A partire dal 2026, le regole sulle compensazioni fiscali tramite modello F24 sono destinate a cambiare. Con la nuova legge di Bilancio, il governo ha introdotto una serie di cambiamenti con l’obiettivo di limitare l’uso di meccanismi che possono contribuire all’accumulo di debiti fiscali non riscossi. Una delle principali novità riguarda l’abbassamento della soglia oltre la quale non sarà più possibile compensare debiti con crediti fiscali.
Le nuove disposizioni coinvolgeranno soprattutto le imprese e i professionisti che, quotidianamente, utilizzano il modello F24 per saldare varie imposte. Ecco cosa cambierà e come prepararsi.
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Modello F24 2026: la stretta sulle compensazioni orizzontali
Il cambiamento centrale riguarda la compensazione orizzontale, ossia l’utilizzo di un credito relativo a un tributo per saldare un debito di natura diversa. Dal 2026, questo meccanismo sarà precluso ai contribuenti che presentano debiti iscritti a ruolo scaduti e non sospesi oltre una determinata soglia. “Anche se il credito è buono e spettante, non lo puoi usare se superi il limite previsto – spiega Clelia Buccico, professoressa ordinaria di Diritto tributario della Scuola Superiore Meridionale -. Resta invece fuori dal mirino la compensazione verticale, cioè quella che avviene all’interno della stessa imposta, come l’utilizzo di un credito IVA per pagare un debito IVA”.

Dal 1° luglio 2026, il divieto scatterà in presenza di iscrizioni a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, comprese quelle derivanti da atti di recupero di crediti non spettanti o inesistenti e da carichi affidati agli agenti della riscossione per importi complessivamente superiori alla soglia fissata. “A tale regola fanno eccezione i contributi previdenziali, i contributi dovuti dai datori di lavoro e i premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro”, aggiunge.
Resta inoltre confermato l’obbligo di trasmissione telematica dell’F24 per i titolari di partita IVA. “Per i contribuenti non titolari, oltre determinate soglie, è richiesto l’utilizzo dei sistemi di pagamento digitali”, precisa.
“Queste regole hanno l’obiettivo di rafforzare i controlli preventivi e ridurre gli errori nei versamenti”.
Blocco delle compensazioni orizzontali, la soglia scende a 50.000 euro
Un altro elemento chiave è l’abbassamento della soglia che determina il blocco delle compensazioni orizzontali, che passa da 100.000 a 50.000 euro di debiti iscritti a ruolo. “Chi supera i 50.000 euro perde automaticamente la possibilità di effettuare compensazioni orizzontali, anche se i crediti sono regolari, certificati e pienamente spettanti – sottolinea Buccico –. Il blocco opera in modo generalizzato e prescinde dal tributo coinvolto”. La misura punta a contenere i ruoli non riscossi. “La possibilità di compensare crediti elevati rischiava di alimentare l’accumulo delle somme non versate. Abbassando la soglia, si spinge il contribuente a ridurre le pendenze con il Fisco prima di utilizzare i crediti disponibili”.
In questo contesto, l’Agenzia delle Entrate potrà sospendere fino a 30 giorni l’esecuzione di un F24 per effettuare controlli preventivi sulle compensazioni. “Se emergono irregolarità, la delega non sarà considerata valida”, fa sapere.
Chi rischia maggiori limitazioni
Le modifiche interesseranno soprattutto imprese e professionisti che utilizzano frequentemente la compensazione orizzontale per IVA, ritenute, imposte dirette e contributi. Particolarmente esposti anche i contribuenti con carichi affidati alla riscossione già scaduti, che con la riduzione della soglia rientrano più facilmente nell’area di blocco. “Anche chi beneficia di crediti d’imposta agevolativi utilizzati in F24 può rientrare nel perimetro dello stop, se la compensazione è orizzontale”. Restano invece utilizzabili alcuni crediti specifici, come quelli relativi a contributi previdenziali e assistenziali e ai premi INAIL, anche in presenza di debiti a ruolo oltre soglia.
Effetti sulla liquidità: meno flessibilità finanziaria
Le novità avranno un impatto diretto sulla gestione della liquidità: chi non può compensare, deve pagare “cash” e poi attendere l’eventuale rimborso/recupero del credito con altri canali. Un altro rischio è rappresentato dallo scarto o dal blocco della delega F24 in fase di invio, con possibili conseguenze in termini di sanzioni e interessi per tardivo pagamento.
“Chi aveva costruito la propria tesoreria fiscale sulla compensazione dovrà prevedere linee di liquidità alternative o anticipare la regolarizzazione dei ruoli – sottolinea l’esperta -. La riduzione del limite incide in modo significativo su chi utilizza abitualmente la compensazione orizzontale per far fronte a scadenze fiscali ravvicinate. Anche debiti di entità intermedia possono ora determinare il blocco automatico della compensazione, obbligando al versamento diretto delle somme dovute. Diventa quindi fondamentale monitorare costantemente la propria situazione fiscale e programmare i pagamenti in modo più accurato, per evitare scarti delle deleghe o ritardi nei versamenti”.
F24 2026, come adeguarsi alle nuove regole sulla compensazione fiscale
Per evitare errori e blocchi, diventa essenziale rafforzare i controlli preventivi. “Il primo passo è la verifica dei carichi a ruolo prima di predisporre qualsiasi F24 in compensazione, controllando cassetto fiscale e area riscossione”, suggerisce la professoressa. Se si è vicini alla soglia dei 50.000 euro, può essere opportuno pianificare pagamenti, definizioni o rateazioni per rientrare nei limiti. Attenzione anche alle rateazioni decadute, che possono far riemergere l’impedimento alla compensazione.
È inoltre fondamentale distinguere correttamente tra compensazione orizzontale e verticale, privilegiando quest’ultima quando possibile, e curare la compilazione dell’F24. “Codici tributo, anno di riferimento, importi e sezioni devono essere impeccabili per evitare scarti e conseguenze da tardivo pagamento”, continua. Per gli intermediari, infine, la stretta normativa richiede procedure più strutturate. “È necessario introdurre un controllo obbligatorio prima dell’invio telematico, con evidenza documentata, per ridurre il rischio di errori e blocchi”, consiglia ancora.
Le nuove regole rendono il sistema più rigido, ma rafforzano i controlli e riducono il rischio di utilizzi impropri delle compensazioni. “Preparazione e pianificazione diventano quindi indispensabili per gestire correttamente le scadenze fiscali”, conclude l’esperta.













Cristina Siciliano
Giornalista e scrittrice