Bonus per aprire partita IVA nel 2026: guida completa per professionisti e MPMI

Guida completa agli incentivi 2026 per nuovi autonomi: dal regime forfettario al 5% ai contributi a fondo perduto di Smart&Start, Resto al Sud e i nuovi bonus per la transizione digitale.

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Il 2026 si conferma un anno strategico per chi decide di intraprendere la strada del lavoro autonomo. Grazie alle conferme legislative e ai nuovi stanziamenti legati alla transizione digitale, chi decide di mettersi in proprio oggi gode di un ecosistema di supporto mirato ad abbattere i costi di avvio e la pressione fiscale dei primi anni. Ecco tutte le misure disponibili per i nuovi liberi professionisti che scelgono di aprire partita IVA nel 2026.

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Il regime forfettario con aliquota al 5%

Il pilastro fondamentale per chi avvia una nuova attività quest’anno resta il regime forfettario. Se vengono rispettati i requisiti di novità (non aver svolto attività d’impresa nei tre anni precedenti), l’imposta sostitutiva — la cosiddetta flat tax — è fissata ad appena il 5% per i primi cinque anni. La soglia massima di ricavi è confermata a 85.000 euro. Oltre al risparmio fiscale, questo regime elimina l’obbligo di applicare l’IVA in fattura e semplifica drasticamente la contabilità.

Regime forfettario, quanto si risparmia?

Per comprendere il vantaggio reale, basta confrontare il guadagno netto di un consulente con un fatturato di 30.000 euro tra regime forfettario in startup (5%) e il regime ordinario (IRPEF).

Voce di spesaRegime forfettario (5%)Regime ordinario (IRPEF)
Imposte (tasse)865,80 euro4.255 euro
Contributi INPS6.084 euro6.500 euro
Guadagno netto dinale23.050,20 euro19.245 euro

Scegliendo il forfettario agevolato, dunque, il professionista ricava circa 3.805 euro in più all’anno, oltre a risparmiare sui costi di gestione del commercialista.

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Lo sconto contributivo INPS del 50%

Per i nuovi autonomi iscritti alla gestione INPS artigiani e commercianti che aderiscono al regime forfettario, è possibile richiedere una riduzione del 50% sulla contribuzione complessiva. Questa agevolazione si applica sia sul minimale fisso che sulle quote eccedenti il minimale, garantendo una boccata d’ossigeno cruciale per la liquidità durante la fase di lancio del business.

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Start&Start Italia per startup innovative

Promosso dal ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e gestito da Invitalia, l’incentivo Smart&Start Italia è lo strumento principale per sostenere la nascita e il consolidamento di startup innovative ad alto valore tecnologico. La misura si rivolge a piccole imprese costituite da non più di 60 mesi (5 anni) e regolarmente iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese. È inoltre accessibile a team di persone fisiche che intendano costituire una società entro 30 giorni dall’eventuale approvazione.

Modalità di accesso e agevolazioni

Il bando opera con una procedura a sportello: le domande vengono valutate in ordine cronologico di arrivo entro 60 giorni, senza scadenze prefissate o graduatorie, fino a esaurimento fondi. Le agevolazioni prevedono un finanziamento a tasso zero, senza richiesta di garanzie reali, a copertura dell’80% delle spese ammissibili (comprese tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro).

Premialità e fondo perduto

L’intensità dell’aiuto può essere elevata secondo criteri specifici:

  • la copertura al 90% è riservata a startup composte interamente da donne, da giovani under 36, oppure che includano nel team almeno un dottore di ricerca (italiano o straniero) impegnato stabilmente all’estero e intenzionato a rientrare in Italia;
  • il contributo a fondo perduto è previsto per le iniziative localizzate nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia, in una quota pari al 30% del mutuo concesso, riducendo sensibilmente la quota di capitale da rimborsare.
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Finanziamenti Resto al Sud e Autoimpiego Centro-Nord

Per i residenti nelle regioni del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia, Abruzzo e Molise) e nelle aree del cratere sismico, l’incentivo Resto al Sud offre una copertura delle spese di avvio fino al 100%. Il finanziamento è composto per il 50% da un contributo a fondo perduto e per il restante 50% da un prestito a tasso zero garantito dallo Stato.

Autoimpiego Centro-Nord, invece, coinvolge Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche. E prevede un voucher a fondo perduto fino a un importo di 30.000 euro (elevabile a 40.000 euro), un contributo del 65% a fondo perduto per programmi di investimento che hanno un importo massimo di 120.000 euro e un contributo del 60% a fondo perduto per programmi di investimento con importo compreso tra 120.000 euro e 200.000 euro.

