Aprire una scuola guida: procedura, requisiti e costi

Per aprire una scuola guida bisogna rispettare alcuni requisiti professionali, morali e persino territoriali. Scopri nella guida come aprire una scuola guida e quanto costa.

di Ilenia Albanese

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  • Per aprire una scuola guida è necessario rispettare alcuni requisiti personali e morali oltre ai requisiti territoriali.
  • È obbligatorio aprire la partita IVA con il codice Ateco 85.53.00: “Attività delle scuole guida – Autoscuole, scuole di pilotaggio e nautiche”.
  • Gli istruttori della scuola guida devono essere riconosciuti dal Ministero dei Trasporti e aver ottenuto la licenza per insegnare dopo aver superato un esame.

La macchina è un mezzo a volte indispensabile, perché permette di raggiungere il posto di lavoro, la scuola, ma anche destinazioni ancora più lontane da casa. Per guidare è necessario avere la patente, e poiché è un documento molto richiesto, aprire una scuola guida può rappresentare un’ottima idea di business.

Aprire una scuola guida, però, non è così semplice, perché è necessario essere in possesso dei requisiti previsti dalla legge e, soprattutto, disporre di un capitale tale da riuscire a far fronte ai costi necessari per avviare l’attività.

È poi obbligatorio anche aprire la partita IVA, proprio come per qualsiasi altro tipo di attività, e gestire tutti gli aspetti fiscali e burocratici che ne derivano. In questa guida vedremo quali sono tutti i passaggi da seguire, i requisiti previsti e i costi necessari per aprire una scuola guida in Italia.

Cos’è una scuola guida

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La scuola guida, anche detta autoscuola, è un istituto dedicato all’educazione stradale, che prepara i frequentanti al superamento delle prove teoriche e pratiche per il conseguimento della patente, di ogni categoria.

Le scuole guida devono dotarsi di istruttori regolarmente riconosciuti dal Ministero dei Trasporti, che hanno ottenuto la licenza per insegnare in seguito al superamento di un esame.

Le autoscuole devono offrire anche il servizio di rinnovo e di revisione della patente, e possono anche erogare la formazione per acquisire le abilitazioni CQC, CFP-ADR e CAP A/B oltre ai corsi per i rinnovi dei certificati di insegnanti e istruttori. Si possono anche tenere lezioni su altre attività di formazione legata alle attività dell’educazione stradale.

Aprire una scuola guida: la procedura

Per aprire la scuola guida, il titolare deve prima di tutto accertarsi di possedere tutti i requisiti professionali e morali che vedremo di seguito. Occorre, quindi, seguire la seguente procedura:

  • ottenere le necessarie autorizzazioni e certificazioni;
  • dotarsi dei veicoli previsti dalla legge;
  • aprire la partita IVA;
  • comunicare l’inizio dell’attività con la SCIA;
  • aprire le posizioni INPS e INAIL per i dipendenti.

Approfondiamo adesso il discorso dei veicoli di cui deve dotarsi la scuola guida per poter essere a norma.

Veicoli di cui deve disporre la scuola guida

La legge impone che il titolare abbia una capacità finanziaria certificata .

A questa poi si aggiunge la capacità di disporre dei mezzi e dei luoghi idonei all’insegnamento. Il numero di veicoli previsti per la scuola guida cambia in base al fatto che il titolare faccia o meno parte di un consorzio o apre una scuola guida in proprio.

Le scuole guida che fanno parte di un consorzio devono possedere almeno un veicolo a motore per la patente di categoria B a 4 ruote, che deve poter raggiungere la velocità di almeno 100 km/h.

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Invece, per le scuole guida “in proprio”, oltre all’auto occorre disporre di:

  • motociclo di cilindrata superiore a 120 cc che raggiunge una velocità di almeno 100 km/h;
  • veicolo a motore della categoria C con una massa massima di almeno 10.000 kg, lunghezza di almeno 7 metri che raggiunge la velocità di 80 km/h;
  • veicolo della categoria D con lunghezza di almeno 9 metri che deve poter raggiungere la velocità di almeno 80 km/h;
  • autoarticolato con una massa massima di almeno 18.000 kg, lunghezza di almeno 12 m che raggiunga la velocità di almeno 80 km/h, oppure un autobus con rimorchio di 4 metri oppure ancora un complesso costituito da un veicolo di categoria C e da un rimorchio con lunghezza di almeno 4 m, con massa massima di almeno 18.000 kg e lunghezza di 12 metri che deve poter raggiungere la velocità di 80 km/h.

Cosa serve per aprire una scuola guida

Secondo la normativa, quindi, è previsto l’obbligo di possedere:

  • una capacità finanziaria certificata.

Tuttavia, la legge n. 30 10 gennaio 2014 stabilisce, tra gli altri requisiti e obblighi, che le nuove autorizzazioni all’esercizio dell’attività di autoscuola possono essere rilasciate se si rispettano i requisiti territoriali. Vale a dire che:

  • nel Comune non c’è più di una scuola guida ogni 15.000 abitanti residenti;
  • la scuola guida già operante è a 10 chilometri di distanza, per i Comuni che abbiano almeno 8.000 abitanti,

Bisogna, poi, verificare il possesso dei requisiti morali e professionali del titolare. Infatti, secondo la normativa vigente, l’autoscuola deve avere in alternativa:

  • uno o più insegnati di teoria e istruttori di guida;
  • uno o più soggetti abilitati che svolgano entrambe le mansioni.

