In Italia i prezzi hanno ripreso a correre e hanno fatto salire l’inflazione all’1,8%. Tale dinamica, come conferma l’ISTAT, ha fatto aumentare anche il costo della vita, cresciuto dell’1,2% per famiglie e imprese. In determinati settori, però, l’incremento è stato maggiore. In particolare, costa ancora di più spostarsi e fare la spesa, con i prezzi dei trasporti e di molti prodotti alimentari aumentati dell’1,5%.
I dati sull’inflazione e i prezzi in Italia: cosa aumenta dal 1° gennaio 2026
A spingere l’aumento dei prezzi in Italia è stato soprattutto il comparto trasporti. In questo caso i costi sono aumentati del 2,6% su base annua e hanno registrato un balzo del 3,1% solo nel mese di dicembre, in occasione di spostamenti e viaggi legati al periodo delle vacanze natalizie. Il diesel, nello specifico, ha subito un incremento di circa 5 centesimi al litro.
I prezzi dei generi alimentari sono aumentati invece in media del 2,2%. A costare di più sono gli alimentari lavorati (+2,6%su base annua), ma anche gli alimentari non lavorati hanno registrato un – seppur breve – rialzo (+0,7% in un anno). Calano solo prezzi della frutta (-2,7%), non riuscendo tuttavia a compensare la spinta al rialzo generale.
Anche il settore dei tabacchi ha visto ritocchi verso l’alto, con aumenti medi di 10-15 centesimi a pacchetto.
Il confronto con l’Europa
Nonostante i rincari, il costo della vita in Italia sta salendo quasi alla metà della velocità rispetto alla media europea. Dagli ultimi dati pubblicati da Eurostat, infatti, mentre in Italia i prezzi medi sono cresciuti dell’1,2%, nell’Eurozona gli stessi hanno registrato un +2%. Tuttavia, a dicembre 2025, le direzioni si sono invertite, e in Europa l’inflazione ha iniziato a frenare (è scesa dal 2,1% al 2%), mentre nel nostro Paese ha fatto un piccolo scatto in avanti (salendo dall’1,1% all’1,2%).










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it