Il ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha annunciato una nuova emissione di titoli di Stato a medio-lungo termine che potrebbe rappresentare un interessante strumento di parcheggio della liquidità a basso rischio: un nuovo BTP a 39 mesi. Si tratta di un’importante finestra di investimento per la gestione della liquidità di piccoli risparmiatori, professionisti e imprese.
Indice
Emissione BTP giugno 2026 a 39 mesi: il calendario delle aste
Per i professionisti e le imprese che intendono partecipare a questa emissione attraverso i propri intermediari finanziari, la procedura prevede un calendario con scadenze precise da rispettare per non perdere l’opportunità di sottoscrizione.
I risparmiatori e il pubblico hanno tempo fino al 10 giugno 2026 per manifestare il proprio interesse e prenotare i titoli, mentre la presentazione ufficiale delle domande per partecipare all’asta deve avvenire entro le ore 11 dell’11 giugno 2026. Per le eventuali domande destinate all’asta supplementare (riservata agli specialisti), il termine ultimo è fissato per le ore 15:30 del 12 giugno 2026. Il pagamento effettivo e l’addebito sul conto delle somme sottoscritte avverranno invece il 15 giugno 2026
| Operazione | Termine |
| Prenotazione da parte del pubblico | Entro il 10 giugno 2026 |
| Presentazione domande in asta | Entro le ore 11 dell’11 giugno 2026 |
| Presentazione domande asta supplementare | Entro le ore 15:30 del 12 giugno 2026 |
| Regolamento sottoscrizioni (addebito) | Il 15 giugno 2026 |
Per questa specifica operazione, lo Stato ha stabilito di raccogliere una cifra compresa tra un minimo di 3.500 milioni di euro e un massimo di 4.000 milioni di euro.
Caratteristiche del titolo: cedola e interessi
Il nuovo titolo offre una cedola nominale annua del 3% lordo, con interessi distribuiti ogni 6 mesi. L’interesse annuo viene cioè diviso a metà e l’investitore riceve una cedola pari all’1,5% lordo del capitale investito (calcolato sul valore nominale del titolo) precisamente il 15 marzo e il 15 settembre di ogni anno.
Nel caso specifico di questa emissione, poiché il BTP viene emesso e inizia a fruttare interessi il 15 giugno 2026, ma la prima data di pagamento ufficiale prevista dal calendario del titolo è il 15 settembre 2026, tra il 15 giugno e il 15 settembre non passano sei mesi interi, bensì solo tre mesi, pari esattamente a 92 giorni. Di conseguenza, lo Stato non può pagare un semestre intero (184 giorni) e l’importo della prima cedola viene riproporzionato nel tempo.
Essendo 92 giorni esattamente la metà di un semestre standard di 184 giorni, anche l’interesse pagato il 15 settembre 2026 sarà dimezzato rispetto a una cedola normale. Invece del classico 1,50% semestrale, l’investitore riceverà lo 0,750000% lordo. Dal pagamento successivo (15 marzo 2027) in poi, i flussi torneranno alla normalità .
Domanda attesa
Il Ministero ha deciso di annullare le altre aste di titoli a 7 e oltre 10 anni inizialmente previste per lo stesso giorno. Questa decisione, dovuta alla concomitanza con un’altra emissione destinata ai grandi investitori, concentrerà l’attenzione del mercato esclusivamente su questo titolo a breve medio termine, elemento che potrebbe generare una domanda particolarmente elevata.
Come acquistare i titoli
Il pubblico non può partecipare direttamente alle sessioni d’asta. Per acquistare i titoli è necessario prenotarli presso gli intermediari finanziari abilitati (come banche o uffici postali), i quali gestiscono le richieste per conto terzi tramite gli operatori qualificati.
Il collocamento avviene tramite il meccanismo dell’asta marginale. In questo tipo di procedura, non esiste un prezzo di vendita stabilito a priori, ma il valore finale del titolo e l’esatta quantità di emissione vengono decisi dal MEF alla fine delle consultazioni, muovendosi comunque all’interno delle cifre minime e massime già annunciate (da un minimo di 3.500 milioni di euro fino a un massimo di 4.000 milioni di euro).
L’importo minimo sottoscrivibile per questo investimento è fissato a 1.000 euro. Al momento della prenotazione, l’intermediario finanziario ha la facoltà di richiedere il versamento di un acconto sull’importo nominale come garanzia per il buon fine della sottoscrizione, ma non può applicare alcun onere o commissione di intermediazione sulle sottoscrizioni richieste dalla clientela. Ai soggetti abilitati viene infatti già riconosciuta dallo Stato una provvigione di collocamento pari allo 0,100% dell’ammontare sottoscritto.
Come funziona la clausola di salvaguardia
Per garantire stabilità e proteggere il mercato da anomalie, il ministero adotta inoltre un sistema di salvaguardia che permette di scartare automaticamente tutte quelle richieste che propongono prezzi considerati fuori mercato o non in linea con le attuali condizioni finanziarie, garantendo così un processo di collocamento equilibrato e sicuro.








Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it