Click day lavoro domestico 18 febbraio: guida all’invio delle domande

Questa finestra rappresenta l'ultima opportunità, nell'ambito del triennio programmato, per regolarizzare l'ingresso in Italia di lavoratori stranieri.

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Mercoledì 18 febbraio, a partire dalle ore 9, scatta il cosiddetto click day per l’ingresso in Italia di cittadini non comunitari da impiegare nel settore domestico familiare. Per il 2026, con il decreto Flussi il governo ha autorizzato 13.600 ingressi di colf, badanti e babysitter extra UE, destinati al lavoro subordinato non stagionale. Il meccanismo è basato sulla tempestività dell’invio delle domande, pertanto conoscere la procedura e sapere cosa fare può fare la differenza.

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Click day decreto flussi 2026 lavoro domestico 18 febbraio, come funziona

La procedura è interamente telematica e avviene attraverso lo Sportello unico immigrazione (portale ALI), al quale si accede con SPID o CIE. Il sistema disconnette automaticamente gli utenti dopo 30 minuti di inattività, quindi per evitare il logout, è necessario aggiornare periodicamente la pagina. Alle ore 9, il tasto di invio presente nell’interfaccia del portale (e inizialmente grigio o non cliccabile) diventa verde, segnale questo che è possibile procedere alla trasmissione. Poiché le domande vengono elaborate in ordine cronologico di arrivo, la velocità di invio è determinante per rientrare nei limiti numerici previsti dal decreto.

L’invio delle domande rimane possibile fino alle ore 20, anche se la probabilità di trovare quote disponibili dopo le prime ore è sostanzialmente ridotta. Il meccanismo dell’ordine cronologico fa sì che anche ritardi di pochi secondi possano risultare determinanti per l’esito della domanda.

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La fase di precompilazione

Il click day non è aperto direttamente ai lavoratori, ma ai datori di lavoro (italiani o stranieri regolarmente soggiornanti) che devono prima aver richiesto al Centro per l’impiego competente la disponibilità di lavoratori già sul territorio.

Attenzione però, il meccanismo dei flussi d’ingresso per il 2026 prevede che il 18 febbraio sia dedicato esclusivamente all’invio delle istanze già caricate a sistema. Il portale infatti non consente la compilazione di nuove domande “ex novo”. Pertanto, è meglio procedere prima alla compilazione delle richieste, che possono essere pre-salvate sul portale del ministero dell’Interno nei giorni precedenti per essere inviate allo scoccare dell’orario stabilito.

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Requisiti e documentazione necessaria

La presentazione della domanda richiede il possesso di specifici requisiti economici e normativi da parte del datore di lavoro. Per le imprese e i professionisti è necessario dimostrare un reddito imponibile minimo di 30.000 euro annui. Per le famiglie che intendono assumere collaboratori domestici o assistenti familiari, il requisito reddituale è di 20.000 euro annui se il nucleo familiare è composto da una sola persona, ed elevato a 27.000 euro se il nucleo familiare è composto da più familiari conviventi. Il reddito può essere integrato con quello del coniuge o di parenti fino al secondo grado, anche non conviventi, mentre non è richiesto per il datore di lavoro affetto da patologie o disabilità che ne limitano l’autosufficienza e che intenda assumere un addetto alla propria assistenza (badante).

Fondamentale è poi l’asseverazione, ovvero il documento che certifica il rispetto delle condizioni contrattuali previste dalla normativa vigente, rilasciato da un consulente del lavoro o da un’organizzazione datoriale accreditata. Ogni datore di lavoro privato può presentare fino a un massimo di tre domande per annualità, limite che non si applica invece alle organizzazioni datoriali, ai consulenti del lavoro iscritti alle liste dell’Ispettorato del Lavoro e alle agenzie di somministrazione autorizzate.

Cosa succede dopo l’invio: iter e tempistiche

Completato l’invio, entro 48 ore dall’avvio del click day vengono generati il codice identificativo della domanda e la relativa ricevuta, consultabili nella sezione “Ricerca domande” dello Sportello Unico Immigrazione. Dalle ore 8 del giorno successivo al click day diventa possibile completare o validare eventuali domande rimaste in stato “da completare”.

Il ministero del Lavoro procede alla ripartizione delle quote per ambito provinciale entro 10 giorni dal rispettivo click day. Trascorsi 50 giorni dalla ripartizione, può effettuare un’ulteriore suddivisione nel caso risultino quote non utilizzate. Lo Sportello Unico per l’Immigrazione istruisce le pratiche seguendo l’ordine cronologico di presentazione.

Per determinate nazionalità, specificamente Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka e Marocco, il rilascio del nulla osta è subordinato al parere favorevole della Questura e alla verifica preliminare dell’Ispettorato nazionale del lavoro in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e Ispettorato nazionale del lavoro (INL). In questi casi non opera il silenzio-assenso previsto per le altre domande.

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