Guerra Medio Oriente e crisi energetica, aumentano bollette e carburanti in Italia: di quanto e la risposta dell’UE

Nonostante l’Europa abbia rafforzato le proprie difese negli ultimi anni, la rapidità con cui i mercati globali reagiscono alle tensioni geopolitiche sta già spingendo al rialzo le quotazioni delle materie prime.

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Misure UE prezzi in aumento luce, gas, carburanti

L’instabilità in Medio Oriente torna a scuotere i mercati dell’energia, sollevando timori per una nuova ondata di aumenti dei prezzi di luce, gas e carburanti. Il Commissario europeo all’Energia, Dan Jorgensen, ha fatto il punto della situazione a Bruxelles il 16 marzo 2026, spiegando che oggi il problema non è l’approvvigionamento delle materie prime, ma il loro prezzo.

L’ufficio studi della CGIA di Mestre stima un rincaro delle bollette di gas ed elettricità per le famiglie di 9,3 miliardi di euro. Gli aumenti più alti potrebbero toccare alle grandi città come Roma, Milano e Napoli.

Aumento prezzi luce, gas e carburanti: la risposta dell’UE

Secondo Dan Jorgensen, grazie alla diversificazione delle fonti, l’Unione europea non dipenderebbe dai flussi diretti provenienti dalle aree di crisi. Nessun pericolo sugli approvvigionamenti, dunque, ma sui prezzi, che finiscono per pesare sulle bollette delle famiglie e sui costi di gestione delle imprese.

“Siamo consapevoli che la situazione può aggravarsi ulteriormente”, ha dichiarato Jorgensen, precisando che l’Unione non si limiterà a osservare l’andamento dei grafici. La Commissione UE sarebbe pronta infatti a mettere in campo misure a breve termine per sostenere gli Stati membri e attutire l’impatto economico di questa nuova fiammata dei prezzi. Tra le opzioni al vaglio delle istituzioni europee figurano azioni congiunte per ridurre la speculazione e stabilizzare le tariffe energetiche all’ingrosso, ma anche strumenti per calmierare i prezzi dei carburanti. Inoltre, si sta valutando la possibilità di riconoscere una maggiore flessibilità ai governi nell’intervenire su tasse e oneri di sistema per ridurre i costi a livello nazionale. L’Italia, per esempio, potrebbe agire con maggiore autonomia sulle accise.

La situazione in Italia: gli aumenti previsti su bollette e carburanti

Intanto in Italia la vera emergenza riguarda i distributori. Come sottolineato dalla CGIA di Mestre, “i combustibili fossili hanno mostrato forti tensioni: il prezzo del petrolio è salito del 45,8 per cento, mentre il gas ha registrato una crescita più significativa, pari al 62 per cento. In entrambi i casi gli incrementi di queste ultime due settimane sono stati superiori a quelli verificatesi dopo l’invasione russa all’Ucraina”. 

Secondo le ultime rilevazioni del MIMIT, il prezzo medio nazionale del diesel ha superato la soglia critica dei 2 euro al litro sulla rete stradale, arrivando a punte di 2,13 euro in autostrada. La benzina si attesta invece stabilmente sopra quota 1,84 euro. L’ipotesi di un taglio lineare delle accise, simile a quello adottato in passato, sembra al momento accantonata dal governo per ragioni di bilancio. Tuttavia, le associazioni dei consumatori, che stimano un aggravio annuo di circa 415 euro a famiglia per i soli rifornimenti, continuano a chiedere un intervento all’esecutivo Meloni.

Per quanto riguarda le bollette, Nomisma Energia ha stimato che le famiglie italiane potrebbero subire un aumento medio di 350 euro l’anno. L’Ufficio studi della CGIA Mestre, infatti, ha suggerito un rincaro complessivo di 9,3 miliardi di euro, calcolato su 26,7 milioni di famiglie. Tra caro carburante e caro bollette, il potere d’acquisto delle famiglie potrebbe scendere in modo significativo.

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