Aprire una partita IVA nel 2027: guida completa passo passo
Il regime forfettario non è automaticamente il più conveniente, i costi variano da un’attività all’altra e una pianificazione sbagliata all’inizio può pesare sui conti per anni.
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Il regime forfettario non è automaticamente il più conveniente, i costi variano da un’attività all’altra e una pianificazione sbagliata all’inizio può pesare sui conti per anni.
Il Consiglio dei ministri ha approvato la legge di Bilancio. Per chi si colloca fra le due soglie resta l’imposta sostitutiva al 15%, ma arrivano registri, liquidazioni periodiche e dichiarazione annuale.
Entro 90 giorni la dichiarazione è valida e la sanzione si riduce a venticinque euro; oltre, il ravvedimento è escluso in ogni caso.
Entro il 30 novembre si versa la seconda rata dell’acconto: IRPEF per chi è in regime ordinario, imposta sostitutiva per i forfettari. A differenza della rata di giugno, non si può rateizzare.
Il vantaggio fiscale resta consistente, ma dipende da chi siano i clienti. Per chi fattura a privati il conto può ribaltarsi.
Chi è obbligato e le opzioni per la compilazione: guida e differenze rispetto al 730 precompilato
Tetti all’incremento della proposta estesi anche ai punteggi ISA più bassi, nuove cause di salvaguardia e un ravvedimento riservato a chi rinnova. La metodologia di calcolo, invece, resta quella degli anni scorsi.
Una decisione da prendere entro il 2 novembre, anche se si pagherà nel 2027: la facoltà spetta solo a chi ha aderito al biennio 2024-2025 e lo rinnova. E per ogni annualità si versano almeno mille euro.
L’Agenzia delle Entrate integra le fatture per le quali ritiene dovuto il bollo. Chi non interviene entro sabato conferma quel calcolo, anche se errato.
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