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ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero

Rivolto a giovani tra i 18 e i 35 anni e alle donne di tutte le età, questo bando gestito da Invitalia sostiene la creazione di micro e piccole imprese. Prevede una quota di finanziamento agevolato e una a fondo perduto per coprire investimenti in macchinari, software e capitale circolante, con una particolare attenzione ai progetti legati alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica.

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Bonus Transizione e voucher digitali

Nell’ambito del piano Transizione 5.0, le nuove partite IVA possono accedere a crediti d’imposta e voucher per l’acquisto di dotazioni tecnologiche. Questi incentivi coprono spese per hardware, software di gestione, strumenti di cybersecurity e consulenze per la digitalizzazione dei processi aziendali, permettendo anche alle ditte individuali di partire con dotazioni tecnologiche all’avanguardia.

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Incentivi per l’impresa culturale e creativa nel Mezzogiorno: Cultura Cresce

Per i nuovi professionisti e le imprese che operano nelle filiere culturali e creative (anche non profit) in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, è attiva la misura Cultura Cresce. Promosso dal Ministero della Cultura e gestito da Invitalia, l’incentivo mira a consolidare il tessuto imprenditoriale artistico e creativo del Sud Italia attraverso un mix di agevolazioni finanziarie e servizi di accompagnamento.

Chi può accedere al bando

La misura è articolata in diverse linee di intervento per rispondere a specifiche esigenze:

  • nuove imprese (capo B), ovvero team di persone fisiche che intendono costituire una società o startup già costituite da non oltre 5 anni;
  • terzo settore (capo C), cioè imprese sociali, associazioni, fondazioni e soggetti del terzo settore costituiti da almeno 2 anni che svolgono attività economica in ambito culturale;
  • imprese consolidate (capo A) micro, piccole e media attive da oltre 5 anni che puntano a innovare o espandere i propri servizi.

Le agevolazioni previste

L’aiuto può coprire fino all’80% delle spese ammissibili (elevabile in caso di premialità per giovani o donne), con progetti che possono raggiungere un valore massimo di 500.000 euro per il terzo settore e fino a 2,5 milioni di euro per le imprese. Le agevolazioni comprendono:

  • contributo a fondo perduto, fino al 40% delle spese per il terzo settore (capo C) e fino al 30% per le imprese (capi A e B);
  • finanziamento a tasso zero, un mutuo agevolato della durata massima di 10 anni a copertura della restante quota finanziabile;
  • servizi di tutoring, un supporto tecnico-gestionale specialistico (del valore massimo di 10.000 euro) per accompagnare il beneficiario nelle fasi di avvio e gestione del progetto.

Ambiti di intervento e spese ammissibili

Il bando finanzia l’introduzione di prodotti o servizi innovativi, la digitalizzazione del patrimonio, la produzione e diffusione di attività culturali, nonché la gestione e valorizzazione di beni architettonici e prodotti dell’artigianato tipico. Sono ammissibili spese per l’acquisto di impianti, macchinari, software, brevetti, opere murarie (entro il 20% dell’investimento) e costi per il capitale circolante (materie prime, utenze, affitti) fino al 20% del piano di spesa complessivo.

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Più Impresa ISMEA in agricoltura: incentivi per il ricambio generazionale e l’imprenditoria femminile

L’istituto ISMEA ha attivato la misura Più Impresa, un pacchetto di agevolazioni volto a favorire il subentro e lo sviluppo di nuove attività agricole. L’iniziativa è rivolta specificamente ai giovani under 41 e alle donne (senza limiti di età) che intendono insediarsi o che hanno assunto la conduzione di una MPMI agricola da meno di sei mesi.

Scadenze e come partecipare

Si tratta di un’opportunità a tempo: i termini per la presentazione delle domande sono aperti e la scadenza è fissata improrogabilmente per il 27 febbraio 2026. Le istanze devono essere inviate telematicamente attraverso il portale dedicato di ISMEA.

Dettagli del finanziamento e fondo perduto

L’agevolazione è particolarmente vantaggiosa poiché combina due diverse forme di sostegno, coprendo complessivamente fino al 95% delle spese ammissibili (il cui tetto massimo è fissato a 1,5 milioni di euro):

  • contributo a fondo perduto fino al 35% dei costi sostenuti per l’investimento;
  • mutuo agevolato a tasso zero per una quota fino al 60% della spesa ammissibile, con una durata che può estendersi fino a 15 anni (inclusi i periodi di preammortamento).

Cosa finanzia il bando

Il bando sostiene progetti di ammodernamento, potenziamento o riconversione aziendale. Tra le spese ammissibili rientrano: l’acquisto di terreni agricoli (entro il limite del 10% dell’investimento totale); la realizzazione di opere murarie e miglioramenti fondiari; l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuove di fabbrica; i servizi di progettazione e consulenza specialistica.

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