Secondo gli ultimi dati aggiornati a marzo 2026 sull’attività di tutoraggio istituzionale del MIMIT, il portafoglio di investimenti esteri monitorati in Italia ha raggiunto la cifra di 71 miliardi di euro lordi, per un totale di 64 progetti avviati. Tuttavia, la distribuzione non è stata omogenea in tutta Italia, ma ha seguito dinamiche territoriali diverse al Sud rispetto al Nord.
Investimenti esteri in Italia, la nuova centralità del Mezzogiorno
Dal lavoro di coordinamento interministeriale – che ha coinvolto i dicasteri di Imprese, Esteri, Economia, PA e la Conferenza delle Regioni – è emerso che ad attirare maggiori investimenti dall’estero è stato il Sud Italia, con il 60% delle risorse complessive dirette verso le regioni meridionali.
Analizzando inoltre il portafoglio “netto”, ovvero escludendo i grandi progetti legati ai data center e le procedure semplificate previste dal decreto Asset per i programmi superiori al miliardo di euro, la tendenza appare ancora più definita. Su un totale di 39 progetti (per un valore di 36 miliardi), ben 22 miliardi di euro sono distribuiti su 12 iniziative localizzate nel Mezzogiorno.
Chi investe e in cosa
Come riportato dal MIMIT, l’Italia si posiziona come mercato di riferimento per i capitali ad alto valore aggiunto. Gli Stati Uniti, tra i 21 Paesi coinvolti, rimangono il primo partner per numero di progetti, mentre l’interesse degli investitori si sta spostando dai comparti tradizionali di logistica e manifatturiero verso settori ad alta densità tecnologica, quali: energia e infrastrutture, mining e materie prime critiche, informatica quantistica, bioscienze e nuove tecnologie.












Redazione
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