Modello 770, le novità 2026: cambia il quadro dichiarativo per i sostituti d’imposta

Il modello resta lo strumento principale per comunicare all'amministrazione finanziaria le ritenute operate

Adv

770 scadenza

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato i modelli definitivi per la presentazione del 770 2026. Le versioni finali confermano sostanzialmente le bozze circolate a partire da dicembre, ma con alcune novità per professionisti e imprese.

nordvpn

Come cambia il modello 770 nel 2026

Dal punto di vista della struttura, la principale novità del modello 770 di quest’anno riguarda il Quadro SX, dedicato al riepilogo dei crediti e delle compensazioni effettuate dai sostituti d’imposta. Nello specifico, è stato inserito un nuovo rigo per la gestione del credito derivante da somme riconosciute nel 2025 dal datore di lavoro e che non concorrono alla formazione del reddito. Si tratta cioè di tutti quei benefici economici previsti dalla legge di bilancio 2025 e non tassabili. Tra questi rientrano bonus e indennità specifiche e tutti gli importi che il datore di lavoro ha anticipato per conto dello Stato.

Di conseguenza, le imprese che a gennaio di quest’anno hanno emesso le certificazioni uniche (CU), indicando nel dettaglio quanto corrisposto a ogni singolo lavoratore durante l’anno precedente, nel nuovo modello 770 possono inserire quanto anticipato. Così le somme esenti diventano crediti.

blank business

Come e quando va presentato

L’Agenzia delle Entrate ha confermato che la scadenza ordinaria per la trasmissione telematica del 770 è fissata al 31 ottobre 2026. Il modello deve essere presentato per via telematica, direttamente dal sostituto d’imposta o tramite un intermediario abilitato, usando i servizi Entratel o Fisconline.

Prima devono però essere trasmesse anche le certificazioni uniche. Il termine ultimo per l’invio è stato fissato al 16 marzo 2026, mentre per le CU contenenti esclusivamente redditi esenti o non assoggettabili a ritenuta (come quelli dei regimi forfettari) coincide con quello del modello 770 (quindi il 31 ottobre). Questo adempimento permetterà al sistema di effettuare i controlli di coerenza automatizzati. I software infatti, grazie a un incrocio immediato dei dati, verificheranno che le ritenute dichiarate nel 770 corrispondano a quelle certificate nelle CU. In caso di discordanza, possono essere inviati avvisi bonari o richieste di chiarimenti all’impresa.

tot bonifici istantanei

Sanzioni per il ritardo

Il mancato rispetto della scadenza del 31 ottobre espone il datore di lavoro a specifiche sanzioni, graduate in base al ritardo. Nel dettaglio, entro 90 giorni la dichiarazione è considerata tardiva ma ancora valida. In questo caso è dovuta una sanzione minima pari a 250 euro. Tuttavia, in caso di ravvedimento operato, se rispettati questi termini, la sanzione è ridotta a 1/10 del minimo, ovvero 25 euro, purché si provveda al versamento immediato della stessa.

Superati i 90 giorni, la dichiarazione diventa omessa. In questo caso, le sanzioni diventano proporzionali e variano dal 120% al 240% delle ritenute non versate, con un minimo di 250 euro. Mentre se non sono dovute ritenute, la sanzione varia da 250 a 1.000 euro (che può raddoppiare per i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili).

Autore
Foto dell'autore

Redazione

Il team editoriale di Partitaiva.it

Siamo un team di giornalisti, consulenti, commercialisti e altri professionisti che ogni giorni si occupano di temi legati al lavoro, fisco, economia, previdenza e finanza.

Lascia un commento

Continua a leggere

Iscriviti alla Newsletter

Il meglio delle notizie di Partitaiva.it, per ricevere sempre le novità e i consigli su fisco, tasse, lavoro, economia, fintech e molto altro.

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.