Bando Nuova impresa Lombardia 2026, fino a 10 mila euro a fondo perduto per professionisti e autonomi: le domande

Il contributo copre il 50% delle spese per computer, arredi, software e consulenze di avvio. I forfettari possono rendicontare anche l’IVA, ma le spese vanno sostenute entro il 31 dicembre.

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I professionisti e i lavoratori autonomi che hanno aperto da poco una partita IVA in Lombardia e hanno sostenuto spese per acquistare un computer, attrezzare uno studio o dotarsi di software professionali possono ottenere un contributo a fondo perduto fino a 10.000 euro.

L’opportunità arriva dal bando Nuova impresa Lombardia 2026, che nonostante il nome riconosce il beneficio anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che esercitano individualmente, senza essere iscritti al Registro delle imprese. Con la deliberazione del 28 settembre 2026 la Regione ha rifinanziato la misura con ulteriori 3,84 milioni di euro.

Il contributo è accessibile anche a chi applica il regime forfettario e per questa categoria esiste un vantaggio specifico legato al trattamento dell’IVA.

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Quali professionisti possono accedere al contributo

Il bando distingue i lavoratori autonomi che esercitano professioni non ordinistiche dai professionisti iscritti a un Ordine o Albo. La differenza riguarda soprattutto la data di apertura della partita IVA.

Per i professionisti non iscritti a un albo la partita IVA deve essere stata aperta a partire dal 1° giugno 2025 e comunque entro il 31 dicembre 2026. Possono quindi essere potenzialmente interessati consulenti aziendali, grafici, traduttori, sviluppatori informatici, professionisti del marketing e altri lavoratori autonomi che operano senza iscrizione alla Camera di commercio.

Per i professionisti iscritti agli albi il periodo ammesso è più ampio: possono partecipare coloro che hanno aperto una partita IVA individuale da non oltre quattro anni rispetto alla data di presentazione della domanda. Un avvocato, un commercialista o un architetto che ha aperto la partita IVA nel 2023 potrebbe quindi accedere al contributo, mentre per un professionista non ordinistico che ha iniziato nello stesso anno la richiesta non sarebbe ammissibile.

Per gli iscritti agli albi le spese finanziabili devono essere collegate all’avvio dell’attività professionale successivo al praticantato e all’abilitazione. In entrambi i casi è necessario avere il domicilio fiscale in Lombardia, risultante dall’Anagrafe tributaria. Non sono ammesse le associazioni tra professionisti e lavoratori autonomi e non possono partecipare i professionisti che hanno già beneficiato delle precedenti edizioni del bando.

Quanto spetta e perché per i forfettari conta anche l’IVA

Il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 10.000 euro. L’investimento minimo richiesto è di 3.000 euro. Per ottenere il contributo massimo occorre quindi presentare almeno 20.000 euro di spese ammissibili, rispettando i limiti previsti dal bando.

Qui si colloca il vantaggio per chi applica il regime forfettario. Le FAQ pubblicate da Unioncamere Lombardia citano espressamente quel regime fra i casi in cui è possibile rendicontare le spese al lordo dell’IVA: trattandosi di un’imposta indetraibile per il forfettario, l’intero importo pagato concorre alla spesa ammissibile.

Un esempio rende l’idea. Se un professionista forfettario acquista beni strumentali nuovi per 5.000 euro, ai quali si aggiungono 1.100 euro di IVA, se l’intero investimento rispetta i requisiti di ammissibilità, la spesa riconosciuta può arrivare a 6.100 euro, con un contributo potenziale di 3.050 euro.

Il vincolo sulla qualità della spesa

Attenzione però alla composizione del progetto. Il bando prevede che almeno il 50% delle spese sia in conto capitale: le spese correnti possono rappresentare al massimo l’altra metà e il contributo riconosciuto non può superare l’importo degli investimenti in conto capitale.

È un vincolo che condiziona la costruzione del piano di spesa più di quanto sembri, e che va verificato prima di acquistare.

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Quali spese sono ammesse

Sono finanziabili computer e altri dispositivi hardware nuovi, attrezzature, arredi e beni strumentali destinati all’attività professionale. Restano esclusi smartphone, veicoli e beni usati.

Rientrano tra gli investimenti ammissibili anche software gestionali, applicazioni professionali, licenze e servizi cloud o SaaS, entro il limite del 60% della spesa complessiva del progetto.

Su questi ultimi va osservata una regola temporale: sono rendicontabili i canoni software riferiti alle mensilità fino al 31 dicembre 2026. Non è quindi sufficiente pagare anticipatamente un abbonamento che si estende al 2027 per considerarne ammissibile l’intero importo.

Anche le spese per realizzare un sito internet possono rientrare nel contributo, ma occorre distinguere fra sito istituzionale, considerato una spesa corrente di comunicazione, e sito e-commerce, che può invece essere classificato fra gli investimenti software in conto capitale. La distinzione non è soltanto formale: incide sul rispetto della quota minima di investimenti richiesta dal bando.