Vediamo qui di seguito quali sono i requisiti per il titolare, il personale e gli istruttori.

1. I requisiti del titolare della scuola guida

Oltre ai requisiti morali, il titolare della scuola guida deve presentare i seguenti requisiti:

  • avere almeno 21 anni di età, buona condotta, la proprietà e gestione diretta dell’esercizio e deve essere in possesso di adeguata capacità finanziaria;
  • aver ottenuto diploma di istruzione di secondo grado;
  • avere l’abilitazione all’insegnamento di teoria e guida con almeno 2 anni di esperienza negli ultimi 5 anni.

Per ottenere l’abilitazione sono previsti corsi tenuti da altre autoscuole, Centri di formazione o da soggetti accreditati da Regioni e Province.

2. I requisiti del personale della scuola guida

Anche gli insegnanti di teoria delle autoscuole devono rispettare alcuni requisiti, che sono i seguenti:

  • età non inferiore ai 18 anni;
  • diploma di maturità quinquennale;
  • non essere stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza e non essere stato sottoposto a misure amministrative di sicurezza personale o di prevenzione;
  • patente di guida della categoria B, normale e speciale;
  • aver superato un esame teorico presso una delle sedi Provinciali italiane a seguito della frequentazione di un corso di 145 ore.

3. I requisiti degli istruttori di guida

Invece, per quanto riguarda gli istruttori di guida devono avere i seguenti requisiti:

  • età non inferiore ai 21 anni;
  • diploma di maturità quinquennale;
  • non essere stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza e non essere stato sottoposto a misure amministrative di sicurezza personale o di prevenzione;
  • aver superato un esame teorico e pratico presso una delle sedi Provinciali italiane a seguito della frequentazione di un corso propedeutico.
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Devono, inoltre, avere la patente di guida che comprenda:

  • le categorie A, B, C+E e D, ad esclusione delle categorie speciali, per gli istruttori che svolgono esercitazioni per il conseguimento delle abilitazioni necessarie per la guida di tutti i veicoli a motore e rimorchi, e per la loro revisione;
  • le categorie B, C+E e D, ad esclusione delle categorie speciali, per gli istruttori che svolgono esercitazioni per il conseguimento delle abilitazioni necessarie per la guida di tutti i veicoli a motore e rimorchi, ad eccezione dei ciclomotori e dei motocicli, e per la loro revisione;
  • almeno le categorie B speciale, C speciale e D speciale, per gli istruttori che devono presentare la dichiarazione di inizio attività di un’autoscuola.

Aprire una scuola guida: i costi

Per aprire una scuola guida è necessario effettuare un importante investimento che permetta di sostenere i costi. Tra i principali costi vi sono:

  • acquisto degli spazi da destinare all’esercizio dell’attività;
  • acquisto dei veicoli previsti dalla normativa;
  • spese per utenze;
  • spese burocratiche;
  • spese per il personale.

In genere, per avviare una scuola guida i costi totali si aggirano intorno ai 35mila euro.

Aprire una scuola guida: la partita IVA

Per aprire una scuola guida, come abbiamo anticipato, è obbligatorio aprire la partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate. Il codice Ateco da indicare per l’apertura della partita IVA è il seguente:

  • codice Ateco 85.53.00: “Attività delle scuole guida – Autoscuole, scuole di pilotaggio e nautiche”.

La scuola può essere istituita come società e per la sua apertura il titolare deve presentare all’ufficio provinciale di riferimento la Segnalazione Certificata di Inizio Attività.

L’apertura della partita IVA può essere fatta online o presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate presentando gli appositi modelli disponibili sul sito ufficiale dell’Agenzia.

L’attività deve, inoltre, essere iscritta al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di competenza. La data di inizio attività da dichiarare nella denuncia al Registro imprese/REA deve essere uguale o successiva alla data di avvenuta presentazione della SCIA.

Aprire una scuola guida – Domande frequenti

Quanti soldi ci vogliono per aprire una scuola guida?

Per aprire una scuola guida bisogna aprire una Partita Iva e presentare all’ufficio provinciale di riferimento la Segnalazione Certificata di inizio attività. Occorre un investimento iniziale di almeno 35mila euro per sostenere i costi previsti.

Chi può aprire una scuola guida?

I titolari della scuola guida devono necessariamente aver compiuto la 21 età, aver conseguito la patente B e il diploma di scuola media superiore. Devono, inoltre, rispettare i requisiti morali previsti dalla legge.

Cosa serve per aprire una scuola guida?

Per aprire una scuola guida serve aprire la partita IVA, inviare la SCIA al Comune e verificare il rispetto dei requisiti previsti dalla legge.

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Ilenia Albanese

Esperta di finanza personale e lavoro digitale

Copywriter specializzata nel settore della finanza personale, con esperienza pluriennale nella creazione di contenuti per aiutare i consumatori e i risparmiatori a gestire le proprie finanze.

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