Concorso MEF per funzionari e “superfunzionari” 2026, stipendi fino a 100 mila euro: come partecipare

Il ministero dell'Economia cerca esperti in spending review e analisi dei conti pubblici

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Con il nuovo concorso indetto dal ministero dell’Economia e Finanza (MEF) per 2026 si cercano figure con competenze avanzate in ambito economico, statistico e giuridico che saranno assunte a tempo indeterminato. Un’occasione per i profili di alta specializzazione: per partecipare alla selezione, infatti, è richiesta la laurea e, in alcuni casi, un’esperienza professionale specifica. Ecco come partecipare al concorso e quanto guadagnano le figure ricercate.

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Concorso MEF 2026, i posti a disposizione

Il concorso è finalizzato all’assunzione a tempo indeterminato di 294 unità di personale non dirigenziale, di cui 261 funzionari destinati ad attività di supporto tecnico-amministrativo e 33 esperti EP (di elevate professionalità), i cosiddetti “super-funzionari”, figure intermedie tra il quadro e il dirigente che dovranno coordinare team di analisi complessi.

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I requisiti e i titoli richiesti

Come per altre selezioni in corso, l’accesso è subordinato al possesso dei requisiti generali, quali: cittadinanza Italiana o di un altro Stato membro dell’Unione europea, maggiore età, idoneità fisica e godimento dei diritti civili e politici. Inoltre, bisogna non essere stati esclusi dall’elettorato attivo, né destituiti, dispensati o licenziati dalla pubblica amministrazione, oltre a non aver riportato condanne penali ostative che impediscono l’impiego nel servizio pubblico.

Profilo di funzionario

Per il profilo di funzionario è poi richiesto il possesso di una laurea (almeno triennale) in ambito economico-giuridico. In particolare sono ammessi i titoli nelle classi di Scienze dei servizi giuridici (L-14), Scienze dell’amministrazione (L-16), Economia e gestione aziendale (L-18), Scienze economiche (L-33) e Scienze politiche (L-36). Può partecipare anche chi possiede una laurea magistrale o un titolo del vecchio ordinamento equipollenti per legge.

Profilo EP

Per gli esperti EP, invece, è necessario aver conseguito una laurea magistrale (o titoli affini) in Giurisprudenza (LMG/01), Finanza (LM-16), Scienze dell’economia (LM-56) o Scienze delle pubbliche amministrazioni (LM-63). Inoltre, è obbligatorio aver maturato almeno 3 anni di esperienza lavorativa documentabile in funzioni specialistiche nel settore (sia in ambito pubblico che privato).

Valutazione dei titoli aggiuntivi

Il bando prevede l’attribuzione di un punteggio extra – fino a un massimo di 10 punti – per chi possiede qualifiche superiori. Il dottorato di ricerca vale +2,5 punti (se attinente al profilo del concorso), il diploma di specializzazione +2 punti, il master di II livello +1,5 punti. Con il master di I livello spettano invece +0,5 punti, mentre in caso di seconda laurea può essere riconosciuto punteggio extra variabile tra 0,25 e 1 punto, a seconda del voto conseguito e dell’attinenza con le materie oggetto del concorso.

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Quanto guadagnano i funzionari e i “superfunzionari” del MEF

Per i 33 esperti che rientreranno nell’area delle elevate professionalità (EP), la retribuzione complessiva può arrivare a 100.000 euro lordi annui. Allo stipendio previsto dal CCNL, circa 35.000 euro lordi annui, va aggiunta infatti la retribuzione di posizione (una quota variabile legata all’incarico ricoperto, tra 15.000 e 35.000 euro annui) e le indennità di risultato, previste dal MEF, e riconosciute al raggiungimento degli obiettivi di spending review.

Per i 261 funzionari, lo stipendio base è di circa 25.300 euro lordi annui (pari a circa 1.950 euro lordi al mese), a cui si somma l’indennità specifica di amministrazione, pari a circa 300-500 euro lordi mensili. In termini netti, un funzionario neoassunto percepisce mediamente tra i 1.800 e i 2.100 euro al mese, escluse eventuali ore di straordinario o premi di produttività annuali.

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Come e quando candidarsi

È possibile candidarsi al concorso, scegliendo il profilo di interesse, tramite il portale inPA, entro le ore 18 del 27 gennaio 2026. Per accedere e compilare la domanda è necessario identificarsi con SPID (almeno di livello 2), CIE o CNS.

La partecipazione richiede il versamento di una quota di 10 euro per ogni codice per cui ci si candida. Il pagamento avviene tramite il sistema PagoPA, integrato direttamente nella procedura di iscrizione. Senza la ricevuta telematica di pagamento, la domanda non è considerata valida.

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Prove d’esame concorso MEF 2026

Le prove d’esame sono due e consistono in un test scritto e un colloquio orale. Il test consiste in una serie di quesiti a risposta multipla da risolvere in un tempo predefinito. Le materie d’esame includono economia politica, contabilità pubblica, diritto amministrativo e costituzionale. Per i profili EP, i quesiti possono presentare un grado di complessità superiore, includendo casi pratici o scenari gestionali.

Chi supera lo scritto con il punteggio minimo richiesto (21/30) accede al colloquio orale. Questa fase serve a verificare la padronanza delle materie già affrontate nello scritto, ma anche a testare la conoscenza della lingua inglese, le capacità informatiche e di logica e problem solving.

Una volta terminate le prove, la commissione procede al conteggio dei punti legati al curriculum del candidato. La graduatoria finale è data dalla somma dei voti delle due prove e del punteggio dei titoli.

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