Quando si parla di NASpI, l’attenzione va quasi sempre a importo e durata dell’indennità. In realtà, c’è un punto spesso sottovalutato che riguarda la copertura previdenziale. Il diritto alla pensione matura anche quando si percepisce la NASPI? Si chiama contribuzione figurativa ed è la copertura pensionistica che l’INPS riconosce mentre si percepisce la NASpI, con regole proprie, limiti precisi e conseguenze concrete sul futuro trattamento pensionistico.
Indice
Che cos’è la contribuzione figurativa
I contributi figurativi sono contributi accreditati senza onere a carico del lavoratore, riferiti a periodi in cui l’attività lavorativa si interrompe o si riduce, ma l’ordinamento decide comunque di garantire continuità previdenziale. In linea generale, questi periodi sono utili sia per maturare il diritto alla pensione sia per il calcolo della pensione.
L’accredito può avvenire a domanda per alcuni casi tipici quali servizio militare, maternità fuori rapporto, ecc., oppure d’ufficio, cioè automaticamente, quando si fruiscono determinate prestazioni. Tra queste, l’INPS include espressamente le indennità di disoccupazione e i periodi in ambito ASpI/NASpI. In pratica, durante la NASpI, il lavoratore non versa contributi, ma l’INPS riconosce comunque le settimane coperte ai fini previdenziali.
Come si calcola la contribuzione figurativa in NASpI
La disciplina del calcolo è nell’art. 12 del D.Lgs. 22/2015 che definisce la base di calcolo e il tetto massimo dell’importo. La contribuzione figurativa è correlata alla retribuzione presa a riferimento per la NASpI, quindi non dipende da quanto si incassa mese per mese dopo le riduzioni progressive dell’indennità, ma dalla retribuzione media di riferimento su cui si costruisce la prestazione.
Ed ecco il punto più delicato. La retribuzione virtuale su cui si accredita la contribuzione figurativa non può superare un limite pari a 1,4 volte l’importo massimo mensile NASpI dell’anno in corso. Questo significa che, oltre una certa soglia, chi aveva retribuzioni medio-alte non riceve copertura piena equivalente alla sua retribuzione reale, in quanto la copertura figurativa viene limitata al massimale di legge.
Facciamo un esempio. L’INPS ha indicato che l’importo massimo mensile NASpI per il 2026 è 1.584,70 euro. Il tetto della retribuzione figurativa diventa quindi:
- 1.584,70 × 1,4 = 2.218,58 euro (limite mensile di retribuzione figurativa utile ai fini dell’accredito).
Se la retribuzione media di riferimento fosse stata superiore, l’accredito figurativo si sarebbe fermato comunque a quel valore.
Le clausole di salvaguardia del diritto
L’art. 12 introduce anche un meccanismo importante, soprattutto per chi ha una quota di pensione calcolata con criteri retributivi o misti. Le retribuzioni figurative non vengono considerate nella determinazione della retribuzione pensionabile se risultano inferiori alla retribuzione media pensionabile calcolata senza di esse. In ogni caso, l’anzianità contributiva del periodo resta conteggiata.
Quindi, se la NASpI genera una retribuzione figurativa più bassa, rischiando di abbassare la media utile per alcune componenti della pensione, la norma tende a evitare questo effetto peggiorativo sulla media retributiva, pur mantenendo valido il periodo per l’anzianità contributiva.
Per chi ricade, anche parzialmente, nel sistema contributivo, il tema non è tanto la media retributiva, ma il montante. Se la retribuzione figurativa è limitata dal tetto, anche la valorizzazione contributiva di quel periodo può risultare più bassa rispetto a quella che si sarebbe avuta lavorando con una retribuzione più elevata. Questo è il motivo per cui la contribuzione figurativa in NASpI non è sempre una copertura piena.
Cosa cambia con la NASpI anticipata
Se si richiede la NASpI anticipata perché si intende aprire una partita IVA, la legge prevede che non non si abbia diritto alla contribuzione figurativa. L’anticipo può essere utilissimo per avviare l’attività, ma ha un costo previdenziale che, in ogni caso non lede il diritto alla pensione, per via dei contributi previdenziali versati dal titolare della partita IVA.













Giovanni Emmi
Dottore Commercialista