In asta il 12 marzo tre BTP a 3, 7 e 15 anni: rendimento e calendario

Per la sottoscrizione dei nuovi titoli sia i risparmiatori sia gli intermediari finanziari devono rispettare tempistiche e scadenze precise.

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Il ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha confermato l’emissione di tre buoni del tesoro (BTP) a medio e lungo termine. L’assegnazione dei titoli avviene attraverso il meccanismo dell’asta marginale, presso la Banca d’Italia. I BTP, essendo titoli a cedola fissa, pagano interessi semestrali posticipati. In questo caso, il guadagno per l’investitore è dato dalle cedole periodiche (gli interessi pagati dallo Stato) e lo scarto di emissione, ovvero la differenza tra il valore rimborsato alla scadenza e il prezzo di aggiudicazione in asta.

Asta BTP 12 marzo 2026: il calendario

Per i risparmiatori interessati all’acquisto dei nuovi titoli di Stato, la fase operativa è già nel pieno del suo svolgimento. La finestra per la sottoscrizione è aperta fino all’11 marzo 2026 e chiunque desideri partecipare può prenotare la quota desiderata attraverso il proprio sportello bancario di riferimento o utilizzando le funzioni dedicate nei sistemi di home banking. Si tratta di una fase di prenotazione, necessaria affinché la banca possa aggregare tutte le richieste dei propri clienti.

Il giorno seguente, il 12 marzo, entro le ore 11, si svolge l’asta principale rivolta agli operatori abilitati, che possono inviare le loro domande alla Banca d’Italia per aggiudicarsi i titoli messi in offerta. Chi prende parte a quest’asta può poi accedere, il 13 marzo 2026 entro le ore 15.30, alla finestra supplementare. Il 16 marzo 2026 è invece il giorno del regolamento, ovvero la data in cui avviene l’effettivo addebito del denaro e la consegna dei titoli ai sottoscrittori.

BTP marzo: titoli disponibili, scadenze e rendimenti

In questa sessione sono stati messi a disposizione tre diversi strumenti finanziari, cui importo minimo sottoscrivibile per il pubblico è di 1.000 euro. Per chi guarda al medio periodo, sono disponibili due BTP, a 3 e 7 anni, che scadranno rispettivamente il 15 marzo 2029 e il 15 marzo 2033. I titoli garantiscono una cedola annuale fissa del 2,40% (nel caso dei BTP a 3 anni) e del 3,15% (nel caso dei BTP a 7 anni), che viene distribuita attraverso pagamenti semestrali. Chi preferisce invece un orizzonte temporale più lungo può orientarsi sul BTP a 15 anni, la cui scadenza è fissata al 1° marzo 2038. Trattandosi di un impegno più duraturo, la cedola annuale offerta è superiore e pari al 3,25%.

I costi di sottoscrizione

Il MEF ha stabilito che gli intermediari finanziari non possono applicare onere di intermediazione sulla clientela per queste operazioni. Il risparmiatore pagherà quindi il prezzo stabilito durante l’asta, che potrebbe essere pari, superiore o inferiore a 100 (il valore nominale), più l’eventuale costo delle commissioni.

Il MEF riconosce agli operatori una percentuale sull’importo nominale sottoscritto nelle aste ordinarie, pari allo 0,1% per il BTP a 3 anni, allo 0,15% per il BTP a 7 anni e allo 0,2% per quelli a 15 anni. Tuttavia, sebbene non vi siano commissioni, l’esborso totale al momento del regolamento (fissato per il 16 marzo 2026) comprende, oltre al prezzo di aggiudicazione, i dietimi d’interesse. Questi rappresentano la quota di interessi che il titolo ha già maturato prima ancora che l’investitore lo riceva materialmente nel proprio portafoglio. Poiché i titoli producono interessi ogni giorno, chi li acquista deve riconoscere allo Stato la parte di guadagno accumulata tra l’ultima data di pagamento della cedola e il giorno in cui avviene l’acquisto effettivo (data di regolamento).

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