Adempimento collaborativo piccole imprese, al via il nuovo regime opzionale: come funziona e i benefici

Esteso il modello basato sulla fiducia preventiva piuttosto che sul controllo ex-post

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Con un provvedimento firmato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, l’istituto dell’adempimento collaborativo (o cooperative compliance) è stato esteso alle piccole imprese, precedentemente escluse da questa misura. Per essere ammesse al regime opzionale nel biennio 2026-2017, tuttavia, queste devono rispettare precisi limimi.

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Quali sono le piccole imprese ammesse all’adempimento collaborativo

Le piccole imprese che presentano un fatturato inferiore alla soglia dei 500 milioni di euro possono utilizzare l’istituto dell’adempimento collaborativo, così come disciplinato dall’articolo 7-bis del Dlgs n. 128/2015 e dal decreto MEF del 9 luglio 2025. Per accedere, devono però presentare di tax control framework (TCF), ovvero un documento di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale.

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Cosa contiene il TCF

Nel TCF vanno individuati i processi aziendali che hanno un impatto fiscale (ad esempio il ciclo acquisti, vendite, o la gestione del personale). Il sistema deve essere in grado di rilevare i rischi in tempo reale. Le imprese devono predisporre una mappa dei rischi e dei controlli, un archivio strutturato che elenchi ogni possibile criticità tributaria e la relativa misura di mitigazione adottata. In caso di carenze o errori rilevati, il sistema deve prevedere meccanismi di correzione immediata. Non è quindi statico. Deve essere aggiornato regolarmente per riflettere i cambiamenti nelle attività aziendali (nuovi mercati, nuovi prodotti) o le evoluzioni della normativa fiscale.

Ai sensi delle linee guida fornite dall’Agenzia delle Entrate e delle prassi internazionali (OCSE), il documento deve essere approvato dall’organo di gestione dell’impresa, che definisce gli obiettivi fiscali e la propensione al rischio. L’impresa deve definire chiaramente chi fa cosa. Questo implica l’assegnazione di responsabilità specifiche per la gestione dei tributi a determinati uffici o soggetti, garantendo che vi sia un flusso di informazioni costante verso i vertici aziendali.

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Cos’è e come funziona l’adempimento collaborativo

L’adempimento collaborativo è un regime fiscale fondato su un rapporto di fiducia e trasparenza tra il contribuente e l’Amministrazione finanziaria. A differenza del sistema tradizionale, dove il controllo avviene anni dopo la dichiarazione, questo istituto sposta il confronto a una fase preventiva. Il funzionamento si basa sull’interazione tra l’impresa e l’Agenzia delle Entrate per valutare insieme le situazioni che potrebbero generare rischi fiscali prima che le dichiarazioni vengano presentate.

Quali i benefici

Con l’adempimento collaborativo, all’impresa non si applicano sanzioni amministrative e penali per le violazioni tributarie relative a rischi comunicati preventivamente tramite istanza di interpello. La cooperazione permette di definire in anticipo il trattamento fiscale delle operazioni complesse, stabilizzando il carico tributario atteso. In questo modo, si conoscono in anticipo le valutazioni del Fisco, evitando futuri accertamenti e contenziosi lunghi e costosi.

Inoltre, le imprese in regime di adempimento collaborativo godono spesso di procedure accelerate per l’ottenimento dei rimborsi fiscali o di agevolazioni. L’inserimento nell’elenco pubblico delle imprese aderenti (pubblicato sul sito dell’Agenzia) funge infatti da bollino di affidabilità, anche verso investitori e banche.

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Procedure e tempistiche per l’adesione

Il modello di adesione è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate e deve essere inviato alla Direzione centrale grandi contribuenti e internazionale, via PEC all’indirizzo [email protected] (destinato in via esclusiva alla ricezione di tali comunicazioni). Alla domanda va allegata la mappa dei rischi e dei controlli fiscali (TCF). Come specificato dal provvedimento AdE del 3 febbraio 2026, una volta ricevuta l’istanza, l’unità competente avvia l’istruttoria che deve concludersi entro 120 giorni con la comunicazione dell’esito al contribuente.

Esercitata l’opzione tramite invio PEC, il regime è irrevocabile.

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