Credito d’imposta ricerca e sviluppo: ecco come funziona

In cosa consiste il credito d’imposta ricerca e sviluppo? Ecco come si può ottenere in tempi rapidi e come funziona.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo: ecco come funziona
  • Il credito d’imposta ricerca e sviluppo è rivolto alle aziende che sostengono determinati tipi di spesa.
  • Per poter accedere al credito di imposta ricerca e sviluppo è necessario presentare le spese sostenute per la ricerca e lo sviluppo dell’azienda.
  • Per richiedere il credito di imposta si procede tramite dichiarazione dei redditi e una relazione specifica inerente i progetti dell’azienda.

A breve sarà attivo un credito d’imposta per ricerca e sviluppo dedicato alle imprese. Al momento è tutto pronto per poter richiedere questi sostegni: il Ministero dello Sviluppo Economico ha messo a disposizione il modello per effettuare la comunicazione dei dati.

Grazie a questo, i diretti interessati potranno venire in possesso di tutte le informazioni necessarie per poter usufruire delle agevolazioni previste da questa importante iniziativa. Bisogna tenere conto che per le imprese accedere a tali agevolazioni e al credito di imposta non sempre è un’operazione semplice, per cui è sicuramente necessario informarsi adeguatamente e anticipatamente, in base alle esigenze specifiche dell’azienda.

Il modello di comunicazione, che permetterà di ottenere il credito d’imposta per ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e innovazione estetica, dovrà essere firmato digitalmente dal rappresentante legale dell’impresa richiedente. Successivamente dovrà essere inviato tramite Pec alla mail: cirsid@pec.mise.gov.it.

Questa misura ha uno scopo molto importante: quello di sostenere la competitività delle imprese, promuovendo gli investimenti nello sviluppo, nella ricerca e nell’innovazione tecnologica. La misura incentiva anche eventuali investimenti nell’ambito del paradigma 4.0 e dell’economia circolare.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo: a chi si rivolge

Potranno usufruire del credito d’imposta ricerca e sviluppo tutte le imprese che siano residenti in Italia, comprese quelle che nel nostro paese abbiano un’organizzazione stabile, ma risultino come soggetti non residenti.

Potranno accedere all’iniziativa tutte le società: non importa quale natura giuridica abbiano scelto, e potranno fare richiesta del credito indipendentemente dal settore economico a cui appartengano, dalla dimensione, o dall’eventuale regime contabile che abbiano deciso di adottare.

Non potranno, comunque, accedere all’iniziativa le imprese che siano in stato di liquidazione volontaria, coatta amministrativa o in fallimento. 

Per poter beneficiare del credito d’imposta per ricerca e sviluppo le imprese devono rispettare la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, ma soprattutto dovranno essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali nei confronti dei propri lavoratori.

Quali attività sono ammesse al credito di imposta

Imprenditori e società potranno investire in attività di ricerca, anche industriale. Ma non solo: potranno puntare sullo sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico. Queste sono le attività principali per le quali potranno richiedere il credito d’imposta per ricerca e sviluppo.

Almeno fino al 31 dicembre 2022, sarà riconosciuto un credito di imposta del 20% della relativa base di calcolo, al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi, a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 4 milioni di euro

Per il periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2022, ma fino al 31 dicembre 2031, il credito sarà riconosciuto unicamente nella misura del 10%, per un tetto massimo di 5 milioni di euro.

I criteri per la corretta applicazione di tali definizioni sono dettati dall’art. 2 del decreto 26 maggio 2020 del Ministero dello Sviluppo Economico, tenendo conto dei principi generali e dei criteri contenuti nel Manuale di Frascati dell’OCSE.

Contributi per la ricerca

Credito d’imposta ricerca e sviluppo: le spese da sostenere

Capitolo molto importante è quello che riguarda le spese ammissibili, che danno la possibilità di ottenere il credito d’imposta per ricerca e sviluppo. Tra quelle che sono considerate ammissibili rientrano:

  • le spese relative al personale: si tratta delle spese per ricercatori e tecnici, indipendentemente dal tipo di rapporto di lavoro che è stato sottoscritto. Il personale deve essere stato impiegato direttamente nelle operazioni di ricerca e sviluppo;
  • canoni di locazione finanziaria, quote di ammortamento e spese relative all’acquisto di beni materiali mobili e di software. Questi acquisti devono essere stati utilizzati per completare i progetti di ricerca e sviluppo;
  • spese per contratti di ricerca;
  • quote di ammortamento per l’acquisto da terzi di privative industriali su un’invenzione industriale o biotecnologica;
  • costi per i servizi di consulenza relativi alle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta;
  • spese per materiali e forniture impiegate nei vari progetti di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta.

Come accedere alla misura

Per poter accedere al credito d’imposta, questo deve necessariamente essere indicato all’interno della dichiarazione dei redditi relativa al periodo contabile nel quale sono state sostenute queste spese. Lo stesso dovrà essere inserito nel corso degli anni successivi, fino a quando non ne verrà concluso l’utilizzo.

I diretti interessati hanno la possibilità di utilizzare il credito d’imposta per ricerca e sviluppo unicamente come compensazione: sarà possibile farlo dal periodo d’imposta successivo rispetto a quello nel quale sono state sostenute le spese.