Sono inoltre ammesse determinate consulenze relative all’avvio dell’attività, comprese quelle in materia contabile e fiscale, limitatamente al primo trimestre, oltre alle spese per marketing e comunicazione.

Per quanto riguarda l’affitto dello studio professionale, le FAQ precisano che il professionista che lavora nella propria abitazione non può rendicontarne il canone di locazione, poiché l’immobile è utilizzato promiscuamente per esigenze personali e professionali.

Le spese devono essere già pagate e i beni consegnati

Il bando Nuova impresa Lombardia 2026 è a rendicontazione: il contributo viene richiesto soltanto dopo che il professionista abbia sostenuto le spese previste.

Le fatture devono essere emesse dopo l’apertura della partita IVA, nei periodi ammessi per ciascuna categoria, e integralmente pagate entro la presentazione della domanda. In ogni caso, il termine ultimo per sostenere e pagare le spese è il 31 dicembre 2026.

Anche i beni acquistati devono essere già stati consegnati presso la sede oggetto dell’investimento. Quando l’acquisto prevede acconti e saldo, occorre rendicontare tutti i relativi documenti, non soltanto la fattura finale.

Il bando consente di presentare al massimo dieci fatture, ciascuna di importo minimo pari a 250 euro più IVA. Anche le fatture di acconto e saldo concorrono a questo limite.

I pagamenti devono essere tracciabili, con documentazione bancaria o postale che consenta di collegarli alle fatture. Non sono ammessi pagamenti in contanti, mentre è ammesso l’utilizzo del conto corrente personale del titolare: il bando non impone l’apertura di un conto dedicato.

Come presentare domanda e quali sono le scadenze

Le richieste possono essere inviate fino alle ore 12 del 29 gennaio 2027, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse disponibili. La domanda si presenta esclusivamente online attraverso la piattaforma Restart di InfoCamere, utilizzando SPID, CIE o CNS e la firma digitale.

Oltre al modulo di richiesta e al prospetto delle spese, devono essere allegate le fatture, le prove dei pagamenti e la documentazione prevista dal bando. Ai professionisti iscritti agli albi è richiesta anche una dichiarazione di regolarità contributiva rilasciata dalla rispettiva cassa previdenziale.

Le domande sono esaminate secondo l’ordine cronologico di presentazione. È prevista anche una valutazione tecnica, con un punteggio minimo di 40 su 100, che tiene conto della coerenza del progetto e degli interventi in materia di innovazione, digitalizzazione e transizione verde.

L’ammissione non è quindi automatica e dipende dalla disponibilità delle risorse. Dopo l’erogazione, i beneficiari devono mantenere il domicilio fiscale in Lombardia per almeno tre anni e rispettare gli obblighi di conservazione dei beni e della documentazione.

Due date da non confondere

Il bando ha due termini distinti: le spese vanno sostenute e pagate entro il 31 dicembre 2026. La domanda si presenta entro il 29 gennaio 2027. Chi aspetta gennaio per occuparsene scoprirà che il termine per spendere il budget sarà già passato: a quel punto potrà solo rendicontare ciò che avrà già acquistato in precedenza.

Domande frequenti

Chi può accedere al bando Nuova impresa Lombardia 2026?

Lavoratori autonomi e liberi professionisti che esercitano individualmente, con domicilio fiscale in Lombardia. Per i non iscritti ad albi la partita IVA deve essere stata aperta dal 1° giugno 2025 ed entro il 31 dicembre 2026; per gli iscritti ad Albi da non oltre quattro anni rispetto alla domanda.

I forfettari possono partecipare?

Sì e possono rendicontare le spese al lordo dell’IVA, trattandosi per loro di un’imposta indetraibile.

Quanto si può ottenere?

Il 50% delle spese ammissibili, fino a 10.000 euro, con un investimento minimo di 3.000 euro.

Entro quando vanno sostenute le spese?

Entro il 31 dicembre 2026, con pagamento integrale prima della presentazione della domanda.

Quando scadono le domande?

Alle ore 12 del 29 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse.

Si può rendicontare l’affitto dello studio?

Non quando il professionista lavora nella propria abitazione, perché l’immobile è utilizzato in modo promiscuo.

Le associazioni professionali possono partecipare?

No. Sono escluse le associazioni tra professionisti e lavoratori autonomi, così come chi ha già beneficiato delle precedenti edizioni.

L’ammissione è automatica?

No. È prevista una valutazione tecnica con punteggio minimo di 40 su 100 e l’ammissione dipende dalla disponibilità delle risorse.

Autore
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Giovanni Emmi

Dottore Commercialista

Commercialista dal 🧗🏾‍♀️secondo millennio, innovatore professionale nel terzo millennio🏃🏾‍♂️. Il futuro della professione del commercialista nel mio ultimo libro "dalla società alla rete tra professionisti".

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