Credito d’imposta contro il caro carburanti: a quali imprese spetta e come ottenerlo

Stanziati 110 milioni di euro per compensare i rincari di benzina, diesel e GPL

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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto carburanti, entra in vigore il nuovo credito di imposta per le imprese penalizzate dal rialzo dei prezzi, innescati dall’escalation della crisi in Medio Oriente. Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione entro il 31 dicembre 2026. Tuttavia, il perimetro dei beneficiari è delimitato a due macro-categorie produttive, individuate come le più esposte alle fluttuazioni dei costi energetici per la natura stessa della loro attività.

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Credito d’imposta contro il caro carburanti: a quali imprese spetta

Il beneficio è rivolto alle realtà che operano nel settore del trasporto merci per conto di terzi e alle imprese che esercitano l’attività di pesca professionale. Per quanto riguarda le imprese di autotrasporto, il credito di imposta è riconosciuto a quelle con sede legale o una stabile organizzazione in Italia, purché svolgano un’attività tra quelle individuate nel Testo unico delle accise (decreto legislativo n. 504/1995, articolo 24-ter, comma 2, lettera a). Alle imprese ittiche, invece, il credito spetta se impiegano carburante (gasolio o benzina) per alimentare i mezzi utilizzati per la navigazione e le operazioni di pesca.

In entrambi i casi, il credito può essere cumulato con altre agevolazioni sui medesimi costi (purché il totale non superi il 100% della spesa sostenuta) e non concorre alla formazione del reddito (IRES/IRPEF) né della base imponibile IRAP. Inoltre, la concessione avviene nel rispetto dei massimali e delle regole previste dalla normativa europea in materia di aiuti di Stato. Il calcolo del beneficio, invece, cambia tra autotrasporto e pesca.

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Come funziona

Per i trasportatori, il credito non è una percentuale fissa sul totale, ma un ristoro calcolato sulla variazione di prezzo ed è pari alla differenza tra il costo sostenuto per l’acquisto di gasolio nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026 e il prezzo medio di riferimento di febbraio 2026 (rilevato dal MASE). Ad esempio, se a febbraio il gasolio costava 1,60 euro/litro e a marzo l’impresa lo ha pagato 1,90 euro/litro, il credito sarà di 0,30 euro per ogni litro acquistato. Lo stanziamento complessivo è di 100 milioni di euro. Quindi, se le richieste dovessero superare tale soglia, il credito pro-quota per ogni impresa potrebbe essere ridotto proporzionalmente.

Per le imprese ittiche invece il meccanismo è più diretto e si basa sull’investimento complessivo. Lo stanziamento dedicato è di 10 milioni di euro ed è volto a garantire il riconoscimento di un credito d’imposta pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto di carburante (gasolio e benzina) nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, calcolato sull’importo delle fatture al netto dell’IVA.

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Come si ottiene

Per entrambi i settori, il beneficio non arriva come bonifico, ma come sconto sulle tasse da pagare (IVA, contributi INPS, ritenute, ecc.) tramite il modello F24. Il credito deve essere utilizzato entro il 31 dicembre 2026. Oltre questa data, la quota non compensata andrà persa.

Quando parte

Sebbene il decreto legge sia già entrato in vigore, l’effettiva fruizione del credito d’imposta è subordinata all’emanazione dei decreti attuativi, attesi entro 60 giorni. Tali provvedimenti definiranno i codici tributo per la compensazione tramite modello F24 e le modalità telematiche per la comunicazione delle spese ammissibili ai fini della prenotazione delle risorse.

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