Il progetto del ponte sullo Stretto di Messina segna una nuova battuta d’arresto tecnica. La Ragioneria generale dello Stato ha apportato alcune correzioni essenziali al testo del decreto Infrastrutture, che dovrà ora tornare all’esame del Consiglio dei ministri per un nuovo passaggio, nonostante il via libera iniziale ottenuto lo scorso 5 febbraio. Il punto centrale delle modifiche riguarda la sostenibilità economica dell’opera: tutte le procedure dovranno essere realizzate senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
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Ponte sullo Stretto, nessun extracosto: il piano da 13,5 miliardi di euro
Nonostante i rilievi della Ragioneria, l’amministratore delegato della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha rassicurato l’opinione pubblica circa la tenuta finanziaria del progetto. L’investimento complessivo è confermato in 13,5 miliardi di euro. Gli importi annuali sono stati ricalibrati per adattarsi allo slittamento dei tempi causato dalle delibere della Corte dei conti. Ciucci ha ribadito che “non sono previsti extracosti”, sottolineando che verranno impiegate esclusivamente le risorse già messe a disposizione.
Avvio dei cantieri, Salvini fa dietrofront: “Niente più date”
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, intervenuto al LetExpo di Verona, ha mostrato un approccio più cauto rispetto al passato riguardo al cronoprogramma dei lavori. Il ministro ha dichiarato che non fornirà più scadenze mensili, citando la complessità burocratica legata a ricorsi e controricorsi, rilievi della Corte dei Conti, opposizione dei comitati del “No”.
L’obiettivo dichiarato resta comunque l’apertura dei cantieri entro l’anno, per un’opera definita dal ministro come un “tappo da togliere” per favorire lo sviluppo del Paese dopo 160 anni di studi.
Le reazioni delle opposizioni: “Progetto da accantonare”
Le correzioni imposte dalla Ragioneria hanno riacceso il dibattito politico, con le opposizioni che chiedono lo stop definitivo all’opera. Daniela Morfino (M5S) sostiene che l’intervento della Ragioneria affossi il decreto Infrastrutture.
Angelo Bonelli (Avs/Europa Verde) critica il ministro Salvini, sostenendo che il decreto sia stato scritto senza consultare adeguatamente gli apparati dello Stato. Gli esponenti del PD – come Simiani e Barbagallo – parlano di una “sonora bocciatura” da parte della Ragioneria e chiedono che il progetto venga accantonato.










Redazione
Il team editoriale di Partitaiva.it