L’economia italiana inizia il 2026 con un segnale di distensione sul fronte del carovita. Secondo i dati diffusi dall’Istat, nel mese di gennaio 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) ha registrato un aumento del +1% su base annua. Si tratta di un rallentamento rispetto al +1,2% di dicembre, che porta l’inflazione al livello più basso registrato dal novembre 2024. Su base mensile, l’indice ha segnato un incremento contenuto del +0,4%.+3
I prodotti e servizi che costano di più e quelli che costano meno
La dinamica attuale è il risultato di due forze contrastanti. Da un lato, il forte calo dei beni energetici, che segnano una flessione del -6,2% rispetto a gennaio dello scorso anno. In particolare, chi è ancora nel mercato tutelato ha beneficiato di riduzioni drastiche: -10% per il gas e -10,4% per l’elettricità. Anche nel mercato libero la tendenza è simile, con il gas in calo del 12,2%.
Dall’altro lato, i servizi continuano a spingere l’indice verso l’alto con una crescita del +2,5%. A pesare sulle tasche degli italiani sono soprattutto i costi legati all’abitazione (affitti e spese condominiali), in aumento del +4,4%. Seguono i servizi ricreativi e culturali (+3%) e il settore della ristorazione e degli alloggi (+3,5%). I tabacchi aumentano del 3,3%.
Il carrello della spesa
Per le famiglie, la spesa quotidiana resta comunque più cara rispetto a un anno fa. Il carrello della spesa (che considera i beni alimentari, per la cura della casa e della persona) registra un aumento del +1,9%. Gli alimentari non lavorati, come carne e frutta, segnano i rincari più decisi con un +2,5%.
Un dettaglio interessante emerge dal confronto tra gli indici nazionali e quelli europei (IPCA). Mentre l’indice nazionale sale, l’indice armonizzato IPCA segna un calo mensile dell’1%. Questa differenza è dovuta esclusivamente all’avvio dei saldi invernali di abbigliamento e calzature, che l’indice europeo contabilizza come riduzione effettiva dei prezzi, a differenza del NIC.
Il nuovo paniere dei prezzi 2026: come gli italiani spendono i soldi
Con l’inizio dell’anno, l’ISTAT ha aggiornato la struttura dei prezzi del paniere per riflettere le reali abitudini di consumo delle famiglie. Di seguito, la ripartizione percentuale della spesa per le principali divisioni (indice NIC).
| Divisione di spesa | Peso nel paniere 2026 (%) |
| Prodotti alimentari e bevande analcoliche | 17,2256% |
| Trasporti | 15,454% |
| Servizi di ristorazione e servizi di alloggio | 12,1827% |
| Abitazione, acqua, elettricità e gas | 12% |
| Sanità | 8,1502% |
| Assistenza alla persona e servizi vari | 6,8933% |
| Arredamento e manutenzione casa | 6,7696% |
| Abbigliamento e calzature | 6,0192% |
| Ricreazione, sport e cultura | 5,8992% |
L’inflazione cosiddetta “di fondo”, ovvero quella depurata dalle componenti più volatili come energia e alimentari freschi, si attesta al +1,7%. Ad oggi, l’inflazione acquisita per l’intero 2026 (ovvero la crescita media che avremmo a fine anno se i prezzi restassero fermi ai livelli attuali) è pari al +0,4%.










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it