requisiti per accedere alle quote agevolate nel corso del 2027, che devono essere certificati presentando domanda all’INPS.

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Come fare domanda

La domanda di riconoscimento per accedere alla pensione anticipata, se si perfezionano i requisiti entro la fine del 2027, deve essere presentata esclusivamente per via telematica, accedendo al portale INPS entro il 1° maggio 2026. Alla richiesta va allegato il modulo AP45 e la documentazione richiesta.

Il mancato rispetto della scadenza non comporta la decadenza del diritto, ma solo un differimento della decorrenza del trattamento pensionistico. Nel dettaglio, per le domande inviate con un mese di ritardo, la normativa posticipa la decorrenza della pensione di un mese. Qualora il ritardo nella presentazione sia superiore a un mese ma inferiore a tre mesi, lo slittamento del trattamento pensionistico è pari a due mesi, mentre per un ritardo pari o superiore a tre mesi il differimento della decorrenza è fissato a tre mesi.

Una disciplina specifica riguarda invece il personale del comparto scuola e dell’alta formazione artistica e musicale (AFAM). Per questi lavoratori la presentazione della domanda oltre il termine del 1° maggio 2026 comporta, in caso di accertamento positivo dei requisiti, lo spostamento della decorrenza della pensione al 1° settembre o al 1° novembre dell’anno successivo a quello di maturazione dei requisiti.

In ogni caso, l‘accoglimento della domanda di riconoscimento del beneficio, che l’INPS comunica inizialmente con riserva, rimane subordinato all’effettivo perfezionamento dei requisiti entro il 31 dicembre 2027 e alla sussistenza della relativa copertura finanziaria. Una volta ottenuto il riconoscimento del diritto, l’accesso effettivo al trattamento pensionistico richiede la successiva presentazione della domanda di pensione vera e propria, la cui approvazione è legata alla permanenza di tutte le condizioni di legge al momento del pensionamento.

In questa fase, l’INPS verifica che non vi siano state variazioni nel percorso lavorativo e che i requisiti siano mantenuti fino all’ultimo giorno di servizio. Solo al termine di questa istruttoria finale viene stabilita la data esatta del primo accredito.

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