L’autotrasporto italiano è a un punto di rottura. Mentre la Sicilia affronta il primo dei cinque giorni di fermo che minaccia di svuotare gli scaffali della grande distribuzione organizzata (GDO), a livello nazionale si profila l’ombra di un blocco totale.
La protesta si aggiunge allo sciopero nazionale già proclamato per il 20 aprile.
Indice
Lo sciopero degli autotrasportatori in Sicilia dal 14 al 18 aprile
Dalla mezzanotte di oggi, 14 aprile 2026, il Comitato trasportatori siciliani ha avviato una protesta che durerà cinque giorni. Secondo il segretario Salvatore Bella, l’adesione ha raggiunto il 90%, paralizzando di fatto le attività di carico e scarico nei porti dell’isola.
Le modalità della protesta
A differenza di precedenti mobilitazioni, i trasportatori hanno scelto una strategia diversa. Niente blocchi stradali: non sono previsti presidi o interruzioni della circolazione sulle autostrade o agli imbarcaderi di Messina e Villa San Giovanni. La protesta è confinata alle aree portuali per impedire il carico/scarico dei semirimorchi dalle navi. L’intento dichiarato è interrompere i rifornimenti alla grande distribuzione alimentare per evidenziare il ruolo centrale del settore.
Le cause del malcontento: caro carburante e tassa ETS
Il settore è schiacciato da un aumento insostenibile dei costi operativi. Le imprese siciliane, in particolare, lamentano una disparità di trattamento rispetto al resto d’Italia.
| Voce di costo | Impatto dichiarato |
| Tassa eco green (ETS) | Circa 400 euro in più a viaggio sulle navi negli ultimi due anni. |
| Caro carburante | Aumenti legati ai conflitti bellici che influenzano anche i traghettamenti. |
| Committenza | Riduzioni dei compensi fino a 40 centesimi al litro da parte dei clienti. |
Il prezzo dei carburanti, poi, soffre per i fenomeni speculativi. Oltre ai costi diretti, i trasportatori chiedono maggiore chiarezza sul Sea modal shift e sull’utilizzo dei fondi derivanti dalla tassa ETS per l’intermodalità .
Verso il blocco nazionale: la scadenza del 17 Aprile
La tensione non è limitata all’Isola. UNATRAS, il coordinamento nazionale delle associazioni di categoria, ha indetto assemblee in cento piazze italiane registrando un’univoca richiesta di sospensione dei servizi. Venerdì 17 aprile 2026 il Comitato esecutivo nazionale di Unatras deciderà se avviare formalmente le procedure per il fermo nazionale.
Il nodo del credito d’imposta
Il cuore della disputa con il governo riguarda il credito d’imposta promesso nel Consiglio dei ministri del 19 marzo scorso. A distanza di un mese manca il decreto attuativo: le imprese non hanno istruzioni su come richiedere il beneficio. Inoltre, molte aziende hanno già saturato i limiti degli aiuti di Stato (causa incentivi come il bando LogIn Business) e rischiano di essere escluse dal nuovo credito d’imposta.
Impatto per le PMI e la filiera logistica
Per le imprese che operano con la Sicilia o che dipendono dal trasporto su gomma, il rischio di una paralisi dei rifornimenti è concreto. Mentre il ministro Urso dichiara che sono già state assunte decisioni a favore del settore, le associazioni replicano di non aver visto alcun provvedimento concreto.














Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it