Lo si dovrà fare presentando, attraverso i canali messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, l’apposito Modello F24. La base di calcolo del credito d’imposta deve essere assunta al netto delle altre sovvenzioni o dei contributi a fondo perduto per le imprese a qualunque titolo ricevuti per le stesse spese ammissibili.

Contributi ricerca e sviluppo

Come si calcola il credito di imposta

Il credito per ricerca e sviluppo viene potenziato in base all’effettiva spesa ammessa al sostegno. In particolare, la tabella sottostante riporta le informazioni principali sull’entità del credito.

InvestimentoCredito di impostaLimite massimo di spesa
Ricerca e sviluppo20% delle spese4 milioni di euro
Innovazione tecnologica10% delle spese2 milioni di euro
Innovazione tecnologica con innovazione digitale o transizione ecologica15% delle spese2 milioni di euro
Design o innovazione estetica10% delle spese2 milioni di euro

Documenti per chiedere il credito di imposta

Per poter accedere alla misura, la società deve essere in possesso di un’apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Nel caso in cui l’impresa non sia obbligata alla revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro.

Le aziende hanno, inoltre, l’obbligo di provvedere a redigere e conservare una relazione tecnica, che dovrà essere asseverata, dalla quale sia possibile evincere le finalità, i contenuti ed i risultati delle attività ammissibili alla misura, che sono state svolte per ogni singolo periodo d’imposta.

Questa relazione dovrà necessariamente essere redatta dal responsabile aziendale delle attività ammissibili. In alternativa l’incarico della sua redazione può essere assunto dal responsabile del singolo progetto o sotto progetto. La relazione dovrà essere controfirmata dal rappresentante legale dell’impresa.

Nel caso in cui l’attività sia stata commissionata ad un soggetto esterno, la relazione deve essere obbligatoriamente redatta e rilasciata direttamente da colui che ha eseguito direttamente la ricerca o lo studio.

Credito di imposta ricerca e sviluppo: quali sono i rischi

Anche se questo credito di imposta è particolarmente vantaggioso per le aziende che vi richiedono l’accesso, non sempre le procedure sono rapide e immediate. Per le imprese, chiedere l’accesso al credito di imposta può comportare, molto più spesso di quanto si pensi, ad alcuni problemi come: il dilungarsi delle tempistiche, l’incorrere in contestazioni, problemi tributari di diverso tipo.

Per le aziende può essere talvolta piuttosto complesso superare questi ostacoli, ma soprattutto conoscerli preventivamente. In particolare, vediamo qui quali sono le procedure che portano a problematiche più diffuse, per imprese innovative. Si tratta di procedure necessarie per muovere i primi passi per beneficiare degli incentivi, soprattutto per reperire alcune informazioni salienti:

  • creazione di dossier per le attività di ricerca e sviluppo;
  • timesheet sul lavoro svolto;
  • certificazione di un revisore legale;
  • assistenza per accertamenti effettuati dall’Agenzia delle Entrate;
  • eventuali contenziosi tributari.

La complessità di questi adempimenti, a cui inevitabilmente le imprese vanno incontro nel momento in cui decidono di avvalersi di questi benefici, può portare alla nascita di non pochi problemi. Questi rischi potrebbero disincentivare le aziende a chiedere i contributi, nonostante l’effettivo vantaggio.

Le verifiche fiscali sono talvolta complesse, per cui le aziende non sempre riescono a prepararsi adeguatamente nel caso di richiesta degli incentivi. Una volta compresi quali sono i rischi, come possono le aziende procedere comunque alla richiesta dei contributi, affrontando serenamente le eventuali problematiche, e controlli fiscali, che si presentano?

Al momento il consiglio migliore per un’impresa che si occupa di ricerca e sviluppo è quello di rivolgersi preventivamente ad un esperto che possa assisterla in materia tributaria, e che possa guidarla passo a passo nell’accesso al credito.

Quali aziende possono accedere al credito per ricerca e sviluppo?

Tutte le imprese presenti in Italia, indipendentemente dalla loro natura giuridica, che sostengono spese aziendali per la ricerca e lo sviluppo. Scopri come funziona il credito in questo articolo.

Quali spese sono coperte dal credito per ricerca e sviluppo?

Tra i costi coperti dal credito per ricerca e sviluppo ci sono quelli del personale qualificato impiegato, dei servizi di consulenza e le forniture necessarie per svolgere le ricerche.

Come chiedere il credito per ricerca e sviluppo?

Il credito per ricerca e sviluppo viene erogato in base alle spese per la ricerca e lo sviluppo sostenute dall’impresa, tramite dichiarazione dei redditi. Le aziende devono presentare una relazione tecnica che riporti tutte le informazioni relative alle attività di ricerca e sviluppo.

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Ho una laurea in materie letterarie, conseguita presso l'Università degli Studi di Torino. Ho iniziato ad occuparmi di Economia fin dal 2002, concentrandomi dapprima sul mercato immobiliare, sul fisco e i mutui, per poi allargare i miei interessi ai mercati emergenti ed ai rapporti Usa-Russia. Scrivo di attualità, fisco, tasse e tributi, diritto, economia e finanza.

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