Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti Contabili: tempo di appianare le differenze?

Un vecchio retaggio prevede che dottori commercialisti ed esperti contabili restino distinti nella forma. Ma al lato pratico, quali sono le differenze? Ha ancora senso questa distinzione?

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commercialisti esperti contabili

Ci conoscono tutti così: i commercialisti. Invece il nostro è “Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili”.

Se provassimo a spiegare a qualcuno la differenza tra dottori commercialisti ed esperti contabili che non sia del settore, non penso capirebbe mai la differenza.

In effetti, però, c’è una sfumatura diversa di attribuzioni della legge per le competenze. I dottori commercialisti ne hanno di più degli esperti contabili, che ne hanno qualcuno in meno.

Vediamo nel dettaglio.

Commercialisti ed esperti contabili: dove nasce la distinzione?

L’intenzione era quella di differenziare le due figure che seguono un percorso di studi diverso:

  • i dottori commercialisti hanno la laurea magistrale;
  • gli esperti contabili la laurea breve.

Un retaggio della vecchia distinzione tra ragionieri e dottori commercialisti, che evidenzia ferite ancora non rimarginate, della battaglia sul nome del commercialista.

Una contesa, quella sul nome, che è stata messa a tacere con l’Unione dei due albi, che ha dato ai ragionieri in un colpo solo non solo il titolo di commercialista, ma anche quello di Dottore, a prescindere dal conseguimento della laurea.

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E adesso? A cosa serve questa distinzione?

Probabilmente a nulla, solo a creare una confusione nel pubblico. Questo non aiuta a legittimare una professione che, negli ultimi anni, è stata sotto attacco del mercato e dello stato.

Tutti ci chiamano commercialisti, anche noi ci definiamo commercialisti. Forse è venuto il momento di far cadere gli orpelli e andare dritti alla sostanza.

Perché a prescindere dalle attribuzioni specifiche, svolgiamo tutti lo stesso lavoro: dottori commercialisti, ragionieri e esperti contabili.

In un periodo storico in cui la comunicazione è fondamentale, il nome rappresenta una chiave per costruire un progetto riconoscibile dal mercato ed apprezzabile per i contenuti, non per la pomposità della definizione.

Anche la scelta di evidenziare questa distinzione tra gli iscritti alla sezione A e gli iscritti alla sezione B non riveste una necessità pratica. In effetti potremmo definirci tutti commercialisti, salvo poi all’interno specificare la sezione e, in conseguenza, le attribuzioni previste dalla legge.

Oggi nel sito istituzionale dell’Ordine professionale campeggia la descrizione “Consiglio nazionale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili”. Il dominio è “commercialisti.it”, anche sul web il contrasto tra le due filosofie è evidente.

Da un lato la semplicità, la riconoscibilità, l’Unione e la forza del nome “commercialisti”, che racchiude l’essenza di una professione che deve tornare a essere importante.

Dall’altra una definizione difficile da ricordare e da inquadrare per l’utente.

Mai sentito un cliente dire “il dottore commercialista” e neanche l’“esperto contabile”, ma semplicemente il “commercialista”!

Autore
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Giovanni Emmi

Dottore Commercialista

Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

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