Imposta di bollo su fatture elettroniche, la scadenza è il 2 marzo: chi deve pagare

In alcuni casi specifici è possibile pagare l'imposta di bollo a fine anno. Tutto quello che c'è da sapere.

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Il calendario fiscale non fa sconti, ma quest’anno concede un piccolissimo “bonus” temporale. Segnate la data: 2 marzo 2026. È questo il termine ultimo per mettersi in regola con l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel corso del 2025 slitta al 2 marzo 2026 e non al 28 febbraio, che cade di sabato. Questa volta tutti devono passare alla cassa, senza eccezioni legate a soglie minime.

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Imposta di bollo: quando e su quali fatture va applicata?

L’imposta di bollo, pari a 2 euro è obbligatoria per tutti i documenti che:

  • non prevedono l’IVA (esenti, esclusi o fuori campo);
  • superano l’importo complessivo di 77,47 euro.

Come si inserisce nel file XML?

Trattandosi di documenti digitali, non si incolla più nulla. Bisogna compilare correttamente la sezione Dati Generali Documento nel file .xml impostando su “Sì” la voce “bollo virtuale” e inserendo “2 euro” nell’importo del bollo.

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Chi deve pagare ?

Sebbene la responsabilità del versamento ricada su chi emette la fattura, operativamente esistono due modalità per la gestione del costo.

OpzioneDescrizioneEffetto in Fattura
A carico del clienteIl fornitore esercita la rivalsa.Si aggiunge una riga con codice IVA N1 (escluso ex art. 15).
A carico del fornitoreIl fornitore decide di farsi carico del costo.Si indica il bollo virtuale, ma l’importo non si somma al totale dovuto.

Se una fattura contiene sia importi IVA che esenti, il bollo va applicato solo se la somma delle voci esenti IVA supera la soglia dei 77,47 euro.

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Il calcolo dell’Agenzia delle Entrate: elenco A e B

Dimenticate i calcoli manuali infiniti. L’Agenzia delle Entrate (AdE) incrocia i dati del Sistema di Interscambio (SdI) e genera trimestralmente due liste nell’area “Fatture e corrispettivi”:

  • elenco A (automatico), che contiene le fatture dove avete già indicato il bollo. Questi dati sono blindati e non modificabili al ribasso;
  • elenco B (presunto). Qui finiscono i documenti dove il bollo non è stato indicato, ma secondo l’algoritmo dell’AdE dovrebbe esserci.

È fondamentale gestire questi elenchi entro il mese successivo alla fine di ogni trimestre per eliminare eventuali errori o aggiungere fatture dimenticate.

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Come pagare l’imposta di bollo

Esistono due modalità principali per pagare l’imposta di bollo, entrambe telematiche:

  1. prelievo diretto (IBAN). È la via più rapida. Accedendo al portale “Fatture e corrispettivi” (sezione Consultazione > Pagamento imposta di bollo), basta inserire il proprio IBAN. Cliccando su “Invia ordine di pagamento”, l’AdE preleverà l’importo esatto alla scadenza;
  2. modello F24. Se preferisce l’home banking, si può usare il modello F24. I codici tributo variano in base al trimestre (2521 per il I trimestre, 2522 per il II trimestre, 2523 per il III trimestre e 2524 per il IV trimestre).
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Sanzioni e la “regola del cumulo”

Non pagare o pagare in ritardo espone a una sanzione ordinaria del 30%. Tuttavia, è possibile rimediare tramite il ravvedimento operoso (codici tributo 2525 per sanzioni e 2526 per interessi). Per evitare micro-pagamenti, il legislatore permette di rimandare il versamento se gli importi sono bassi:

  • se nel I trimestre il fatturato è inferiore a 5.000 euro, si può pagare entro il 30 settembre (scadenza II trimestre);
  • se nel I e II trimestre il fatturato è inferiore a 5.000 euro, si può pagare entro il 30 novembre (scadenza III trimestre);
  • nel IV trimestre: si paga sempre e comunque entro il 28 febbraio (2 marzo in questo caso).
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