Il governo ha deciso di non prorogare Opzione donna nel 2026. Con la legge di Bilancio, infatti, non sono stati stanziati nuovi fondi per l’accesso a questo tipo di pensionamento anticipato. Tuttavia, alcune lavoratrici possono ancora richiederlo.
Chi può richiedere Opzione donna nel 2026
Come specificato dalla circolare INPS del 25 febbraio 2026, la manovra 2026 ha confermato la scadenza di Opzione donna al 31 dicembre 2025. Tuttavia, tale data deve intendersi come termine ultimo per la maturazione dei requisiti. Quindi, chi nel 2025 ha raggiunto età anagrafica e anzianità contributiva richiesti, può ancora accedere a questa modalità di uscita anticipata.
I requisiti
Opzione donna può essere richiesta da chi ha raggiunto, entro il 31 dicembre 2025, un’età di 61 anni e almeno 35 anni di contributi versati. In caso di figli, il requisito anagrafico scende a 60 anni (con un figlio) o a 59 anni (in presenza di due o più figli).
La possibilità di anticipare la pensione è però riservata alle lavoratrici svantaggiate. Tra queste figurano le caregiver, ovvero donne che l’anno scorso risultavano impegnate da almeno 6 mesi nell’assistenza del coniuge o di un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità. Si considerato tali anche in caso assistenza a un parente o un affine di secondo grado convivente, a condizione che i genitori o il coniuge della persona disabile abbiano superato i 70 anni, siano anch’essi affetti da patologie invalidanti oppure siano deceduti.
L’accesso alla misura è inoltre garantito alle lavoratrici alle quali sia stata riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per l’invalidità civile, in misura superiore o uguale al 74%. Infine, la normativa include le lavoratrici che nel 2025 sono state licenziate o erano dipendenti di imprese per le quali sia stato attivato un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale presso il ministero delle Imprese e del made in Italy.
Finestra mobile
Una volta raggiunti i requisiti, l’accesso a Opzione donna non è immediato. Bisogna infatti considerare la cosiddetta finestra mobile, ovvero il periodo di attesa tra la maturazione dei requisiti e la decorrenza effettiva del primo assegno, che ammonta a 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e a 18 mesi per le autonome. Mentre non esiste un termine ultimo perentorio per l’invio della domanda, poiché il diritto alla pensione, una volta maturato entro i termini stabiliti dalla legge, rimane cristallizzato nel tempo.
Come fare domanda
L’istanza di pensione può essere inviata utilizzando i i servizi telematici del portale INPS, al quale è possibile accedere tramite SPID, CIE o CNS. In alternativa, è possibile avvalersi dell’assistenza gratuita di un ente di patronato oppure chiamare il contact center dell’Istituto per farsi chiudere nella richiesta.
Quanto si perde
Scegliere questo percorso comporta l’accettazione del calcolo dell’assegno interamente con il sistema contributivo. Secondo le stime tecniche dell’INPS pubblicate nelle relazioni alle ultime leggi di bilancio, questo passaggio può determinare una riduzione dell’importo pensionistico compresa mediamente tra il 20% e il 30% rispetto a quanto si otterrebbe con il sistema misto.













Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it